Roland Garros 2026, quali: Federico Cinà al round decisivo “É la prima volta che vinco il secondo turno e sono molto felice”

0
136
Federico Cinà - Foto Yuri Serafini

Da Parigi – Crescita, lavoro e consapevolezza. Dietro la vittoria di Federico Ciná c’è molto più di un semplice risultato: c’è un percorso che prende forma, partita dopo partita, allenamento dopo allenamento. E sullo sfondo, ancora una volta, le qualificazioni del Roland Garros, banco di prova vero per misurare ambizioni e livello.

Il successo di oggi contro Bernard Tomic, battuto per 6-2 6-4, non era affatto scontato, soprattutto per le caratteristiche dell’australiano, giocatore imprevedibile per definizione. Ma la chiave è stata tutta nella gestione mentale.

Sicuramente non è facile giocare negli Slam, perché per me è ancora qualcosa di nuovo, e soprattutto contro Tomic che è un avversario che non ti dà punti di riferimento. Ogni tanto batte la prima pianissimo, ogni tanto la seconda fortissimo, quindi è molto strano come giocatore. Però io sono entrato in campo concentratissimo su quello che dovevo fare, pensando solo a me stesso: credo sia stata questa la chiave.

Un approccio lucido, figlio anche di un percorso che arriva da lontano, tra esperienze giovanili e ostacoli superati. Qui avevo già giocato da junior per due anni. Il primo non era andato bene perché mi ero fatto male alla caviglia, con due legamenti rotti.”

Oggi però il quadro è diverso. La stagione è fatta di alti e bassi, ma la direzione sembra quella giusta. “Sta andando bene: ci sono tornei in cui faccio meglio e altri un po’ meno, ma fa parte della crescita. Sono felice soprattutto di come sto lavorando in allenamento. Devo continuare a migliorare lì per poi avere più continuità anche nei tornei.

Fondamentale anche il lavoro fisico, sempre più centrale nel tennis moderno. “La preparazione fisica per me è molto importante. Ci stiamo investendo tanto tempo e sono felice di lavorare con Eric Hernandez. Mi sento già meglio fisicamente e spero di continuare così.”

Ora l’ultimo ostacolo verso il tabellone principale, con entusiasmo ma senza farsi schiacciare dalla pressione. “Per me è la prima volta che vinco il secondo turno e sono molto felice. Vediamo domani con chi giocherò, perché ancora non lo so, e poi vediamo.”

Parole semplici, ma cariche di significato. Perché in questi momenti non conta solo vincere: conta capire di essere sulla strada giusta.