Prestazione chirurgica di Jannik Sinner, che supera Novak Djokovic in tre set e conquista la seconda finale consecutiva a Wimbledon. Il numero uno del mondo avrà così l’occasione di difendere il titolo conquistato dodici mesi fa e di aggiungere un altro capitolo a una stagione fin qui straordinaria.
Chi si aspettava una battaglia infinita è rimasto sorpreso. È mancata l’epica dei cinque set, ma non la qualità del tennis. Il dodicesimo confronto tra Sinner e Djokovic ha messo ancora una volta in evidenza una delle qualità più preziose dell’azzurro: la capacità di riconoscere il momento esatto in cui affondare il colpo. È successo nel nono gioco del primo set, poi ancora nel settimo del secondo, quando un solo break è bastato per indirizzare entrambi i parziali. Nel terzo, invece, il game del 3-1 sembrava poter riaprire la partita grazie alla reazione del serbo, ma Sinner ha cancellato ogni tentativo – o velleità – di rimonta con un ace, spegnendo sul nascere anche il coinvolgimento del pubblico.
Il definitivo 6-4 6-4 6-4 vale la settima finale Slam della carriera e certifica un altro dato impressionante: 20 vittorie nelle ultime 21 partite disputate contro giocatori della Top 10. Si interrompe invece la rincorsa di Djokovic al 25° titolo Major, traguardo che avrebbe rappresentato un nuovo primato assoluto.
Domenica, dall’altra parte della rete, ci sarà Alexander Zverev, fresco vincitore su Arthur Fery. I precedenti sorridono nettamente all’azzurro: Sinner ha vinto tutte e tre le finali disputate contro il tedesco, compresa quella degli Australian Open dello scorso anno, e più in generale è imbattuto nei confronti diretti dallo US Open 2023, da cui ha infilato una striscia di nove successi consecutivi. Numeri che, però, conteranno fino a un certo punto quando in palio ci sarà il trofeo più prestigioso del tennis mondiale.


















