Si ferma ai quarti di finale il cammino di Jasmine Paolini a Wimbledon 2026. L’azzurra riconosce i meriti di Marta Kostyuk, capace di imporre fin dall’inizio un tennis molto aggressivo, ma lascia Londra con la consapevolezza di aver ritrovato sensazioni importanti. In conferenza stampa Paolini ha spiegato cosa non ha funzionato nella sfida con l’ucraina e perché considera questo torneo un punto di ripartenza per la seconda parte della stagione.
D: Che partita è stata?
Jasmine Paolini: “È stata una partita difficile. Marta ha giocato un tennis molto aggressivo e di altissimo livello. Io non sono riuscita a esprimermi come nei match precedenti, ma credo anche che sia stata lei a mettermi continuamente in difficoltà. Oggi ha giocato meglio di me e non c’è molto altro da dire.”
D: Qual è stata la difficoltà principale?
Jasmine Paolini: “Oggi, appena sono entrata in campo, ho sentito le gambe un po’ più lente del solito. È stata la cosa peggiore, perché non riuscivo a colpire la palla come avrei voluto e ho commesso più errori.
In più lei ha giocato in maniera molto aggressiva. Non mi ha mai permesso di entrare davvero nella partita e non mi ha dato quella palla in più di cui in quel momento avevo bisogno per prendere ritmo.
Ero più lenta rispetto ai giorni scorsi e credo che sia stato questo il motivo principale per cui il mio livello è stato inferiore.”
D: Perché è così difficile fare punto contro una giocatrice come Kostyuk?
Jasmine Paolini: “Negli ultimi tre mesi sta giocando un tennis straordinario. Ha tantissima fiducia, è una grande atleta e fa davvero tante cose bene.
Per me oggi è stato ancora più complicato perché, come dicevo, non mi sentivo veloce negli spostamenti. Però i meriti sono soprattutto suoi: mi ha fatto sentire costantemente sotto pressione e mi ha costretto a giocare sempre in condizioni difficili.”
D: Arrivavi a Wimbledon senza grandi risultati, ma chiudi comunque con un altro quarto di finale. Riesci a vedere gli aspetti positivi?
Jasmine Paolini: “Adesso è difficile guardare subito il lato positivo, però è stato comunque un grande torneo. Ho giocato cinque partite e per me è molto importante, perché quest’anno avevo disputato pochissimi incontri. Per giocare cinque partite, probabilmente, mi sarebbero serviti quattro tornei.
Sono soddisfatta del livello espresso. Allo stesso tempo so che ho bisogno di vivere più settimane come questa, perché giocare tante partite ti aiuta anche quando sei più stanca o sotto pressione.
L’obiettivo per la seconda parte del 2026 è proprio questo: giocare più incontri possibile e mantenere lo stesso atteggiamento che ho avuto qui a Wimbledon. Spero di portarmi dietro tutto ciò che di positivo ho costruito in questo torneo.”
D: Ti vediamo meno esplosiva rispetto a due anni fa. È cambiato qualcosa nella preparazione fisica?
Jasmine Paolini: “Dipende se lo intendi in senso positivo o negativo…”
Alla precisazione che il riferimento era semplicemente a un cambiamento, Paolini ha risposto:
“Ho cambiato preparatore atletico, ma è successo a metà della scorsa stagione. Non credo però che il motivo sia quello.
L’anno scorso, negli ultimi mesi, dal punto di vista fisico mi sentivo molto bene. Credo che la differenza sia soprattutto mentale.
Negli ultimi mesi mi sono allenata meno a causa del problema al piede e dell’infortunio, ma penso che sia soprattutto la testa a farti correre di più e a renderti più esplosiva.
L’esplosività c’è ancora. In alcune partite si vede, in altre meno. Oggi non c’era. Per questo non credo sia un problema fisico, ma soprattutto mentale.”
D: Sei una giocatrice che trasmette entusiasmo al pubblico. Oggi è sembrato mancasse un po’ quel sorriso che ti contraddistingue.
Jasmine Paolini: “In questo Wimbledon mi sono sentita bene in campo, sia dal punto di vista mentale sia nelle sensazioni di gioco. Oggi semplicemente non è stata la giornata migliore e credo sia normale che non si possa essere sempre al massimo.
Parlerò con il mio team, ma il mio obiettivo resta quello di mantenere questa positività e questa mentalità. Mi sono resa conto ancora una volta che il modo in cui affronti le partite è fondamentale in questo sport.
La mentalità è il motore di tutto: della parte fisica, di quella tecnica e di tutto il resto. Il mio obiettivo è riuscire a mantenere questo stato mentale per il resto della stagione.”

















