Si interrompe agli ottavi di finale il cammino di Aryna Sabalenka a Wimbledon. Dopo la sconfitta contro Naomi Osaka, la numero uno del mondo si è presentata in conferenza stampa con grande lucidità, riconoscendo i meriti dell’avversaria e analizzando una delle giornate più complicate della sua stagione.
D: Quali sono le tue sensazioni dopo questa partita?
Aryna Sabalenka: “Ovviamente non sono contenta di come ho giocato, ma oggi Naomi mi ha semplicemente sovrastata. Ha espresso un livello incredibile. Io ho provato a fare del mio meglio, ma purtroppo quest’anno non è bastato.”
D: L’avevi battuta tre volte quest’anno su superfici diverse. Quanto ha inciso l’erba e quanto invece il livello espresso da Osaka?
Aryna Sabalenka: “Credo sia stata una combinazione delle due cose. Io non ho giocato il mio miglior tennis e lei probabilmente ha disputato la sua miglior partita dell’anno.
A volte succede. Puoi scendere in campo, dare tutto quello che hai e perdere comunque. Ovviamente non sono felice del risultato, ma faccio i complimenti a Naomi e le auguro il meglio per il resto del torneo.”
D: Sei arrivata molto rapidamente in conferenza stampa dopo la partita. Che emozioni provi in questo momento?
Aryna Sabalenka: “Nessuna emozione.” (sorride). “So soltanto che oggi sono riuscita a gestirmi molto meglio rispetto all’anno scorso. Se vi aspettavate qualcosa di divertente, mi dispiace, ma oggi probabilmente darò solo risposte brevi.
Quest’anno l’ho buttata via. L’anno prossimo proverò a fare meglio.”
D: Hai detto di esserti sentita sovrastata. È una sensazione insolita per te?
Aryna Sabalenka: “Sì, è una sensazione strana. Però credo anche che, se fossi riuscita a giocare un po’ meglio, la partita sarebbe stata diversa. Oggi il mio livello era davvero basso e, allo stesso tempo, Naomi stava giocando il suo miglior tennis.
Con il passare dei game io mi sentivo sempre peggio, mentre lei prendeva sempre più fiducia. Giocava libera, senza paura, andando sempre a cercare il colpo.
Forse la prossima volta dovrò cambiare qualcosa nella preparazione o nell’approccio a questo tipo di partita. Ma, onestamente, oggi ho fatto tutto quello che potevo con quello che avevo. Lei ha meritato la vittoria. Ancora una volta, le faccio i complimenti e le auguro buona fortuna.”
D: È più difficile perdere una partita che senti di avere nelle tue mani oppure una come quella di oggi, in cui ti sei sentita quasi impotente?
Aryna Sabalenka: “Non lo so… fanno male entrambe. Preferisco vincere.” (sorride).
D: Oggi il diritto non ti ha dato le solite certezze e si è vista anche molta frustrazione. Hai avuto la sensazione di ritrovarlo nel secondo set oppure non era proprio giornata?
Aryna Sabalenka: “Onestamente oggi non c’era. Ho provato davvero di tutto per adattarmi e trovare una soluzione.
Credo di aver lasciato tutto in campo. Per qualche motivo oggi non avevo il mio livello. Naomi mi ha sovrastata. In qualche momento mi sono lasciata prendere un po’ troppo dalle emozioni, ma ho cercato di restare in controllo.
Ci sono giornate così. Devi semplicemente fare i complimenti all’avversaria e andare avanti.”
D: Ti senti ancora la numero uno del mondo? Se no, cosa pensi di dover fare per tornare a quel livello?
Aryna Sabalenka: “Ah, questa domanda… Ragazzi, basta guardare il ranking. In questo momento sono la numero uno del mondo. Per il livello mostrato oggi, invece, non sono stata la numero uno. Ieri sì, oggi no.
In questo momento non voglio nemmeno pensare alla classifica. Voglio solo andare, ubriacarmi completamente, dimenticare il tennis e cercare di tornare in forma migliore.” (sorride).
D: Hai detto di aver cercato di controllare le emozioni. Sei soddisfatta di come ci sei riuscita? Com’è stata la tua concentrazione durante il match?
Aryna Sabalenka: “Oggi non posso essere soddisfatta di nulla. Però devo dire che ci sono stati un paio di momenti in cui avrei potuto perdere completamente il controllo.
Invece ho rispettato l’erba e anche i giocatori che sarebbero scesi in campo dopo di noi. Da questo punto di vista credo di essermi controllata davvero bene.”
D: Hai detto che il tuo livello oggi non c’era. Lo avevi percepito già durante il riscaldamento oppure è successo tutto una volta iniziata la partita?
Aryna Sabalenka: “No, assolutamente. Già dai primi punti, però, ho iniziato a fare fatica. Ho provato a cambiare racchetta, ad adattare il movimento, a trovare sensazioni diverse.
Onestamente oggi ho provato tutto quello che potevo. Semplicemente non era la mia giornata.”
D: È la prima volta dopo tanti anni che perdi in due set in uno Slam.
Aryna Sabalenka: “È una bella statistica, no?” (sorride).
Domanda: Sono passati più di sei anni.
Aryna Sabalenka: “Va bene così. Tornerò più forte. Ripartiremo da zero e costruiremo tutto di nuovo per il prossimo Slam.”
D: Hai detto di aver rispettato l’erba senza rompere la racchetta, ma dopo il match point hai spedito la palla molto lontano…
Aryna Sabalenka: “Sì, ma l’ho mandata fuori dallo stadio, credo.”
Domanda: È andata davvero molto lontano.
Aryna Sabalenka: “Visto?” (sorride).
D: Come ti sentivi entrando nel tie-break? Il tuo rendimento negli Slam in queste situazioni è sempre stato eccellente.
Aryna Sabalenka: “Beh, ormai non più…” (sorride). “Non stavo pensando minimamente alle statistiche. Cercavo soltanto di concentrarmi punto dopo punto.
Come ho detto prima, cosa potevo fare se lei serviva ace, prendeva le righe e giocava ogni colpo senza alcuna paura? Io cercavo soltanto di trovare il mio ritmo. Eravamo agli estremi opposti: io stavo combattendo soprattutto contro me stessa, mentre lei andava sempre a braccio sciolto.
Oggi non è andata. Speriamo che vada meglio la prossima volta.”
D: Tutto il lavoro che stai facendo sul controllo delle emozioni rischia, secondo te, di toglierti un po’ di istinto nei momenti importanti?
Aryna Sabalenka: “No, non credo.”

















