Tyra Grant: “Giocare queste partite mi aiuta a crescere”. L’analisi dopo Wimbledon

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Tyra Grant - Foto Mattia Martegani

Nonostante l’eliminazione, Tyra Caterina Grant lascia Wimbledon con la consapevolezza di poter competere anche contro alcune delle migliori giocatrici del circuito. La giovane azzurra ha tracciato un bilancio del torneo, parlando del confronto con una top player, della crescita personale, della programmazione e dell’importanza del gruppo azzurro.

D: Dopo questo torneo, che bilancio fai della tua esperienza a Wimbledon?

Tyra Caterina Grant: “Nel complesso è stata un’esperienza molto positiva. Fin dall’inizio del torneo ho cercato di fare le cose nel modo giusto e penso di esserci riuscita. Oggi il servizio ha funzionato bene per lunghi tratti della partita e credo che ci siano stati tanti aspetti positivi da portare a casa.”

D: In queste settimane hai affrontato giocatrici di alto livello. Quanto pensi di essere cresciuta?

Tyra Caterina Grant: “Giocare sempre più partite contro giocatrici di questo livello è fondamentale. Ho disputato incontri importanti, anche nei tornei più grandi, e riuscire a competere a questi livelli non è semplice. Ogni partita mi aiuta a capire qualcosa in più e mi permette di fare esperienza contro le migliori.”

D: Che cosa ti porti via da questa esperienza in vista del resto della stagione e dei prossimi Slam?

Tyra Caterina Grant: “Mi porto via la consapevolezza di quello che devo continuare a fare. Devo giocare sempre più tornei di questo livello, continuare ad allenarmi e cercare di mettere insieme sempre più prestazioni come quelle che ho mostrato in queste settimane.”

D: Oggi hai affrontato una delle migliori giocatrici del mondo. Hai sentito un grande divario? Che cosa pensi ti manchi per arrivare a quel livello?

Tyra Caterina Grant: “Secondo me oggi non sono tanto abituata a giocare contro giocatrici di questo tipo. Lei è una giocatrice particolare, perché ti costringe sempre a giocare un colpo in più e ti porta a dover fare qualcosa di diverso per vincere il punto.

Di solito sono più abituata ad affrontare giocatrici che hanno un tennis simile al mio, che cercano di spingere tanto, fanno più vincenti ma anche qualche errore in più, oppure giocatrici che difendono tantissimo. Una come lei è diversa e lo sapevo già prima della partita. Mi ero preparata proprio per questo.

A parte il servizio, che dipendeva soprattutto da me, credo che ci siano stati alcuni momenti importanti in cui lei mi ha semplicemente costretto a giocare una o due palle in più. Non erano colpi impossibili, però mi ha fatto giocare e in quei momenti ho commesso qualche errore.

Mi viene in mente, ad esempio, il suo penultimo turno di servizio, quando sul punto del game ho avuto l’occasione di chiudere lo scambio, ma lei mi ha fatto giocare qualche palla in più e alla fine ho sbagliato.

Sono giocatrici che bisogna riuscire a battere. Nonostante il risultato, però, esco da questa partita con la sensazione di avere le capacità per portarla a casa.”

D: Dopo questo torneo entrerai intorno alla posizione numero 138 del ranking. Ti sei data un obiettivo di classifica per la fine della stagione?

Tyra Caterina Grant: “In generale cerco di non darmi obiettivi di classifica, perché penso che dipendano da tantissime cose e non riflettano davvero il valore di una giocatrice.

L’anno scorso, forse, mi ero messa troppa fretta di entrare nelle qualificazioni degli Slam. Quando ero vicina a riuscirci, soprattutto prima del Roland Garros, quella pressione mi ha un po’ condizionata e negli ultimi tornei non sono riuscita a esprimermi al meglio.

Per questo oggi cerco di affrontare tutti i tornei nello stesso modo, senza pensare che vincere una determinata partita mi farà entrare in un certo ranking o in un determinato tabellone.

Anche in queste settimane non ho mai guardato la classifica live e penso che mi abbia aiutato. Al primo turno non ho pensato al fatto che fosse uno Slam né che stessi affrontando una giocatrice forte. Ho cercato di preparare la partita per le caratteristiche dell’avversaria e non per il suo ranking.

Gli obiettivi rimangono quelli di giocare sempre più partite a questo livello e continuare a crescere.”

D: Guardando questi dieci giorni a Wimbledon, quale sarà il ricordo che ti porterai dentro più a lungo?

Tyra Caterina Grant: “In realtà tutti i match point delle partite che ho vinto. La prima vittoria è stata davvero sudatissima. Ricordo che ho avuto due match point: sul primo ho sbagliato, sul secondo lei ha fatto doppio fallo. Poi, sul 5-4, ho avuto un altro match point, ho fatto un vincente, ma lei mi ha ripreso e siamo andati sul 6-5. Sono momenti che mi rimarranno dentro.

In generale, quello che mi resta di più è sempre la sensazione dell’ultimo punto di ogni partita. È qualcosa che porto con me. Ma, soprattutto, mi porto via la consapevolezza di avere il livello per giocare contro questo tipo di giocatrici.

Ripeto, oggi secondo me ho perso perché in alcuni momenti ho sbagliato di più io, non perché lei mi abbia costretto a sbagliare. Ho avuto tante occasioni per vincere o comunque per riportare la partita in equilibrio. Per quanto adesso la sconfitta faccia male, so che sto facendo le cose giuste e che devo continuare a migliorare.”

D: Avete già deciso la programmazione delle prossime settimane? Giocherai ancora sulla terra battuta oppure passerai subito al cemento? E, guardando più avanti, pensi di poter essere utile all’Italia in Billie Jean King Cup?

Tyra Caterina Grant: “Della programmazione avevamo parlato già prima di Wimbledon. L’idea iniziale era quella di giocare un WTA 125 la prossima settimana, ma ovviamente tutto dipendeva da come sarebbe andato questo torneo. Adesso dobbiamo parlarne e decidere il da farsi.

In teoria dovrei giocare ancora qualche torneo sulla terra battuta nelle prossime settimane, poi fare una piccola preparazione, perché praticamente da aprile, a parte una o due settimane, ho sempre giocato tornei. Fortunatamente ho giocato tanto e adesso probabilmente, dopo quel periodo di lavoro, inizierò la stagione sul cemento.

Per quanto riguarda la Billie Jean King Cup, non ne abbiamo ancora parlato né con Tathiana né con il resto dello staff. Però penso di aver costruito una stagione molto positiva e io sono sempre disponibile. Se dovessero aver bisogno di me, sarei felicissima di rispondere alla convocazione. Altrimenti sarò altrettanto contenta di fare il tifo per la squadra.”

D: Nei giorni scorsi hai parlato della tua ammirazione per Serena Williams. Ti chiedo invece degli italiani. Sei la più giovane di un gruppo straordinario, sia nel circuito maschile sia in quello femminile. Che cosa ti trasmettono e quanto ti hanno aiutata?

Tyra Caterina Grant: “Con gli italiani ho un ottimo rapporto. Serena la vedo più come un’idola, una persona che ho sempre ammirato, ma che ovviamente conosco poco. Con gli italiani, invece, nell’ultimo periodo, giocando sempre più tornei insieme, si è creato un rapporto molto più di amicizia.

Per esempio, io e Sonego giocavamo entrambi il primo match e ci siamo caricati un po’ prima di entrare in campo. Anche con le ragazze ho un ottimo rapporto: con Elisabetta, con Lucia, con Sara e con Jasmine. Con Lucia forse ancora di più, perché nell’ultimo periodo abbiamo disputato tanti tornei insieme.

Anche con gli altri ragazzi italiani c’è un bellissimo rapporto. Prima li vedevo soprattutto in televisione o molto raramente nei tornei, mentre adesso condividiamo molte più settimane insieme e li conosco anche dal punto di vista umano.

L’esperienza della Billie Jean King Cup dell’anno scorso mi ha aiutato tantissimo. Ne sono convinta. Mi ha fatto crescere sia come atleta sia come persona. Allenarmi con Jasmine, Sara e con tutte le altre ragazze, vedere come vivono le giornate, la sera prima delle partite, la mattina del match, è stato davvero molto importante.

Nei tornei spesso è facile disperdersi perché è tutto molto grande e non sempre riesci a osservare da vicino gli altri giocatori. In quella settimana, invece, ho avuto la possibilità di vivere tutto questo molto da vicino e mi ha aiutata tantissimo. Sono davvero molto felice di aver fatto quell’esperienza.”

D: C’è un ricordo particolare che ti viene in mente pensando alle settimane vissute con il gruppo azzurro?

Tyra Caterina Grant: “Uno in particolare è difficile sceglierlo. Mi vengono in mente tante cose. Per esempio, prima che venisse costruito il nuovo circolo andavamo spesso a fare preparazione atletica insieme nei giardini vicino al tennis. Oppure penso ai giorni trascorsi all’Isola d’Elba. Sono davvero tanti i ricordi belli che porto con me.”