Dopo la straordinaria finale raggiunta al Roland Garros, Flavio Cobolli arriva a Wimbledon con grande entusiasmo ma senza caricarsi di aspettative. L’azzurro ha spiegato di voler ripetere il metodo di lavoro che lo ha portato fino all’ultimo atto di Parigi, senza pensare ai risultati. Nel media day ha parlato anche dell’allenamento con Novak Djokovic e del confronto avuto con Alexander Zverev dopo la finale del Roland Garros.
D: Dopo la finale del Roland Garros, quanto è stato difficile resettare e prepararsi per Wimbledon?
Flavio Cobolli: “Vincere tante partite è sempre una sensazione bellissima e ti fa stare meglio. Ho cercato di godermi ogni momento vissuto a Parigi, ma allo stesso tempo sapevo di dover resettare e prepararmi per questo torneo. Adesso sono qui, pronto a ricominciare e con la voglia di fare un altro bel percorso.”
D: Ti senti diverso dopo la finale di Parigi? Avverti più pressione dovendo difendere il quarto turno dell’anno scorso a Wimbledon?
Flavio Cobolli: “No, non sento alcun tipo di pressione. L’avevo detto anche a Parigi: non voglio caricarmi di aspettative di questo tipo. Di pressione ne ho già abbastanza e aggiungerne altra pensando ai risultati sarebbe soltanto controproducente.
Quello che voglio fare è ripetere tutto ciò che ha funzionato a Parigi: come mi sono allenato, come ho vissuto i giorni fuori dal torneo e come ho gestito le difficoltà durante le partite. Credo che questa sia la chiave per riuscire a ripetermi.
Quello che ho fatto a Parigi è stato incredibile e sarà molto difficile rifarlo, ma ogni partita per me deve essere una finale e un’esperienza nuova. Voglio mettere a frutto tutta l’esperienza che ho acquisito per riuscire a giocare ancora meglio.”
D: Come affronti il passaggio dalla terra battuta all’erba?
Flavio Cobolli: “Credo che l’erba di Wimbledon sia diversa rispetto a quella degli altri tornei di preparazione. Qui è più lenta e più giocabile e penso che questo possa aiutarmi a esprimere il mio miglior tennis.
L’anno scorso ci sono riuscito e quest’anno spero di ripetermi, magari facendo ancora meglio. La transizione dalla terra all’erba non è semplice, ma ormai è un cambiamento che mi piace e al quale mi sto abituando sempre di più.”
D: Oggi ti sei allenato con Novak Djokovic Com’è andata?
Flavio Cobolli: “Mi ha fatto aspettare un paio di minuti, ma aveva le sue cose da fare…” (sorride).
“Per me è sempre un punto di riferimento e provo un enorme rispetto nei suoi confronti. Quando mi alleno con lui cerco sempre di non sbagliare, di mettergli la palla precisa e questo mi aiuta ad avere una concentrazione che normalmente non riesco ad avere.
Alla fine è stato il miglior allenamento che ho fatto da quando sono arrivato qui. Giocare con i migliori del mondo è sempre utilissimo prima dell’inizio di un torneo così importante.”
D: Dopo la finale del Roland Garros ti sei risentito con Alexander Zverev?
Flavio Cobolli: “Sì. Ci siamo rivisti il primo giorno qui e ci siamo abbracciati. Gli ho rifatto i complimenti e lui li ha fatti a me per il torneo che avevo disputato.
Mi ha chiesto se mi fosse passata la delusione della finale. Gli ho risposto che ero davvero felice e che non sono stato nemmeno per un minuto arrabbiato con me stesso o con qualcuno. Ho vissuto tutto quello che è successo con grande gioia.
Lui mi ha raccontato che dopo la finale persa contro Dominic Thiem era stato molto male. Io gli ho detto che l’ho vissuta in maniera diversa e spero che questo mi possa aiutare a giocare tante altre finali in futuro. Mi ha risposto che, secondo lui, ne giocherò ancora molte.”

















