Wimbledon, Sinner: “Oggi era importante spendere meno energie possibili”. Il numero uno del mondo cresce ancora sull’erba di Wimbledon

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@Foto Marta Magni

Jannik Sinner conquista il terzo turno di Wimbledon e continua il suo percorso sui prati dell’All England Club. Dopo la vittoria, il numero uno del mondo ha analizzato i margini di miglioramento del suo tennis, le sensazioni fisiche dopo il debutto, il lavoro sulla risposta e l’importanza di affrontare con pazienza le prime partite sull’erba.

D: Oggi hai risposto molto bene al servizio. È stato uno degli aspetti su cui ti eri concentrato dopo il primo turno?

Jannik Sinner: “Sì. Oggi sono stato molto preciso soprattutto all’inizio dei set. Credo che la risposta sia stata migliore rispetto alla prima partita. Ho cercato di essere un po’ più aggressivo in alcuni momenti, senza però inseguire la perfezione. È un aspetto su cui stiamo lavorando e credo che oggi si siano visti dei miglioramenti.”

D: Pensi che, andando avanti nel torneo, il tuo gioco possa crescere ancora su questa superficie?

Jannik Sinner: “Sì, c’è ancora tanta strada da fare. Ogni partita sull’erba ti aiuta a capire qualcosa in più e a prendere ritmo. L’importante è continuare a migliorare giorno dopo giorno.”

D: Come ti sei sentito fisicamente dopo la prima partita? Hai avuto qualche conseguenza dalla caduta?

Jannik Sinner: “Dal punto di vista fisico è andato tutto bene e non ho avuto alcun problema particolare. Il recupero è stato positivo e oggi mi sentivo bene.”

D: Quali sono gli aspetti del tuo gioco che pensi di poter migliorare ancora?

Jannik Sinner: “Posso essere un po’ più aggressivo, soprattutto negli spostamenti. Anche la risposta, in particolare sulla seconda di servizio dell’avversario, può ancora migliorare. Ci sono diversi aspetti sui quali posso crescere, anche se rispetto alla prima partita credo che oggi la prestazione sia stata migliore.”

D: Dopo aver giocato due partite senza tornei di preparazione sull’erba, pensi che questa scelta possa diventare definitiva anche in futuro?

Jannik Sinner: “È una possibilità. Le prime partite sull’erba sono sempre molto particolari e bisogna prenderle con le dovute precauzioni. Rispetto agli anni passati la situazione è stata diversa, ma valuteremo tutto con calma dopo il torneo. Ne parleremo insieme al team e capiremo se questa possa essere la strada giusta anche per il futuro. Per adesso penso soltanto alle prossime partite, perché qui ogni turno è complicato.”

D: Al prossimo turno affronterai uno stesso avversario che non incontri da diversi anni. Che partita ti aspetti?

Jannik Sinner: “È passato tanto tempo dall’ultima volta che abbiamo giocato contro. Oggi è un giocatore completamente diverso, è cresciuto molto e anch’io sono cambiato parecchio rispetto a cinque anni fa. Mi aspetto una partita diversa da quella di oggi e sono curioso di affrontarlo. Sarà sicuramente una bella sfida.”

D: Hai detto che la prestazione è stata migliore rispetto al primo turno. In che cosa, secondo te?

Jannik Sinner: “Secondo me oggi tutti e due abbiamo servito molto bene. Sono state due partite molto diverse. Oggi ci sono stati pochi scambi e la concentrazione doveva rimanere altissima, perché se vai sotto di un break contro un giocatore che serve così diventa davvero difficile recuperare.

Nella prima partita gli scambi erano molti di più e avevo commesso anche qualche errore in più, però sentivo di essere dentro lo scambio. Oggi era tutto diverso. Sicuramente non è stata la mia miglior partita, lo so anch’io, però bisogna andare passo dopo passo, giorno dopo giorno.

Oggi era importante spendere meno energie possibili e ci siamo riusciti. Domani sarà una giornata importante per cercare di prendere ancora più ritmo, perché mi aspetta un avversario molto, molto tosto.”

D: In alcuni momenti decisivi ti si è visto molto centrato, in altri invece sembravi un po’ infastidito da qualche errore. Da cosa dipende?

Jannik Sinner: “È normale. Non si possono giocare tutte le partite in maniera perfetta. Secondo me lui ha servito molto bene ed era difficile rispondere. Quando non hai tanto ritmo diventa complicato anche esprimere un buon tennis negli scambi.

Oggi lui ha spinto molto bene con il diritto e ha sbagliato poco. In alcuni momenti era un po’ indeciso in certe scelte, ma nel complesso ha giocato una buona partita.

Io ho provato a essere più aggressivo, ma non sempre ha funzionato. Poi ho cercato di essere un po’ più solido: a volte funzionava, a volte no. Adesso dobbiamo confrontarci con il team per prepararci nel modo migliore alla prossima partita.”

D: Hai avuto l’occasione di incontrare Rory McIlroy dopo il match. Com’è stato? E, da appassionato di golf, trovi delle similitudini tra il golf e il tennis?

Jannik Sinner: “Gioco troppo poco a golf per fare grandi paragoni. Però mi ha fatto davvero piacere incontrarlo. È un fenomeno per quello che ha fatto e per la carriera che sta costruendo. Abbiamo parlato un po’ di tutto, in generale.

Credo che il golf sia uno sport estremamente mentale e, sotto questo aspetto, abbia qualcosa in comune con il tennis. Però rimangono due discipline molto diverse. Mi fermerei qui, perché non conosco il golf abbastanza da poter fare paragoni più approfonditi.”

D: Hai vinto tre tie-break consecutivi e oggi hai dominato quelli giocati. In passato avevi detto che già sul 5-5 inizi a preparare mentalmente quello che potrebbe servirti nel tie-break. È successo anche oggi?

Jannik Sinner: “Su questa superficie è un po’ più difficile, secondo me, perché quando uno serve bene magari non riesci nemmeno a entrare nello scambio. Però sono un giocatore a cui piace giocare i tie-break, mi piace giocare sul 5-5 e nei punti importanti. In quei momenti ci metto forse un po’ più di attenzione.

Però la partita può cambiare anche nel primo game. Se fai il break subito, poi tutta la partita prende un’altra direzione. Alla fine si parla sempre del 5-5, ma magari è importantissimo anche il primo game, quando hai una palla break sul 15-40. Se la sfrutti cambia completamente il match.

Cerco comunque di ricordarmi alcuni punti e alcune situazioni prima di arrivare al tie-break, così da capire cosa potrebbe funzionare meglio. Non sempre ci riesco, ma secondo me questo aumenta un po’ le percentuali nei momenti importanti.”

D: Ripensando a quello che è successo al Roland Garros, avete capito da cosa sia dipeso il problema fisico? Pensi che in futuro si possa prevenire?

Jannik Sinner: “Sì, credo che abbiamo capito abbastanza bene. Però non è una situazione in cui trovi una soluzione definitiva, è qualcosa di un po’ più complesso. Potrebbe anche succedere di nuovo.

Stiamo facendo tutto il possibile per evitare che accada. Se dovesse ripresentarsi, abbiamo comunque capito che forse quella che avevamo seguito non era la strada migliore e quindi sapremmo come affrontarla.

Quando oggi parlavo di risparmiare energie mi riferivo soprattutto al recupero fisico generale. Ieri mattina, quando mi sono svegliato, non sentivo il corpo benissimo, soprattutto per la caduta della partita precedente. Poi, però, una volta entrato in campo mi sono sentito bene e questo mi rende molto tranquillo.”

D: Molti giocatori dicono che quest’anno i campi siano più lenti. Tu hai avuto la stessa sensazione? Ti piacerebbe un Wimbledon un po’ più veloce?

Jannik Sinner: “Per me è difficile fare un confronto. L’anno scorso nei primi giorni faceva molto più caldo, mentre quest’anno le condizioni sono diverse. Probabilmente, se arriveremo alla seconda settimana e saliranno le temperature, anche i campi diventeranno un po’ più veloci.

Onestamente faccio fatica a dire se siano davvero più lenti oppure no. Mi ricordo le sensazioni dell’anno scorso, ma non così bene da poter fare un confronto preciso.”