Da Parigi, Fabrizio Salvi
Le conferme arrivano giorno dopo giorno. Fabio Fognini c’è, con tutto se stesso. È sempre dentro la partita, non lascia andare via niente e ribadisce a suon di prestazioni che la sua stagione sulla terra rossa può portare a grandi traguardi.
È anche attraverso partite come questa che la fiducia si consolida e vincerle come ha fatto Fognini ha un sapore del tutto particolare. Federico Delbonis non era un avversario facile, tutt’altro, vive di quella che gli argentini chiamano garra – grinta, agonismo – e non lascia niente di intentato. Un avversario ostico, contro il quale aveva già sbattuto la testa a Pesaro nel 2016, e quella sconfitta costò il quarto di finale alla nazionale. Per onor di cronaca vale la pena sottolineare come in quella circostanza Fabio giocò un totale di 9 ore in tre giorni, quindi nessuno gli rimproverò alcunché.
LA PARTITA. Una lotta vera, una sorta di corpo a corpo, che ha finito per sottolineare la maggiore qualità di Fognini nel gioco di fino, che gli è venuto spesso in soccorso quando le cose si sono fatte serie. Fabio ha lasciato che le sue emozioni emergessero fino ad esternarsi in fame agonistica pura, con esultanze rabbiose per la conquista, soprattutto, del terzo set, quello che ha spazzato via i dubbi e tracciato una linea. La differenza tra i due è stata limata per buona parte dell’incontro grazie ai meriti di Delbonis, bravissimo a far girare molto il suo diritto sul rovescio dell’italiano e a chiudere – o almeno a tentare di farlo – con delle vere e proprie rasoiate di rovescio, nettamente il colpo più incisivo. Quello che non ha funzionato granché sono le discese a rete che, conti alla mano, hanno portato pochi punti ad entrambi i giocatori.
Nel quinto gioco del quarto set Fognini ha preso in mano la situazione e ha dato una sterzata alla partita che si stava incanalando sui binari di un possibile quinto set. L’oscurità che avanzava rapida e qualche goccia di pioggia devono aver schiarito ulteriormente i pensieri di Fabio, che ha cambiato marcia, ha inserito la freccia e non si è fatto più prendere. Ha successivamente chiuso con un altro break, come a voler mettere il timbro in ceralacca su una prestazione che lo ha visto duro e tenace fino alla fine. 2 ore e 24 minuti per scaricare tutta la tensione e proiettare la mente e il corpo verso il terzo turno.
Un dato spicca sugli altri; i 70 errori forzati di Delbonis, indice di come l’argentino abbia cercato il punto con insistenza. Fabio, dal canto suo, ha vinto il maggior numero di scambi dai 5 colpi in su (43 contro 29 dell’avversario).
Adesso Fognini affronterà nel terzo turno Roberto Bautista Agut, con il quale vanta di 6 vittorie a fronte di 3 sconfitte. L’ultimo incontro su terra tra i due è stato a Gstaad nel 2017 e allora la vittoria andò all’azzurro in tre set. E in molti confidano nella ripetitività della storia.
IL RISULTATO
F. Fognini b. F. Delbonis 6-4 3-6 6-3 6-3


















