Tommy Haas a un set dall’oro olimpico: la finale persa contro Kafelnikov a Sydney 2000

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©USOpen.org

Nel 2000, alla vigilia delle Olimpiadi di Sydney, tutti gli appassionati tedeschi di tennis vissero un momento di incertezza, poiché l’anno precedente leggende come Boris Becker, Steffi Graf e Michael Stich si erano ritirate e la loro nazione sembrava essere priva di giocatori che potessero aspirare all’oro olimpico. Le speranze furono rivolte verso un talentuoso tennista di ventidue anni, conosciuto per il suo spettacolare rovescio a una mano e per il suo gioco potente: Tommy Haas.

Nel primo turno dei Giochi Olimpici, Haas non deluse le aspettative e sconfisse con il punteggio di 6-2 7-5 Wayne Ferreira, attirando l’attenzione del pubblico. Nella partita successiva, il tennista tedesco, dopo aver perso il primo set contro Vinciguerra, vinse l’incontro in tre set grazie al suo stile raffinato e a un’ottima condizione atletica.

Nel terzo turno Haas affrontò Alex Corretja in una partita molto combattuta, terminata con il punteggio di 7-6 6-3, rivelando freddezza e grande forza mentale nei punti decisivi.

La partita più complicata per Haas fu certamente quella dei quarti di finale, in cui affrontò lo specialista del doppio Max Mirnyi, che grazie al suo gioco a rete mise in difficoltà l’avversario, spezzandone il ritmo. Tommy perse il primo set con il punteggio di 6-4 e nel secondo set rischiò l’eliminazione, ma grazie a un break provvidenziale riuscì ad aggiudicarsi il parziale per 7-5 e successivamente dominò il terzo e decisivo set, terminato 6-3 in favore del tennista tedesco.

In semifinale Haas sfidò la leggenda del tennis Roger Federer. L’incontro fu una battaglia tra rovesci a una mano, in un periodo storico in cui nelle scuole di tennis si prediligeva insegnare il rovescio bimane. La partita fu dominata da Haas, che concesse solamente cinque game all’avversario, vincendo per 6-3 6-2, raggiungendo la finale del torneo e assicurando una medaglia olimpica alla propria nazione.

Il giorno della finale scesero nell’arena olimpica Tommy Haas ed Evgeny Kafelnikov, vincitore dell’Australian Open e del Roland Garros. La finale fu un vero e proprio scontro epico, all’ultimo sangue.

Il primo set fu molto equilibrato e fu deciso al tie-break con il punteggio di 7-3 in favore del tennista russo. Nel secondo set Haas cercò di imporre il suo gioco, prendendo l’iniziativa negli scambi, e si aggiudicò il parziale con il punteggio di 6-3, riuscendo finalmente nell’impresa di strappare il servizio all’avversario.

La reazione di Kafelnikov non si fece attendere, aumentando l’intensità degli scambi e variando il ritmo, concedendo solamente due game all’avversario nel terzo set. Haas sorprese ancora una volta il pubblico grazie a un’incredibile rimonta nel quarto set, vinto con il punteggio di 6-4, riaprendo l’incontro.

Gli dei dell’Olimpo riservarono un amaro destino al tennista tedesco nel quinto e decisivo set, travolto dalla potenza dei colpi di Kafelnikov, che conquistò l’oro olimpico aggiudicandosi l’incontro con il punteggio di 6-3. Nell’arena olimpica di Sydney risuonarono le note dell’inno russo.

Il torneo olimpico segnò l’ascesa di Haas, che vinse 15 tornei ATP, scalando la classifica ed entrando nella Top 10. Nonostante Haas non sia riuscito a vincere l’oro olimpico, le sue gesta tennistiche non furono dimenticate e ispirarono numerosi tennisti delle generazioni successive.