Jan-Lennard Struff esce sconfitto da Wimbledon dopo una prestazione di alto livello contro Jannik Sinner. In conferenza stampa il tedesco racconta quanto sia difficile affrontare il numero uno del mondo, spiegando come bastino uno o due errori per vedere la partita cambiare direzione.
D: Ci racconti la partita di oggi?
Jan-Lennard Struff: “È stata la partita difficile che mi aspettavo contro Jannik. Ho iniziato molto bene e credo di aver disputato un buon incontro. Alla fine, però, lui è stato semplicemente qualche punto migliore di me. Ha giocato a un livello molto alto.”
D: Oggi hai mantenuto la concentrazione per tutta la partita, servendo molto bene e continuando a crearti occasioni. Com’è stato affrontare mentalmente un giocatore come Sinner?
Jan-Lennard Struff: “Sono riuscito a servire bene e a giocare un tennis aggressivo e offensivo. Ho avuto diversi momenti in cui ero vicino a metterlo in difficoltà, ma è durissimo mantenere quel livello di concentrazione contro uno come lui.
La cosa impressionante è che riesce a ripetersi partita dopo partita. Ho la sensazione che, se sbaglio una o due palle, lui sia immediatamente lì a punirmi. È questo che lo rende così forte.
Nel primo set ho commesso due o tre errori e lui ha subito convertito la palla break. Su una volée avrei dovuto lasciare rimbalzare la palla invece di giocarla al volo, ma sono decisioni che prendi in una frazione di secondo. Poi ha trovato anche una risposta vincente.
In quel momento ho pensato che avrei dovuto restare aggrappato alla partita. Ho continuato a giocare libero e ad approfittare delle occasioni che si presentavano.”
D: Sei riuscito a rientrare più volte nel match. Cosa ti lascia questa prestazione?
Jan-Lennard Struff: “Anche quando sembrava complicato non ho mai smesso di lottare. L’ho detto anche nell’intervista in campo: non bisogna mai arrendersi. Vale sempre la pena continuare a combattere.
Per questo, nonostante la sconfitta, sono soddisfatto. Spero che questa partita possa darmi fiducia e spingermi ancora più avanti.”
D: Dove collochi questa prestazione nella tua carriera?
Jan-Lennard Struff: “È sicuramente uno dei momenti più importanti della mia carriera.”
D: In passato hai affrontato anche Carlos Alcaraz e altri grandi campioni. Cosa hai imparato da queste esperienze?
Jan-Lennard Struff: “L’anno scorso contro Alcaraz ero sotto 6-1 2-1 con un break di svantaggio e sono riuscito a rientrare in partita. Anche oggi sono riuscito a reagire e questo mi rende molto soddisfatto.
Sono queste le partite per cui continui a lavorare. Certo, quando perdi resta sempre un po’ di amarezza, perché il tuo obiettivo è vincere.”
D: A questo punto della tua carriera senti di poter ancora imparare qualcosa?
Jan-Lennard Struff: “Assolutamente sì. Credo che si possa sempre imparare, anche dopo tanti anni nel circuito.
Questa settimana sono riuscito a gestire meglio lo stress e le emozioni. Ho affrontato le situazioni con più serenità e ho accettato anche il fatto che le cose potessero non andare sempre come speravo.
L’accettazione è stata probabilmente uno degli aspetti più importanti di questa settimana. In una carriera ci sono sempre momenti di crescita e altri di difficoltà. Bisogna continuare a lavorare senza fermarsi.”
D: Che differenze hai percepito affrontando Sinner rispetto alle altre volte?
Jan-Lennard Struff: “La prima volta che ci ho giocato avevo la sensazione che bastasse arrivare sul 3-3 o sul 4-4 e poi lui trovasse il break decisivo. La pressione che riesce a esercitare costantemente è impressionante.
A Monte Carlo avevo avuto la sensazione che la partita potesse girare, poi lui ha alzato immediatamente il livello. A Halle, invece, giocai probabilmente uno dei miei migliori incontri e riuscii a portarlo al terzo set.
Oggi ho avuto di nuovo la sensazione che fosse un po’ più vulnerabile rispetto ad altre occasioni. Sono riuscito a metterlo sotto pressione in diversi game, sono arrivato ai vantaggi, l’ho costretto a giocare punti importanti.
Ma ogni volta ha trovato un grande servizio, un ace oppure la soluzione giusta. Io ho avuto anche qualche occasione, come una risposta di rovescio lungolinea che ho sbagliato di pochissimo. Ho preso la decisione giusta, rifarei quella scelta, ma contro un giocatore come lui basta davvero pochissimo per fare la differenza.
Le opportunità ci sono state, ma lui le ha sempre risolte con grandissima qualità.”
D: Quanto ti ha condizionato il set point mancato? E cosa significa per te risalire intorno alla Top 40 del ranking?
Jan-Lennard Struff: “In realtà il set point non mi è rimasto in testa per molto tempo, perché lui lo ha giocato davvero bene.
Ho soltanto pensato se avrebbe servito al centro o all’esterno. Non sono riuscito a leggere la direzione e mi è rimasto il dubbio di non aver anticipato abbastanza la scelta. Non è stato un errore semplice come una volée o un diritto sbagliato da una posizione comoda. È stato semplicemente un grande punto giocato da lui.
Piuttosto mi è rimasto il rammarico per un rovescio finito in rete nel tie-break. È incredibile come, contro giocatori di questo livello, un singolo punto venga punito immediatamente e possa costarti un intero set.
Per quanto riguarda il ranking, non l’ho ancora guardato. Anzi, durante tutta la settimana ho evitato di controllarlo. So però che è un bel balzo in avanti ed è molto importante per me.”
D: Quanto tempo ti servirà per metabolizzare questa sconfitta e riuscire a guardare con soddisfazione al torneo che hai disputato?
Jan-Lennard Struff: “È una bella domanda e, sinceramente, non so rispondere. Forse mi serviranno uno o due giorni, forse qualche ora. È difficile dirlo adesso.
Naturalmente sono molto orgoglioso della settimana che ho vissuto. In questo momento sento soprattutto la stanchezza e il fatto che tutta la tensione accumulata stia iniziando a scendere.
Adesso mangerò qualcosa, parlerò un po’ con il mio team e poi vedremo. Può darsi che domani, tornando a casa, mi renda conto di quanto sia stato intenso questo torneo, con tante partite lunghe e impegnative.
In ogni caso resto molto felice del livello che ho espresso durante questa settimana.”


















