Fabio Fognini sul suo addio: “Sono sempre stato quel ragazzo ribelle e molto sensibile che cercava di mettercela tutta”

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Foto Adelchi Fioriti

La conferenza stampa di Fabio Fognini si é tenuta sulla sala grande, dove erano presenti un gran quantitativo di giornalisti. Fabio, emozionato, ha parlato alla stampa in merito alla sua decisione di dire stop al tennis giocato.

IL SUO RAPPORTO CON LA STAMPA “Iniziamo da voi. Mi avete conosciuto, ci siamo scontrati e una piccola parte di questo percorso e del rapporto con voi, potessi tornare indietro, lo farei diverso. Ad oggi mi ha giocato contro perché avrei potuto fare di piú anche grazie a voi. Quella barriera che c’é stata per difendere la sensibilitá e arrivare a 38 anni vedo le cose in maniera piú chiara. Qualche piccola recriminazione ce l’ho”.

CONTINUA“E’ stata una settimana dove ho fatto fatica. Ho avuto la testa occupata da altro, Flavia non c’era e ho fatto il papá a tempo pieno senza riuscire a sedermi con quel famoso bicchiere di vino che avevo detto la settimana scorsa per cercare di pensare (riferendosi al ritiro). Il weekend scorso ho avuto l’opportunitá di farlo. Ho fatto questo per 20 anni e non so fare altro. Non potevo chiedere un’uscita migliore perché stavo competendo male, non c’erano i risultati e c’erano gli infortuni. Ci vogliono anche gli attributi per dire basta e non volevo farlo quando il mio corpo non ne poteva piú. Nel match scorso dopo 2 set ero morto, ma la voglia di competere ha fatto si che si creasse questa splendida cornice ed é stata una sconfitta/vittoria e non ho mai vissuto niente di cosí intenso. La maniera in cui sono uscito dal centrale e andato negli spogliatoi dove sono arrivati tutti ad applaudire. Questo vale piú di una vittoria o una sconfitta, davanti alla mia famiglia…”

SULLA TOP 3 DEI SUOI MATCH – “Rafael Nadal allo US Open del 2015, quella con Andy Murray in Coppa Davis e quella dell’altro giorno contro Carlos Alcaraz”

SUL FUTURO“Sono qui, oggi lavoro e sono a seguire Flavio con la nostra agenzia. E’ difficile dire che cosa faró. Voglio godermi l’estate e la famiglia e poi quello che verrá verrá. Sono felice e ho vissuto dei momenti indescrivibili perché il tennis mi ha dato tutto. E’ bello uscire in questo modo qua. Sono sempre stato quel ragazzo ribelle e molto sensibile che cercava di mettercela tutta e penso e spero di essere ricordato per questo e non per qualche racchetta rotta”.

CONTINUA“Ci vuole tanta dedizione e sacrificio. Soprattutto tanta pazienza perché arrivare ad essere professionisti in qualsiasi sport non é facile. Devi avere tanta voglia e dedizione. Tante volte ho sbagliato, ma sbagliare fa parte di un percorso lungo, molto lungo e ci sono state piú salite che discese. In termini di risultati per me fare una seconda settimana di uno slam era complicato, ma non ho mai ottenuto quel risultato in uno slam che era un obiettivo. Oggi sono qui e c’é il punto a capo. Comincia una nuova vita tennistica non sul campo e chi vorrá sono disposto a dare consigli, dicendo le cose da Fabio Fognini. Se vorranno ascoltare soprattutto le cose brutte e dire le cose come stanno. Sono disponibile a chiunque vuole sentire la mia opinione”. 

SU COSA É PIÚ ORGOGLIOSO“E’ stata una bellissima corsa di 20 anni dentro questo circuito. Ho avuto la fortuna di giocare con i giocatori piú forti della storia (Federer, Nadal e Djokovic), e di giocare contro i futuri giocatori píú forti della seconda storia (Alcaraz e Sinner) e di fare un’ultima partita che neanche il sottoscritto si aspettava. E’ stato tutto bello e mi mancherá un po’ la competizione, un po’ meno la routine di attivazione del corpo. Sono entrato in punta di piedi ed esco a testa alta con una sconfitta/vittoria che per quel Fabio Fognini ragazzino che lo vede sui campi di Arma di Taggia a giocare contro i piú forti della storia, sul miglior campo, una delle sue migliori partite é una cosa bellissima”.