Da Parigi Bercy, Fabrizio Salvi
Jack Sock sbanca alla lotteria. Una mano vincente, di quelle che sbaragliano gli altri seduti al tavolo e lasciano con davanti una montagna di chips. Questo è successo allo statunitense che, con la vittoria contro Filip Krajinovic nella finale del Rolex Paris Masters, ha calato l’asso sbancando per la prima volta un Master 1000, centrando la top 10 e andando dritto alle Finals di Londra.
Sock dopo Agassi. Non è una provocazione, ma la semplice verità. Jack Sock succede ad Andre Agassi come ultimo statunitense ad aver vinto il Master 1000 di Parigi Bercy, allora correva l’anno 1999, 18 anni fa. Un predecessore eccellente che è stato succeduto da un talento a volte inespresso, a volte debordante. Oggi è stata la seconda versione dell’americano del Nebraska, che ha tentennato nel primo set ma, dal secondo in avanti, ha iniziato ad alzare il livello del proprio gioco e ha dilagato.
La finale, primo set. Decisamente bella, molto intensa e a tratti spettacolare. La tattica di Filip Krajinovic è apparsa chiara fin da subito: giocare le proprie carte mirando sul diritto di Sock, così da costringerlo a prendersi dei rischi e, possibilmente, sbagliare. L’americano, spazientito dalle trame serbe, ha spesso certato delle variazioni che, almeno nel primo parziale, hanno pagato poco. L’equilibrio ha dominato fino metà set quando il doppio fallo di Sock, offuscato dalle risposte sibilline di Krajinovic, ha consegnato il break al rivale. Poco dopo, complice un filo di tensione, Jack ha a sua volta approfittato di due doppi falli e si è ripreso il break. La brillantezza nella performance di Krajinovic sta tutta nel dodicesimo gioco, quando è riuscito a piazzare la risposta vincente e a portarsi avanti per 7 giochi a 5.
La reazione di Sock. Eccellente in avvio, con un break in apertura che gli ha agevolato la strada. Ci saranno altri due break nel frattempo, uno per parte, ma il risultato non cambierà più. Sock ha vinto il set per 6 giochi a 4 e l’inerzia è completamente cambiata.
Lo slancio, la vittoria. Tre giochi sono sufficienti allo statunitense per mettere la freccia e fare, finalmente, gara di testa. Sa di avere carte migliori da spendere e fa di tutto per farlo notare. Ottenuto il break (2 a 1 e servizio) ha iniziato a sottolineare ogni punto con urla e c’mon ripetuti, quasi urlati in faccia a Krajinovic, diventato nel frattempo più cupo e lamentoso. Una centrifuga di diritti rotanti dalla quale il serbo non si sveglierà più, poiché Sock dilagherà fino ad un sensazionale 6 giochi a 1.
Granollers/Dodig sfiorano il bis. Rimonta di Kubot e Melo. Nella finale di doppio c’è stato spazio per il divertimento di fronte ad un pubblico degno di una finale. Partita che si è conclusa al match tie-break con il duetto formato da Granollers e Dodig che si è trovato ad un passo dal battere la coppia numero 1 al mondo. Il duetto iberico-croato si è trovato avanti di 5 punti a 2, salvo poi subire una rimonta incredibile e perdere con il punteggio di 10 a 6. Si consoleranno comunque con la qualificazione alle Finals di Londra e porteranno a casa il trofeo vinto la settimana scorsa agli Swiss Indoors di Basilea. “Arriviamo con una buona fiducia e siamo contenti delle ultime due settimane. – spiega Granollers – Il prossimo anno dovrò programmarmi bene perché voglio tornare in top 100 e giocando tanti doppi è impossibile”.
FINALE SINGOLARE
[16] J. Sock b. [Q] F. Krajinovic 57 64 61
FINALE DOPPIO:
[2] L. Kubot/ M. Melo b. [7] I. Dodig / M. Granollers 76(3) 36 10-6
















