Flavio Cobolli supera anche il secondo ostacolo agli US Open 2026. L’azzurro ha battuto Tristan Schoolkate in quattro set, 3-6 6-3 6-4 7-5, al termine di un’altra partita combattuta e giocata in condizioni molto calde. Dopo la rimonta al primo turno, Cobolli ha confermato di stare bene anche fisicamente e continua a inseguire il grande obiettivo della stagione: le ATP Finals di Torino.
Il romano ha parlato anche del rapporto con la pressione, del particolare tweener con cui ha trovato un punto spettacolare e del suo servizio kick. Infine, una riflessione sul fratello, che lo accompagna nel circuito ma che dal prossimo anno sarà un po’ meno presente per l’inizio dell’università.
D: Flavio, innanzitutto congratulazioni. Un’altra vittoria molto combattuta. Cosa pensi del passaggio del turno e del tuo livello di gioco oggi?
Flavio Cobolli: “Sì, penso di aver giocato a un buon livello oggi. Dall’inizio della partita penso che Tristan abbia giocato un primo set incredibile.
Sono contento della mia prestazione. Sono contento di quello che ho fatto in campo e di come ho gestito quello che è successo. Anche perché faceva davvero molto caldo là fuori, quindi è molto dura giocare. Anche perché giochiamo al meglio dei cinque set.
Non è mai facile gestire questo tipo di cose, quindi sono davvero orgoglioso della mia prestazione e di come ho giocato.”
D: Hai giocato bene. Ho visto un’intervista dopo il tuo match di primo turno in cui dicevi di sentire un po’ di stress dopo aver superato quella partita di cinque set. Ti ha aiutato ad arrivare più rilassato a questa partita?
Flavio Cobolli: “Sì, forse. Penso di aver giocato per alcune ore, voglio dire, ho giocato per alcune ore nel primo match, quindi mi ha dato molta fiducia. Anche perché ho vinto dopo essere stato sotto di due set, quindi penso che mi abbia aiutato molto per il tennis, forse non tanto per la forma, per il fisico.
Ma oggi sono stato davvero bene anche fisicamente, quindi sono molto orgoglioso del mio recupero dopo la prima partita e di quello che ho fatto oggi.”
D: Un tweener pazzesco, quel lob. Cosa ti passava per la testa mentre lo facevi?
Flavio Cobolli: “Niente, niente.”
D: Niente?
Flavio Cobolli: “Niente. È qualcosa che devi fare, perché la palla arriva molto velocemente e non mi ero preparato. Ho pensato che fosse l’occasione per trovare un vincente con il tweener e ci ho provato, quindi oggi sono stato davvero fortunato.”
D: (Fuori microfono.)
Flavio Cobolli: “No, no. Ho fatto meglio.”
D: Quante volte avevi provato quel colpo prima e quale è stata la tua reazione nel momento in cui hai visto dove era atterrata la palla?
Flavio Cobolli: “Penso di non averlo mai provato in partita. A volte proviamo il tweener, ma dalla parte opposta. Quindi forse l’ho provato due volte in vita mia (sorride).
Oggi l’ho provato per la terza volta ed è stato davvero bello vedere la palla atterrare sulla riga. Quindi penso che non ci proverò più nelle prossime partite, ma ci lavorerò in allenamento, perché forse può aiutare il mio gioco.”
D: Cosa è successo nelle altre due volte in cui ci hai provato?
Flavio Cobolli: “Meglio non dirtelo (sorride).”
D: Volevo chiederti della pressione. All’inizio di questo mese hai parlato del fatto di trasformare la pressione in una tua amica e in questo torneo ti sei trovato in due partite in cui eri sotto parecchia pressione, rimontando da due set e oggi da un set. Come si sta sviluppando questo rapporto? Senti che stai diventando più a tuo agio?
Flavio Cobolli: “La pressione di cui parlo è sempre fuori dal campo. Quando sono in campo mi sento più a mio agio. Mi sento più Flavio.
Quindi non sento molta pressione, perché mi piace competere. Mi piace stare in campo. Mi piace fare questa guerra in campo. Quindi è molto bello avere pressione in campo.
Ma a volte sento un po’ di pressione fuori dal campo per quello che ho fatto quest’anno, per quello che voglio raggiungere e per quello che voglio fare in futuro.
So che la pressione è qui, ma è qualcosa che, come ho detto quel giorno, non deve togliermi energia ma deve essere come un’amica.”
D: Quando parli del futuro e dei tuoi obiettivi per il futuro, qual è il grande obiettivo, quello a cui stavi pensando quando hai appena detto…
Flavio Cobolli: “Per quest’anno tutti conoscono il mio obiettivo. Penso che sia abbastanza semplice: il mio obiettivo è essere a Torino e ci sto provando con tutte le mie forze.”
D: Mi piace molto il tuo movimento al servizio, è molto fluido, e in particolare il tuo kick. Come si è sviluppato questo colpo? So che quando sei più giovane c’è un periodo in cui non hai abbastanza forza per farlo, giusto?
Flavio Cobolli: “Sì, è qualcosa che ho sempre avuto nel mio tennis. Anche Tristan oggi è un buon giocatore di kick. Ed è stato bello essere in campo e cercare di avere il miglior kick della partita.
Quindi penso che lui abbia un kick molto buono, ma anche io. Siamo cresciuti molto, come ho detto in passato, siamo cresciuti sulla terra, quindi eravamo abituati ad avere più kick che servizio piatto.
Ora sono molto a mio agio quando faccio un kick.”
D: Com’è viaggiare con tuo fratello?
Flavio Cobolli: “Com’è viaggiare con mio fratello? Prossima domanda (sorride).
No, è molto bello. È sempre in panchina. È sempre con me. Ama questa vita. Non ama fare il tennista, perché ha bisogno di lavorare.
Gli piace di più, diciamo, stare fuori ed essere il mio primo amico, e penso che sia la persona più importante della mia vita. Abbiamo un buon rapporto ed è molto importante averlo in panchina e nel circuito.
Ovviamente ora ha iniziato l’università, quindi il prossimo anno potrà viaggiare un po’ meno, ma quando può, è sempre una cosa molto bella.”

















