Zverev: “Sono ancora affamato, voglio continuare a vincere”. Il tedesco in finale a Wimbledon

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Photo Credit - ©Adelchi Fioriti

Alexander Zverev raggiunge la finale di Wimbledon per la prima volta in carriera e conquista la seconda finale Slam consecutiva dopo il trionfo al Roland Garros. In conferenza stampa il numero uno tedesco ha parlato della sua crescita, dell’approccio alla finale e della voglia di continuare a vincere.

D: Alexander, sei di nuovo in finale in uno Slam. Come ti senti?

Alexander Zverev: “Ovviamente sono molto felice di essere in finale a Wimbledon. Adesso spero soltanto di giocare una grande partita domenica.”

D: Oggi il tuo diritto è stato devastante. A che livello è stata la tua prestazione?

Alexander Zverev: “Credo che oggi ci sia stato un po’ di tutto. Il primo set non è stato eccezionale, mentre il secondo e il terzo sono stati davvero molto buoni.

Arthur era un avversario completamente diverso rispetto a quelli affrontati negli ultimi due turni. Contro Struff e Opelka avevo giocato contro due grandi battitori e servitori, quindi ci è voluto un po’ di tempo per adattarmi.

Quando ho trovato il ritmo ho disputato una buona partita e ho sentito molto bene la palla. Alla fine, però, la cosa più importante è essere in finale a Wimbledon. Per arrivare fin qui bisogna per forza giocare un buon tennis.”

D: Dopo aver finalmente vinto uno Slam, tanti giocatori hanno faticato a ripetersi. Dominic Thiem ne ha parlato spesso. Perché tu stai gestendo così bene questo momento?

Alexander Zverev: “Credo che ogni storia sia diversa. Dominic ha investito tutta la sua vita e tutte le sue energie per vincere quello Slam. In quella finale degli US Open rimontò due set di svantaggio contro di me e penso che per lui sia stato un sollievo talmente grande da diventare quasi eccessivo dal punto di vista mentale.

Io invece sono rimasto concentrato. Ho ancora fame. Voglio continuare a giocare al massimo livello e continuare a vincere. Spero di riuscirci e domenica avrò un’altra grande opportunità.”

D: Come preparerai la finale? Guarderai personalmente la semifinale tra Sinner e Djokovic oppure lascerai tutto al tuo team?

Alexander Zverev: “Sì, quando tornerò la guarderò sicuramente. Voglio vedere come finirà la partita.

Poi il resto del lavoro lo farà il mio team, che mi fornirà soltanto le informazioni che riterrà davvero utili.”

D: Al Roland Garros tua nonna era con te. Sarà presente anche a Wimbledon?

Alexander Zverev: “In realtà a Parigi non faceva parte del team. Era semplicemente lì da qualche mese.”

Alla domanda se potrà raggiungerlo a Londra, ha spiegato:

“Purtroppo no. Ha ancora il passaporto russo e non dispone del visto necessario.”

D: Hai già parlato con lei?

Alexander Zverev: “No, perché durante gli Slam il mio telefono è sempre spento. In realtà è così ormai da anni: durante gli Slam non accendo mai il telefono.”

Poi ha aggiunto con un sorriso:

“È stato bellissimo averla con me a Parigi. So che domenica sarà presente il nostro cancelliere: magari potrà aiutare mia nonna a ottenere un passaporto o un visto più lungo, visto che dopo novanta giorni è stata costretta a tornare a casa.”

D: Che impressione ti ha fatto Arthur Fery? In Gran Bretagna tutti stanno cercando di capire quale sia il suo vero livello.

Alexander Zverev: “Ha un ottimo livello. È ancora all’inizio della sua carriera, ma il suo tennis è davvero molto valido.

Ha ancora tanti aspetti del suo gioco che può migliorare, e questa è una cosa estremamente positiva. Se sei già un giocatore completo e quello è il tuo limite, sai fin dove puoi arrivare. Se invece raggiungi una semifinale Slam e senti di avere ancora grandi margini di crescita, allora è un segnale davvero incoraggiante.”

D: Se fossi stato più basso di statura, pensi che avresti dovuto lavorare di più come giocatore?

Alexander Zverev: “Credo semplicemente che avrei sviluppato un tennis diverso. Io, per la mia struttura fisica, devo lavorare molto più duramente sotto l’aspetto atletico rispetto a un giocatore più piccolo.

Per un tennista alto il tennis è anche più impegnativo dal punto di vista fisico. Arthur pesa circa 70-73 chili, io ne peso 96. Sono più di venti chili di differenza e questo significa che devo sostenere uno sforzo molto maggiore.

Lui probabilmente deve lavorare di più per trovare potenza e punti facili. Ognuno ha le proprie caratteristiche.”

D: Stai giocando un tennis sempre più offensivo con il diritto. Ti senti al massimo quando riesci a comandare con servizio e diritto?

Alexander Zverev: “Ne ho parlato spesso quest’anno. Sto cercando di giocare un tennis più aggressivo e di prendere maggiormente in mano gli scambi.

Il diritto è una parte fondamentale di questo cambiamento. Quando funziona bene, sento di giocare davvero un ottimo tennis. Quando invece non gira, divento sicuramente più vulnerabile.

Negli ultimi mesi credo che questo lavoro stia dando buoni risultati.”

D: Hai affrontato tante volte sia Sinner sia Djokovic, ma mai sull’erba. Quanto cambia la sfida su questa superficie?

Alexander Zverev: “Entrambi amano giocare sull’erba e si trovano molto bene su questa superficie.

Per Novak parlano i risultati ottenuti qui negli anni. Jannik, invece, ha vinto Wimbledon lo scorso anno. Sono due giocatori estremamente a loro agio su questi campi.

Credo che contro entrambi saranno fondamentali gli schemi servizio-risposta. Per il resto, vedremo cosa succederà.”

D: Lo Zverev del 2026 è più preparato per affrontare una finale di Wimbledon rispetto a uno o due anni fa?

Alexander Zverev: (sorride) “L’anno scorso ho perso al primo turno… quindi direi proprio di sì.”

Alla domanda se il successo al Roland Garros lo abbia liberato mentalmente, ha spiegato:

“Ci sono due motivi. Il primo è che, una volta vinto uno Slam, sai come si fa e dentro di te hai la convinzione di poterlo fare ancora.

Il secondo è molto semplice: credo di essere diventato un giocatore migliore. Ho migliorato il diritto, il rovescio, il servizio e anche la risposta. Quando migliori questi aspetti, inevitabilmente vinci più partite.

Si può parlare di mentalità, di allenatori o di qualsiasi altra cosa, ma alla fine, se migliori come tennista e prendi la decisione di crescere ogni giorno, i risultati arrivano.”