Se qualcuno aveva ancora dubbi, Alexander Zverev ha mandato un messaggio chiarissimo al resto del circuito: oggi è un serio candidato anche al titolo di Wimbledon. Dopo aver conquistato il Roland Garros, il tedesco sembra aver trovato quella fiducia che spesso accompagna i grandi campioni dopo il primo Slam vinto, e la semifinale contro Arthur Fery ne è stata un’ulteriore dimostrazione.
Il sogno del britannico si è infranto contro un avversario di ben altro spessore. Zverev si è imposto per 7-6(0) 6-2 6-4, lasciando appena le briciole al beniamino di casa. Il tie-break del primo set, chiuso senza concedere nemmeno un punto, ha rappresentato il primo colpo durissimo per Fery; il break immediato nel secondo parziale ha poi spento sul nascere ogni tentativo di riaccendere il Centre Court.
Più ancora del punteggio, ha impressionato il modo in cui il numero due del seeding ha gestito l’incontro. Zverev non ha mai permesso a Fery di entrare davvero in partita, togliendogli ritmo e fiducia e, allo stesso tempo, impedendo al pubblico di trascinare il giocatore di casa nei momenti più delicati. Gli applausi non sono mancati, ma il Centrale non è mai riuscito a trasformarsi in quel fattore che aveva accompagnato il britannico nei turni precedenti.
Per Fery resta comunque un torneo destinato a cambiare la sua carriera. La wild card inglese saluta Wimbledon dopo aver firmato il miglior risultato della propria vita e, soprattutto, con un balzo che lo proietta fino alla 36ª posizione del ranking ATP, un salto straordinario considerando che appena due settimane fa era fuori dai primi cento del mondo.
Per Zverev, invece, arriva la quinta finale Slam della carriera, la seconda consecutiva dopo il trionfo al Roland Garros. Il tedesco continua a convincere per solidità, ordine tattico e capacità di alzare il livello quando conta davvero. Domenica andrà a caccia del suo secondo Major consecutivo contro il vincente della sfida tra Jannik Sinner e Novak Djokovic.


















