Alexander Zverev esce sconfitto dalla finale di Wimbledon 2026 contro Jannik Sinner, ma lascia Londra con la convinzione di aver compiuto un altro passo avanti. Il tedesco, campione al Roland Garros e finalista ai Championships, sottolinea i progressi del suo nuovo tennis più offensivo e guarda al futuro con fiducia. “Sinner è ancora il migliore del mondo, ma continuerò a lavorare per colmare il divario”, spiega in conferenza stampa.
Domanda: Sascha, non è il risultato che speravi, ma puoi comunque essere soddisfatto del livello espresso?
«Sì. Rispetto a dove ero un anno fa è stato un torneo completamente diverso. Ovviamente avrei voluto alzare il trofeo, ma oggi lui è stato più forte di me e ha meritato di vincere.»
Domanda: La scivolata nel terzo set è sembrata un momento decisivo. Ti ha condizionato fisicamente?
«Sì. Ho iperesteso di nuovo il ginocchio, proprio come era successo due anni fa. Da quel momento ho fatto più fatica a spingere sul servizio e infatti la velocità della battuta è calata. Per il resto, però, stavo bene: da fondo campo mi muovevo normalmente e riuscivo a giocare senza particolari problemi.»
Domanda: Nel primo e nel secondo set sembrava che stessi giocando alla pari con Sinner. Hai avuto la sensazione di poter controllare la partita?
«Non direi di avere il controllo, però avevo la sensazione che stessimo giocando entrambi a un livello molto simile, e molto alto. La caduta nel terzo set mi ha fatto perdere un po’ di livello, poi nel quarto sono riuscito a ritrovarlo, ma sono stato brekkato e lì la partita è finita.
Nel complesso credo sia stato un match di altissimo livello. Quando riesci a colpire la palla con la massima intensità è sempre un buon segnale. È proprio questo il tennis che sto cercando di sviluppare. Voglio essere aggressivo, è l’obiettivo che mi sono dato per questa stagione e per il resto della mia carriera. Ogni mese sento che questo gioco funziona sempre meglio.»
Domanda: Quanto sei soddisfatto della trasformazione verso un tennis più offensivo?
«Lo avevo detto già a inizio stagione e sono rimasto fedele a quell’idea. È il tennis che voglio giocare. All’inizio dell’anno ci sono state partite in cui ho faticato di più ad adattarmi a questo stile, ma ho continuato a seguirlo con convinzione. Più lo metto in pratica, più diventerò bravo.
Per la prima volta in carriera ho vinto il Roland Garros, per la prima volta sono arrivato in finale a Wimbledon. Qualcosa sta funzionando. È perfetto? No. Ma credo che stiamo andando nella direzione giusta.»
Domanda: Dopo essere arrivato così vicino al titolo, cosa ti serve ancora per vincere Wimbledon?
«Continuare a fare quello che sto facendo. Continuare a lavorare sugli aspetti che stiamo migliorando fin dall’inizio dell’anno e proseguire su questa strada. Nient’altro.»
Domanda: Dopo gli ultimi due Slam pensi di poter entrare stabilmente nella rivalità con Sinner e Alcaraz?
«Lo spero. È esattamente per questo che sono qui. Quest’anno ho fatto dei progressi e credo di averli messi entrambi sotto pressione. Non li ho ancora battuti, ma penso di averli portati al limite. In Australia, qui a Wimbledon… oggi è stata una partita molto equilibrata e sarebbe potuta andare anche al quinto set.
Negli ultimi anni si è sempre parlato di chi sarebbe stato il terzo uomo. Io sono sempre stato quel terzo giocatore, ma ero ancora troppo distante da loro. Se riuscirò ad avvicinarmi e a lottare con loro per i grandi titoli, allora avrò raggiunto il mio obiettivo.»
Domanda: Dopo questa finale senti di aver ridotto il divario con Sinner?
«Credo che Jannik sia ancora il miglior giocatore del mondo. Lo penso davvero. Credo che ci siano soltanto due o tre giocatori in grado di metterlo in difficoltà, e tra questi c’è anche Novak.
Noi dobbiamo continuare a lavorare per arrivare al suo livello. Oggi credo di averlo messo in difficoltà, anche se non abbastanza, perché sono qui da sconfitto. Continuerò a lavorare e ci saranno presto altre occasioni nei grandi tornei.»


















