Roland Garros 2026: Cocciaretto, “Arrivo senza aspettative”

0
36
@photo credit Patrick Boren

Da Parigi – Tra campo e libri, tra continuità e ricerca di stabilità. Elisabetta Cocciaretto si presenta al Roland Garros con un approccio sicuramente più consapevole dei propri tempi.

Parigi cambia condizioni e prospettive, ma non le sue priorità: Ma in realtà non ho aspettative perché diciamo che Roma è stato un torneo a parte. Io mi sono sentita molto bene lì. Poi ovvio che era sbagliata e che è stata una partita un po’ più complicata (riferito al match con Swiatek, ndr). Arrivo qui senza aspettative, nel senso che mi sono fermata dopo Roma per un problema e quindi ora mi sto allenando e sto meglio. Quindi la mia priorità in questo momento è stare meglio e quindi diciamo che mi sto allenando tutti i giorni dando il meglio e poi quello che verrà verrà.”

Un punto chiave, quello fisico, che condiziona inevitabilmente anche le ambizioni: “Ma in realtà secondo me è un momento un po’ di transizione, nel senso che secondo me sto maturando molto e quindi diciamo che mi piacerebbe non fare più questo su e giù. Quella è la prima cosa e salire quindi io mi pongo come obiettivo, cioè di non avere limiti e sicuramente ho grandi margini di miglioramento e sto cercando tutti i giorni di mettere qualcosa in più e però la mia priorità in questo momento è stare bene fisicamente e poi credo che di conseguenza venga tutto il resto.”

Quel “qualcosa in più” non è solo tecnico, ma riguarda ogni aspetto della vita da atleta: “Tatticamente, tecnicamente, mentalmente come approccio anche sia al circuito che alla vita da atleta.

E il lavoro quotidiano passa anche dall’osservazione e dal confronto: “In realtà cerco soprattutto di magari vedere come si allenano gli altri, quello che fanno, quello che non fanno e soprattutto, ovviamente, i migliori. Magari mi capita di confrontarmi anche con le altre giocatrici, cosa che magari prima facevo un po’ meno, di chiedere, di ascoltare magari di più il mio team attorno e fare di meno di testa mia e allenarmi anche di più perché la base è quella, credo che se uno si allena bene e si allena di più sicuramente raggiunge qualcosa in più.”

Un percorso che passa anche da scelte tecniche precise, come il mix negli allenamenti: “Sicuramente aiuta anche giocare con loro (riferendosi agli uomini, ndr) in allenamento. Io ultimamente ho fatto tanti allenamenti con le prime venti, le prime 30. Credo che questo possa aiutare molto anche come mentalità, sono diverse rispetto magari ad altre, quindi secondo me aiuta anche tanto quello però sì, sicuramente io mixo tanto in realtà perché il mio allenatore mi ha sempre detto non devi allenarti solo con gli uomini perché ovvio, l’uomo non ha la stessa palla della donna. Quindi se vai a giocare domani contro una ragazza che tira più piano ti sei abituata a una palla che ti arriva sempre, quindi è diverso. Però mixare sì.”

E poi c’è un’altra dimensione, meno visibile ma altrettanto significativa: quella accademica, che puó suscitare interesse: “Le ragazze no. Paradossalmente forse ne parlano… cioè mi chiedono di più i ragazzi, perché magari di questa cosa ne rimangono un po’ strabiliati. Della serie che sto laureandomi in giurisprudenza. Però la nostra vita è questa, il tennis. Quindi è ovvio che secondo me quando parliamo di qualcosa parliamo di tennis. Quella è una cosa in più che io non pubblicizzo tanto nel senso che io lo faccio per conto mio.”

Un percorso parallelo che arricchisce, anche se non sempre semplice da gestire: “Poi ovvio, la mia università ci tiene che io lo dica, comunque la mia università mi ha messo un po’ come testimonial, quindi ci sta che venga fuori questo argomento. Però credo che gli adulti siano un po’ più impressionati da questa cosa più che i ragazzi della mia età, perché penso che è una cosa un po’ inusuale. Però è una cosa che mi arricchisce, a volte difficile, perché per esempio negli ultimi due mesi ho studiato poco però diciamo che è una cosa che mi soddisfa molto.

E gli obiettivi sono chiari anche fuori dal campo: Allora io devo dare appena torno da qua giustizia amministrativa, seconda parte, post Wimbledon diritto del lavoro e poi cercherò di dare internazionale e diritto dell’Unione europea o diritto privato comparato. Entro la fine dell’anno dovrei riuscirci. E poi io ho detto di finire con la tesi in preparazione del 2028 perché poi ho le procedure, quattro procedure che sono toste e lunghe e quindi due anni ce la dovrei fare darle tutte e quattro, vediamo. Io spero di finire entro il 2028 ed essere laureata.”

E uno sguardo anche al futuro, con il Presidente dell’ATP Gaudenzi che ha studiato a sua volta giurisprudenza:
“Anche lui è rimasto strabiliato da questa cosa perché, come ha detto,lei è l’unica insieme a me che ha fatto questo percorso”.

Un equilibrio diverso, il suo. Meno legato al risultato immediato e più a una crescita complessiva. A Parigi, intanto, la priorità resta una sola: stare bene. Poi, come dice lei, “quello che verrà, verrà”.