Missione compiuta per Jannik Sinner. Il numero uno del mondo supera Shintaro Mochizuki con il punteggio di 6-3 7-6(0) 6-3 e conquista i quarti di finale di Wimbledon per la quinta volta in carriera.
Il risultato finale racconta una vittoria netta, ma non rende pienamente giustizia a una partita che, soprattutto nella sua fase centrale, ha regalato momenti di ottimo tennis. Sinner è partito con il piede sull’acceleratore, prendendosi subito il controllo degli scambi e indirizzando il primo set sul 6-3. Mochizuki, però, non si è lasciato intimidire. Il giapponese ha iniziato a rischiare di più, ha aumentato la velocità delle sue accelerazioni e, soprattutto, ha trovato il coraggio di togliere tempo all’azzurro, rendendo il secondo parziale decisamente più combattuto.
Sul 4-4 del secondo set è arrivata la chiusura del tetto del Centre Court per motivi di visibilità, una decisione che Mochizuki ha accolto con un accenno di disappunto. Una volta ripreso il gioco, però, il copione è cambiato completamente. Le condizioni indoor hanno accentuato l’efficacia del tennis di Sinner, che ha alzato immediatamente il livello, dominando il tie-break con un eloquente 7-0 senza concedere alcuna possibilità di replica al giapponese.
Il terzo set si è aperto con il break immediato dell’azzurro, vantaggio sufficiente per gestire la partita senza particolari affanni. Mochizuki ha continuato a cercare soluzioni offensive, confermando le qualità già mostrate durante tutto il torneo, ma Sinner non gli ha più lasciato spazio per rientrare. Con grande autorità ha amministrato il margine fino al 6-3, chiudendo un incontro in cui ha dato l’impressione di avere sempre il controllo dei momenti decisivi.
Ai quarti di finale lo aspetta Jan-Lennard Struff, reduce dalla vittoria per ritiro su Hubert Hurkacz. Il bilancio dei precedenti sorride all’azzurro, avanti 3-0, con successi ottenuti su tutte le superfici. L’ultimo confronto risale ad Halle 2024, dove Sinner si impose in tre set al termine di una sfida molto equilibrata. Un dettaglio che ricorda come il tedesco, grazie al suo servizio e a un tennis estremamente aggressivo, sappia esprimere sull’erba uno dei livelli più alti della sua carriera.


















