Fabio Fognini dice stop col tennis. Saluta uno dei talenti piú cristallini

0
150
@Antonio Santamaria

Fabio Fognini é volato a Londra ed é tornato a Wimbledon che é stato teatro del suo ultimo incontro per annunciare, alle 13.30, locali, il suo addio al tennis.

L’azzurro è stato uno dei protagonisti del tennis italiano negli ultimi vent’anni. Giocatore dotato di grande sensibilità tecnica, capace di variare il gioco come pochi nel circuito, ha saputo costruire una carriera eccellente segnata da risultati notevoli sia in singolare che in doppio. Un percorso fatto di successi e partite che hanno arricchito la storia recente del tennis azzurro.

Nato a Sanremo il 24 maggio 1987, Fognini si forma sui campi in terra battuta, superficie che resterà la sua preferita per gran parte della carriera. Dopo gli esordi tra i professionisti, si fa notare per il suo talento cristallino, basato su ritmo, timing e un rovescio a due mani particolarmente efficace. 

Il primo risultato di spicco arriva nel 2011, quando raggiunge i quarti di finale al Roland Garros. È un traguardo significativo, che lo inserisce tra i migliori interpreti del tennis su terra battuta e lo porta a consolidarsi nel circuito maggiore.

Il 2013 rappresenta un anno chiave. Fognini conquista due titoli ATP in poche settimane: Stoccarda, Amburgo e raggiunge la finale ad Umago. Una serie di vittorie che conferma il suo valore e la capacità di imporsi anche nei tornei più competitivi del circuito estivo europeo. In quel periodo si dimostra particolarmente competitivo, battendo giocatori esperti come Tommy Haas, Nicolás Almagro e Marcel Granollers.

Il punto più alto della sua carriera arriva nel 2019 con la vittoria del Masters 1000 di Monte Carlo. Dopo un avvio complicato nel torneo contro Andrey Rublev, Fognini ritrova brillantezza e fiducia, supera Alexander Zverev e Borna Coric, e poi ottiene una vittoria prestigiosa contro Rafael Nadal in semifinale. In finale regola Dusan Lajovic in due set, diventando il primo italiano dell’era Open a vincere un torneo di questa categoria. Grazie a questo successo, raggiunge il best ranking della carriera: numero 9 del mondo, a luglio dello stesso anno.

Importante anche la sua attività nel doppio: insieme a Simone Bolelli conquista l’Australian Open nel 2015, riportando in Italia un titolo Slam in doppio maschile dopo oltre sessant’anni. Un risultato che sottolinea la completezza del suo gioco e la capacità di adattarsi a diversi contesti.

Il suo contributo al tennis italiano resta significativo: un giocatore capace di riportare l’Italia ai vertici del tennis mondiale e profondamente dedito alla causa dell’Italia in Davis. Un talento forse non del tutto espresso, ma comunque da ringraziare per quello che ha fatto, a modo suo.