Con il quinto successo in dieci scontri diretti contro l’americana, Aryna Sabalenka ha conquistato l’edizione 2025 del Mutua Madrid Open: 6-3 7-6 (3) il punteggio con cui la numero uno del mondo si è imposta in finale su Coco Gauff. Per la campionessa di Minsk che il prossimo 5 maggio spegnerà 27 candeline si tratta del terzo trionfo nella Caja Magica, dopo quelli del 2021 e del 2023 (eguagliata Petra Kvitova, campionessa nel 2011, 2015 e 2018). Un successo (il terzo dopo quelli di Brisbane e Miami) che giunto alla sesta finale stagionale (la quarta consecutiva, in otto tornei giocati) certifica una leadership che, anche a causa delle difficoltà (dentro e fuori il campo da tennis) delle attuali contendenti, difficilmente sarà attaccabile nel breve periodo.
Sabalenka ha aperto le danze con un vincente di dritto scagliato in lungolinea (0-15) e vincendo un duello sulla diagonale destra si è costruita la prima chance di break (30-40): la campionessa di Minsk ha cercato di approfittare di una comoda seconda del giovane talento americano provando il vincente direttamente con la risposta di dritto inside in, che però non ha superato il nastro togliendo Coco dall’imbarazzo e permettendole di tenere il turno inaugurale al servizio (1 a 0). Una circostanza rimandata però solo al terzo game, quando una Gauff ancora in difficoltà con la prima ha subito due risposte vincenti e, dopo un doppio fallo (0-40), è stata la prima a sbagliare nello scambio successivo. Partita a razzo, Sabalenka ha confermato rapidamente il break, salendo 3 a 1 con un parziale di dodici punti a zero. Diventato 16 a 0 quando con un altro doppio fallo la vincitrice delle ultime WTA Finals ha ceduto nuovamente la battuta (1 a 4).
Dopo aver incassato forse come solo lei è in grado di fare nel circuito, con un’ottima palla corta (15-15) nel sesto game Coco ha interrotto a diciassette la serie di punti persi consecutivamente, riuscendo poi con l’aggressività delle successive risposte a recuperare, del tutto inaspettatamente, uno dei due break di svantaggio (2 a 4). Due dritti malamente affondati in rete da parte della numero uno del mondo hanno poi consentito alla ventunenne allenata da Jean Christophe Faurel e Matt Daly di tenere il servizio e tornare a contatto (3 a 4). Con un ace al centro Sabalenka ha tenuto un importantissimo turno di battuta arrivato ai vantaggi, garantendosi la possibilità di servire per il set (5 a 3). Un’opzione di cui la bielorussa non ha però avuto bisogno, aiutata da una smorzata di rovescio della numero quattro del tabellone che si è spenta in corridoio: 6-3 in 35 minuti.
Al rientro in campo dopo il toilet break Coco è pienamente entrata in partita e nel terzo gioco, dopo un errore di rovescio di Aryna (0-40), con un dritto in avanzamento le ha strappato il servizio a zero (2-1). Piedi sulla riga per cercare di non subire l’iniziativa di Sabalenka, palle corte per farla correre in avanti e cambi di direzione per spostarla quanto possibile: una Gauff lucida anche nelle difficoltà e che all’occorrenza (come nel sesto game) ha avuto la capacità di aggrapparsi al servizio per sventare due chance (non consecutive) di contro break sembrava in grado di riequilibrare la finale. Presentatasi però a servire per pareggiare il conto dei set, in un decimo gioco a dir poco rocambolesco (due doppi falli di Coco, una racchetta persa per il campo da Aryna), la statunitense ha perso il servizio facendo così riagganciare (5 a 5).
Dopo aver sprecato un championship point nel dodicesimo gioco (risposta fuori misura su una seconda di Gauff), Sabalenka ha aperto il tiebreak con un punto spettacolare (passante lungolinea dopo aver chiamato l’americana a rete) e con un vincente incrociato di rovescio si è portata sul 3 a 0. Uno svantaggio ricucito da Coco prima con una gran risposta, poi approfittando di due gratuiti della bielorussa (3 a 3). Dopo il cambio di campo, però, la numero uno del mondo alla sua quarta finale sul Manolo Santana Stadium (come lei solo Simona Halep) ha cambiato definitivamente marcia e grazie al servizio si è conquistata tre match point consecutivi (6-3): con le spalle al muro stavolta Gauff non è stata in grado di reagire, facendo calare il sipario sul torneo con un letale doppio fallo: 6-3 7-6 (3) in 1 ora e 39 minuti.
Per la leader del circuito WTA allenata da Anton Dubrov, la trentunesima vittoria stagionale (su un totale di 36 match giocati in cui con il successo di oggi è salita 6 a 0 nei confronti con le prime dieci) si tratta del ventesimo titolo in carriera. A Gauff (seconda più giovane di sempre a raggiungere l’ultimo atto nella capitale spagnola dopo Wozniacki, che nel 2009 ancora diciottenne perse da Safina nella prima edizione giocata alla Caja Magica) la seconda sconfitta in undici finali giocate lascia comunque sensazioni più che positive per le prossime settimane, anche in vista di Parigi dove, viste le difficoltà di Swiatek, il pronostico è aperto come mai lo era stato nelle ultime edizioni. Prima, però, c’è Roma.
WTA 1000 Mutua Madrid Open – Finale
[1] A. Sabalenka b. [4] C. Gauff 6-3 7-6 (3)


















