In questi anni, il Belgio può contare su tanti talentuosi tennisti: Mertens, Collignon, Bergs e Blockx, Gillè, Vliegen sono giovani atleti che hanno raggiunto, nelle competizioni a squadre, la semifinale di Davis nel 2025 e la semifinale di United Cup nel 2026. La storia del tennis belga iniziò nei primi anni del ‘900 quando il nobile William Le Maire de Warzeè d’Hermalle partecipò al torneo di Wimbledon, raggiungendo i quarti di finale nel torneo di singolare e la semifinale nel torneo di doppio. Nel 1904 D’Hermalle partecipò, in coppia col connazionale Paul De Borman, all’International Lawn Tennis Challenge, sconfiggendo la Francia di Paul Aymè e Max Decugis, garantendosi così la qualificazione alla finale contro la Gran Bretagna, che si disputò in Inghilterra.
Per il Belgio, l’impresa non si dimostrò facile: perse infatti tutte e cinque le partite, ma la competizione, seppure non terminata con i risultati sperati, ebbe il merito di porre l’attenzione su questo sport, tanto che il tennis non rimase appannaggio della sola nobiltà ma iniziò ad essere praticato da una moltitudine di connazionali. Tra gli anni ’50 e ’60 il Belgio poté contare su tennisti del calibro di Jacques Brichant e Philippe Washer, che raggiunsero i quarti e la semifinale del Roland Garros, risultato storico per la nazione in un torneo dello Slam. Il periodo d’oro del tennis belga iniziò nei primi anni del 2000, con la storica vittoria in Fed Cup contro la Russia che segnò l’ascesa delle tenniste Kim Clijsters e Justine Henin.
La Henin vinse 7 titoli dello Slam (1 Australian Open, 4 Roland Garros e 2 US Open), 2 WTA Finals e un oro olimpico, mentre la Clijsters conquistò 4 titoli dello Slam (3 US Open e 1 Australian Open) e 3 WTA Finals. Nel tennis maschile si distinsero invece Xavier Malisse e Olivier Rochus, vincitori del torneo di doppio maschile del Roland Garros nel 2004; lo stesso Malisse raggiunse anche la semifinale nel torneo di singolare di Wimbledon. Il sogno del Belgio era di assistere nel tennis maschile ad un trionfo in uno Slam ma soprattutto di conquistare la tanto desiderata Coppa Davis, obiettivo inseguito con grande determinazione negli anni successivi.
Nel 2015 la nazionale maschile di tennis belga partecipò alla competizione potendo contare su un tennista top ten, David Goffin, sul talentuoso Steve Darcis e su Ruben Bemelmans, che nel 2011 in coppia con Henin aveva raggiunto la finale nella Hopman Cup. A Liegi, negli ottavi di finale, la squadra fiamminga affrontò la Svizzera, campione in carica ma priva dei suoi due fuoriclasse Roger Federer e Stanislas Wawrinka, artefici della vittoria dell’anno precedente. Nel primo incontro Bemelmans, dopo essere andato in vantaggio di due set, perse i tre successivi contro Laaksonen, mentre Darcis pareggiò i conti battendo Lammer in tre set.
Il Belgio, nonostante la vittoria in doppio, perse un altro singolare, ma nel quinto e decisivo incontro David Goffin superò Bossel con il punteggio di 6-4 6-0 6-4, regalando la vittoria alla propria nazionale. Nei quarti di finale arrivò un’altra memorabile impresa contro il Canada, privo di Raonic, con un netto 5-0. In semifinale il Belgio affrontò l’Argentina di Schwartzman, Delbonis, Mayer e Berlocq in una sfida molto combattuta: Goffin vinse il primo match, ma Mayer trascinò i sudamericani con due successi tra singolare e doppio.
Spinto dal pubblico di Bruxelles, Goffin dominò Schwartzman (6-3 6-2 6-1), riportando la sfida in equilibrio. Nel quinto e decisivo incontro Darcis sfiorò l’impresa ma cedette, e il Belgio riuscì comunque a raggiungere la finale di Coppa Davis dopo 111 anni, dove trovò la Gran Bretagna di Andy Murray, campione Slam e olimpico. A Gand, Goffin fu protagonista di una straordinaria rimonta contro Kyle Edmund, recuperando due set di svantaggio e vincendo in cinque. Murray ristabilì la parità battendo Bemelmans.
Dopo il successo dei fratelli Murray nel doppio, il numero uno britannico chiuse i giochi battendo Goffin in tre set, con un pallonetto sul match point che sancì la vittoria della Gran Bretagna. L’anno successivo il Belgio fu sconfitto al primo turno dalla Croazia, ma nel 2017 tornò protagonista. A Francoforte, contro la Germania di Alexander Zverev, e senza Goffin, il capitano Van Herck si affidò a Darcis, che vinse una battaglia epica contro Kohlschreiber al quinto set.
Dopo il successo di Zverev su De Greef, il doppio belga De Loore/Bemelmans batté i fratelli Zverev, mentre Darcis completò l’impresa nel quarto match vincendo al tie-break e regalando ai suoi il passaggio del turno. Nei quarti il Belgio batté l’Italia grazie al rientro di Goffin, mentre in semifinale contro l’Australia arrivò un’altra sfida intensa: Goffin superó Millman, ma Kyrgios e il doppio australiano ribaltarono il confronto. Il numero uno belga però reagì superando Kyrgios, prima del punto decisivo firmato da Darcis contro Thompson.
In finale, a Lille contro la Francia, Goffin partì forte battendo Pouille, ma Tsonga riportò in equilibrio la sfida superando Darcis. Il doppio francese Herbert/Gasquet portò avanti i padroni di casa, prima del nuovo pareggio firmato da Goffin, ancora decisivo contro Tsonga. Tutto si decise nell’ultimo singolare, dove Pouille travolse Darcis (6-3 6-1 6-0), spegnendo il sogno belga ad un solo passo dalla vittoria.
La delusione ebbe un forte impatto su tutta la squadra: Goffin negli anni successivi uscì dalla top ten, Darcis non vinse più tornei ATP e si ritirò tre anni dopo, mentre Bemelmans lasciò la top 100 e si ritirò nel 2022. Un epilogo amaro, ma che non cancella i meriti di una generazione capace di portare il Belgio ai massimi livelli grazie a passione, dedizione e spirito di squadra, sfiorando un trionfo storico rimasto nella memoria degli appassionati.

















