Djokovic: “Sinner è stato semplicemente superiore”. Il serbo: “Vorrei tornare a Wimbledon almeno un’altra volta”

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©Photo Patrick Boren

Novak Djokovic esce di scena in semifinale a Wimbledon, sconfitto in tre set da Jannik Sinner. In conferenza stampa il campione serbo ha riconosciuto la superiorità dell’azzurro, ha parlato del suo futuro e ha ribadito di voler tornare ai Championships anche nel 2027.

D: C’è qualcosa che avresti potuto fare diversamente dal punto di vista tattico contro Sinner?

Novak Djokovic: (sorride) “No, sinceramente no. È stata una bella batosta. C’era davvero poco che potessi fare.”

D: Il livello è sempre più alto. Pensi di tornare qui anche il prossimo anno, quando avrai 40 anni?

Novak Djokovic: “Mi piacerebbe. Almeno un’altra volta voglio provarci. Vedremo.”

D: Da fuori sembrava quasi un incontro di pugilato, con Sinner che ti colpiva da ogni parte. È stata anche la tua sensazione?

Novak Djokovic: “Ero sempre in ritardo di mezzo passo praticamente su ogni colpo. È stato semplicemente questo.

Lui oggi è stato uno o forse due livelli sopra di me. Non ero abbastanza rapido, abbastanza reattivo, né abbastanza equilibrato per poterlo contrastare.

In campo c’era davvero poco che potessi fare.”

D: Il punteggio è stato simile a quello della semifinale dello scorso anno. Quanto è stata diversa rispetto alla sfida degli Australian Open?

Novak Djokovic: “L’anno scorso ero infortunato. Mi ero fatto male già nei quarti e non mi aspettavo molto da quella semifinale.

Qui invece stavo bene fisicamente. Non ero freschissimo come a inizio torneo, ma stavo bene.

È stato lui a essere nettamente il giocatore migliore. Ha dominato la partita e bisogna soltanto fargli i complimenti.”

D: Cosa pensi dello straordinario torneo di Arthur Fery? Lo vedi competitivo anche negli Slam del futuro?

Novak Djokovic: “È stata una bellissima storia da wild card. Tra l’altro credo che il mio ex allenatore Goran Ivanisevic sia stato l’ultimo a vincere Wimbledon partendo da una wild card, quindi è qualcosa che succede molto raramente.

Per il torneo e per il pubblico britannico è stato fantastico. Oggi ho visto una parte della sua partita contro Zverev, ma Sascha è stato semplicemente troppo forte.

Arthur ha disputato un torneo incredibile. Credo abbia vinto tre partite al quinto set, ed è davvero impressionante.

Per il futuro è difficile fare previsioni, ma ha sicuramente dimostrato di avere una qualità importante.”

D: Quest’anno sembri più competitivo rispetto alla scorsa stagione…

Novak Djokovic: “No. Non sono d’accordo.”

Poi ha aggiunto:

“Io sono sempre competitivo. Do sempre il massimo. Da fuori a volte può sembrare di più o di meno, ma solo io so cosa sto vivendo e quanto serve per riuscire ancora a giocare a questo livello.

Ovviamente sono deluso. Volevo vincere Wimbledon ed è per questo che continuo a lavorare così duramente.

Ma oggi ho perso contro un giocatore migliore. Devo accettarlo.

Non sono arrabbiato con me stesso. Non penso di aver fatto molto di sbagliato. Semplicemente lui oggi era uno o due livelli sopra.

Ha servito in maniera straordinaria, con un servizio diventato un’arma incredibile dopo i cambiamenti tecnici degli ultimi anni. Da fondo campo è solido come pochissimi altri. C’è davvero poco altro da aggiungere.”

D: Tutti dicono che sei stato il miglior ribattitore della storia. Come hai cercato di rispondere al servizio di Sinner?

Novak Djokovic: “Lo ero… lo ero (sorride). Questa è la realtà.”

D: Durante la partita c’è stato uno scambio con uno spettatore che ti ha detto qualcosa, forse riferendosi a dieci anni fa. Cosa ti ha detto?

Novak Djokovic: “Rimane tra noi.”

D: Tornando al servizio di Sinner, come hai cercato di affrontarlo?

Novak Djokovic: “Attaccarlo? Il suo primo servizio non lo puoi attaccare. Puoi solo cercare di leggerlo, bloccarlo e rimettere la palla in campo.

Ha un servizio imprevedibile, con tantissime variazioni, grande equilibrio e molta potenza. Sfrutta molto bene la sua altezza. Anche la seconda è molto profonda, con tanto spin. Può accelerare quando vuole e commette pochissimi doppi falli.

Inoltre appoggia sempre il servizio con il primo colpo aggressivo. Se la risposta resta corta ti ritrovi subito sulla difensiva. È davvero molto difficile affrontarlo, soprattutto quando serve così.”

D: La vittoria contro Auger-Aliassime ti aveva fatto pensare che potesse esserci ancora spazio per un’altra impresa oppure avevi già speso troppe energie?

Novak Djokovic: “Sono orgoglioso di quello che ho fatto tre giorni fa. Felix è uno dei migliori giocatori del mondo e quella vittoria ha dimostrato a me stesso e agli altri che posso ancora competere ai massimi livelli. Sono arrivato in semifinale a Wimbledon.

Perdere in tre set contro il numero uno del mondo fa parte della realtà e bisogna accettarla.

Porto via un torneo positivo per atteggiamento, spirito di lotta e dedizione. Tutto questo c’è ancora.

Dal punto di vista del gioco, però, non sono stato soddisfatto come agli Australian Open. Lì avevo espresso un livello più alto durante tutto il torneo. Qui invece il mio miglior tennis è arrivato solo a sprazzi.

Oggi non sono riuscito a trovarlo. Lui mi ha tolto il tempo fin dall’inizio. Viaggiava a una velocità di crociera che io non sono mai riuscito a raggiungere.”

D: A questo punto della tua carriera conta ancora solo vincere gli Slam oppure puoi essere soddisfatto anche di essere ancora competitivo?

Novak Djokovic: “L’anno scorso ho raggiunto quattro semifinali Slam. Quest’anno, nei primi tre Major, ho giocato una finale e una semifinale. Per il 99% dei giocatori sarebbe un bilancio straordinario.

Per me è buono, ma non abbastanza. Sono stato abituato per tutta la carriera a standard altissimi e questo è allo stesso tempo una benedizione e una maledizione.

Dentro di me c’è sempre una battaglia. Da una parte mi dico che è incredibile essere ancora qui, capace di lottare con i giovani per i titoli dello Slam. Dall’altra continuo ad avere aspettative enormi verso me stesso.

Sto cercando di trovare un equilibrio e forse di essere un po’ più indulgente con me stesso.

Mi piace ancora la competizione. Quello che mi pesa di più sono tutte le settimane di lavoro e di sacrifici che precedono i grandi tornei, soprattutto dal punto di vista fisico.

La cosa positiva di questo Wimbledon è che il mio corpo ha retto molto bene. Negli ultimi due anni praticamente in ogni grande torneo c’era sempre stato qualche problema fisico.

Quando sto bene sento ancora di poter giocare da top 5 e competere ai massimi livelli. Amo ancora questa vita. Il tennis mi ha dato tutto.

Continuerò a prendere le decisioni un giorno alla volta. Nessuno mi obbliga a giocare. Lo faccio perché voglio ancora farlo e perché so di poter competere con i migliori. Vedremo cosa mi riserverà il futuro.”

D: Il fatto di essere rimasto finalmente sano per tutto il torneo ti dà fiducia?

Novak Djokovic: “Assolutamente sì. È uno degli aspetti più positivi che porto via da questo Wimbledon.

Negli ultimi due anni praticamente ogni grande torneo era stato accompagnato da un infortunio. Stavolta invece il team ha lavorato molto bene e siamo arrivati preparati nel modo giusto.

Resta l’amarezza per non aver giocato oggi al livello che avrei voluto, ma adesso si gira pagina e si guarda avanti.”