Jannik Sinner conquista i quarti di finale di Wimbledon al termine di una prova solida e in conferenza stampa analizza i progressi mostrati durante il torneo. Il numero uno del mondo parla della gestione dei momenti chiave, del servizio, dell’adattamento contro un avversario mai affrontato prima e del lavoro che sta portando avanti sul recupero fisico.
D: Le partite diventano sempre più importanti. Che sensazioni hai dopo questo successo?
Jannik Sinner: “Sicuramente andando avanti nel torneo cambia tutto. C’è molta più attenzione a ogni dettaglio e cerchiamo di preparare ogni partita nel miglior modo possibile. Oggi affrontavo un giocatore con caratteristiche particolari, uno di quelli che in passato si vedevano di più, ma che oggi sono rari, soprattutto su questa superficie. Per arrivare fino a questo punto bisogna essere giocatori davvero forti.
Lo sapevo anche dal punto di vista mentale. All’inizio della partita ho cercato di capire come affrontarlo. Nel secondo set ho avuto le mie occasioni e non sono riuscito a sfruttarle. Nel terzo, invece, credo che tutti e due abbiamo iniziato a giocare meglio e sono molto contento di come ho gestito quella situazione, perché qui a Wimbledon basta poco per trovarsi nei guai.
Nel complesso posso essere orgoglioso. Mi sento ben preparato. Quello che è successo in passato ormai è alle spalle. Vedremo se abbiamo trovato la soluzione definitiva, altrimenti continueremo a lavorare. Essere nei quarti di finale di uno Slam è diverso: c’è più tensione, ma sono molto contento di dove mi trovo in questo momento.”
D: Hai iniziato molto bene il tie-break. Quanto è stato importante?
Jannik Sinner: “Era fondamentale partire bene. Se vai subito avanti è tutto un po’ più semplice. Ho cercato di chiuderla e oggi le sensazioni in campo erano migliori. Nei tie-break è importante partire forte, evitare errori e, quando ti ritrovi avanti 3-0 con il servizio, la gestione cambia.
È stato un set molto equilibrato. Sul 4-3 ho avuto anche qualche palla break e non sono riuscito a sfruttarla. Dopo la chiusura del tetto credo che tutti e due abbiamo iniziato a giocare meglio. Ho servito molto bene soprattutto nei momenti importanti e questo mi ha dato maggiore libertà nel gioco.”
“Con il tetto chiuso è stato un po’ più semplice servire: non c’è vento, non c’è il sole ed è tutto più regolare. Finora sto servendo abbastanza bene, è un colpo sul quale stiamo lavorando molto. Sono contento dei progressi e oggi, soprattutto nel terzo set e sullo 0-40, il servizio mi ha aiutato tantissimo. Stiamo dedicando molta attenzione a questo aspetto. Poi può cambiare da un giorno all’altro, speriamo di no, ma vedremo.”
D: Hai affrontato un giocatore che non conoscevi, molto talentuoso e con caratteristiche particolari. Ti piace trovare le soluzioni durante la partita oppure ti crea qualche difficoltà?
Jannik Sinner: “Ansia no. Credo che il tennis sia proprio questo: cercare continuamente delle soluzioni. Sicuramente contro un giocatore totalmente nuovo è un po’ più complicato.
Ho provato a imporgli un ritmo un po’ più alto, ma lui è stato molto intelligente. Ha un ottimo diritto, gioca bene a rete e si muove molto bene. È un ottimo giocatore. Posso essere contento soprattutto di come ho gestito il terzo set. Credo che entrambi abbiamo alzato il livello e questo era proprio quello di cui avevo bisogno. Adesso vediamo il prossimo turno.”
D: Quinta volta nei quarti di Wimbledon. Sei soddisfatto del servizio, ma cosa dici della risposta?
Jannik Sinner: “Potevo rispondere meglio, ma anche peggio. Ha un servizio particolare: a volte è lento, altre volte la palla schizza molto ed è difficile trovare il giusto equilibrio.
Finora non ho affrontato grandi servitori. La prossima partita sarà molto diversa, ci sarà ancora meno ritmo. Sto cercando di essere un po’ più aggressivo, di andare più spesso a rete. A volte ci riesco, altre meno, ma credo che oggi abbiamo alzato ancora un po’ l’asticella. Adesso vediamo la prossima partita.”
D: Anche quest’anno ti sei allenato con due ragazzi che poi hanno giocato il torneo juniores, Giorgini e Marcellani. Che impressione ti hanno fatto? Ti hanno chiesto qualche consiglio?
Jannik Sinner: “Sono due giocatori forti. Ormai tutti giocano bene a tennis, sia a livello juniores sia nel circuito maggiore. La differenza è molto piccola e in un allenamento spesso nemmeno si vede.
Mi sembrano due ragazzi con i piedi per terra e molto talentuosi. Sono anche due giocatori molto diversi: uno gioca il rovescio a una mano ed è più fisico, l’altro è molto solido. Mi fa sempre piacere allenarmi con gli juniores, soprattutto con i giovani italiani, perché rappresentano il nostro futuro. Speriamo che dopo di noi ci siano sempre più italiani ad alto livello. Tutti hanno un potenziale molto elevato.”
D: Arrivato a questo punto della tua carriera, quanto peso dai alla tecnologia e quanto tempo investi nel recupero fisico?
Jannik Sinner: “Sto cercando di fare tutte le cose in modo sensato. Credo che il recupero sia una parte molto importante, non dico la più importante, ma siamo lì. Dopo una partita è fondamentale dormire bene.
Sto investendo tanto sul mio corpo, perché è il mio capitale. Cerco di studiare e capire come funzionano certe tecnologie e se possono davvero aiutarmi. Recuperare bene per me è fondamentale.
È vero che stiamo facendo molto bene, ma ognuno ha una visione diversa. Oggi ci sono tante cose che possiamo utilizzare in maniera positiva. Bisogna provare, bisogna anche sbagliare per capire se qualcosa funziona oppure no. È la cosa più normale. Sicuramente è l’aspetto sul quale sto investendo di più.”


















