Roland Garros 2026, day 7: Le parole di Cobolli dopo il successo contro Tien

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Flavio Cobolli
©Foto Adelchi Fioriti

Flavio Cobolli continua il suo Roland Garros con passo sicuro e senza perdere il contatto con la realtà. La vittoria vale gli ottavi di finale, ma soprattutto racconta una crescita evidente nella gestione dei momenti e nella capacità di restare dentro il torneo senza farsi trascinare troppo avanti dal tabellone.

Il primo pensiero è per la prestazione e per il campo. Cobolli non nasconde la soddisfazione: Sono davvero contento della prestazione, naturalmente. È la mia prima vittoria sul Centrale in uno Slam, quindi significa molto, sicuramente”. Poi lo sguardo va già al prossimo impegno: “Ora è il momento di recuperare un po’ e sto già pensando alla prossima partita, che per me è davvero importante”.

L’azzurro riconosce di aver giocato bene, ma legge anche il contesto della partita con lucidità: “Penso di aver giocato bene anche perché forse il mio avversario oggi era un po’ stanco per l’ultimo match giocato nei giorni scorsi, e forse questo mi ha aiutato oggi a raggiungere gli ottavi di finale”. Una valutazione semplice, senza trionfalismi, dentro una giornata che poteva aprire scenari importanti.

La domanda sul tabellone aperto arriva inevitabile. Cobolli però non cambia registro. Sorride, scherza, ma poi rimette tutto al suo posto: “Naturalmente voglio pensare partita dopo partita. È questo il modo in cui voglio ragionare”. Sa che il torneo può offrire una possibilità importante, soprattutto in una parte di tabellone senza alcuni dei nomi più pesanti, ma non vuole trasformare l’occasione in pressione: Questa settimana so che ci sono molte possibilità di avere un nuovo campione Slam, e sicuramente avremo un nuovo campione Slam. Però non voglio pensare a questo, assolutamente”.

La testa, per Cobolli, è già alla prossima sfida. “Adesso ho un’altra partita dura. Anche il prossimo avversario ha vinto contro Cerundolo, quindi sarà sicuramente difficile. Devo essere pronto a lottare di nuovo. Per ora penso alla prossima”. È il punto centrale della sua conferenza: non farsi portare via dal rumore esterno, anche quando il torneo sembra spalancare porte che prima parevano più lontane.

Restare concentrati però non è automatico. Cobolli lo ammette con onestà quando gli viene chiesto come si faccia a ragionare davvero match dopo match in un torneo che cambia volto: “Non è facile. Perché naturalmente guardi il tabellone, guardi tutte le partite”. Il tempo per pensare e per vedere quello che succede agli altri c’è, ma lui prova a ridurre tutto all’essenziale: “Abbiamo tanto tempo per vedere gli altri match e non è facile restare sul ‘partita dopo partita’, però sto cercando di farlo”.

La frase più concreta è forse quella che spiega meglio il suo momento: “Per adesso l’unica cosa che so è che ho vinto tre partite e devo giocare la quarta. Quindi, per ora, voglio pensare a questo”. Poche parole, ma molto indicative: Cobolli sa dove si trova, sa che l’occasione è importante, però prova a proteggerla evitando di darle un nome troppo grande.

Nella parte italiana della conferenza emergono comunque alcuni temi. Cobolli parla della conoscenza del prossimo avversario, già affrontato in passato, e sottolinea che servirà attenzione. Ritorna anche il tema della pressione, con un riferimento all’esperienza vissuta con la nazionale: giocare davanti a un pubblico grande e in un contesto emotivamente forte sembra avergli dato strumenti utili anche per partite di questo peso.

C’è poi un passaggio sulla capacità di restare concentrato fino alla fine, anche quando il match era indirizzato. Cobolli spiega che voleva chiudere nel modo più rapido possibile per uscire dal campo e avere più tempo di recupero in vista dell’incontro successivo. È un dettaglio importante, perché racconta non solo la qualità della prestazione, ma anche una gestione ormai più matura del torneo.

Quando gli chiedono se un percorso del genere lo porti a sognare più in grande, Cobolli resta fedele alla sua linea. Non si lascia andare. Il senso della risposta è ancora quello: vivere il torneo giorno per giorno, restare dentro la routine, affidarsi al lavoro con il team e non farsi condizionare troppo dalle prospettive. Il Roland Garros, intanto, gli ha già consegnato una nuova dimensione: ottavi senza perdere un set e la sensazione che, almeno per ora, la strada vada guardata un passo alla volta.