Sinner: “Oggi ero contento di essere in campo”. Il numero uno del mondo supera le difficoltà e guarda avanti a Wimbledon

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Jannik Sinner
foto credit ©Marta Magni Images

Jannik Sinner inizia il suo Wimbledon con una vittoria tutt’altro che semplice, maturata al termine di una partita ricca di difficoltà e momenti da gestire. Nel media day post match il numero uno del mondo ha parlato delle sensazioni provate nel tornare sul Centre Court da campione in carica, dell’adattamento all’erba, della preparazione senza tornei di avvicinamento e dell’ispirazione rappresentata da Rafael Nadal.

D: Quanto è stato speciale tornare sul Centre Court da campione in carica?

Jannik Sinner: “È una sensazione difficile da descrivere. Allo stesso tempo ho cercato di godermi ogni momento, perché avere l’opportunità di aprire il torneo da campione in carica è un privilegio enorme. Essere il primo a giocare sul Centre Court, senza nessuno che abbia giocato prima di te, è stato davvero speciale. È stata una giornata incredibile e sono molto felice di aver vissuto almeno una volta nella vita un’esperienza come questa.”

D: Dopo aver perso il terzo set, cosa è passato nella tua testa? Come sei riuscito a resettare?

Jannik Sinner: “Nei momenti importanti bisogna sapere come resettare. Ho cercato di tenere bene il servizio, perché i primi punti dei turni di battuta sono fondamentali su questa superficie. Ho provato a restare concentrato e a non pensare troppo a quello che era successo nel set precedente. Per me era già una giornata speciale e volevo continuare a godermela.”

D: Sull’erba si parla spesso del rischio di scivolare. Quanto ci pensi durante una partita?

Jannik Sinner: “Sono situazioni che possono capitare, soprattutto nelle prime partite sull’erba, quando bisogna ritrovare completamente i movimenti. Però continuo ad avere fiducia nei miei spostamenti e cerco di muovermi nel modo più naturale possibile. Oggi è andata bene e non è successo nulla di particolare.”

D: Si può fare qualcosa per evitare le scivolate oppure è soprattutto una questione di istinto?

Jannik Sinner: “Credo che durante il movimento ci sia molto istinto. Alcune cose non le puoi controllare completamente. L’importante è fare prevenzione prima, prepararsi bene e continuare a muoversi con naturalezza. Se inizi a pensarci troppo, diventa ancora più complicato.”

D: Oggi il tuo avversario ha giocato un ottimo tennis. Che impressione ti ha fatto?

Jannik Sinner: “Ha giocato davvero una grande partita. Sull’erba il suo tennis è molto efficace, colpisce molto piatto e la palla viaggia veloce. In alcuni momenti ho risposto bene, in altri meno, ma bisogna accettarlo e trovare le soluzioni durante la partita. Sull’erba il livello può cambiare molto rapidamente e bisogna essere pronti ad adattarsi.”

D: Negli ultimi mesi si è parlato molto del calendario e del rischio burnout. Qual è la tua opinione?

Jannik Sinner: “Ogni giocatore deve essere libero di scegliere il proprio calendario e decidere quali tornei disputare. Ognuno conosce il proprio fisico e sa di cosa ha bisogno per prepararsi nel modo migliore. Personalmente la mia priorità è sempre capire come sto in quel momento e prendere le decisioni migliori per il mio tennis.”

D: Sono un paio d’anni che arrivi a Wimbledon senza giocare tornei di preparazione. È una scelta che potresti ripetere?

Jannik Sinner: “Probabilmente sì, non lo escludo. L’erba è una superficie molto delicata e questa scelta ha aspetti positivi e negativi. Se giochi un torneo prima e perdi magari al primo o al secondo turno, arrivi qui con qualche dubbio in più. In questo modo, invece, metti da parte quel rischio e vieni qui cercando di dare il cento per cento.

Non credo che avremmo potuto prepararci meglio. Abbiamo lavorato praticamente tutti i giorni e oggi, anche dopo aver perso il terzo set, ero contento di essere in campo e di lottare. Questa è la sensazione più bella che mi porto via.”

D: Hai visto la serie dedicata a Rafael Nadal? Ti ha colpito?

Jannik Sinner: “Sì, l’ho vista. In generale mi piacciono le serie tv, anche se non le guardo continuamente. Questa, però, ha avuto un impatto diverso perché conosco Rafa e ho avuto la fortuna di conoscerlo un po’ meglio negli ultimi anni.

Secondo me è una serie molto bella perché racconta tante cose che normalmente il pubblico non vede. Fa capire quanti problemi fisici abbia affrontato e quante volte i giocatori scendano in campo senza essere al cento per cento.

Al di là di tutti i successi che ha ottenuto, Rafa è una persona che rappresenta una grande fonte d’ispirazione. È sempre stato una persona umile e normale, ed è forse questa la qualità che mi colpisce di più. Adesso sta vivendo una nuova fase della sua vita come padre. Chissà, magari un giorno vedremo un piccolo Rafa in campo.”

D: Oggi ci sono stati momenti di grande spettacolo e il pubblico si è acceso parecchio. Hai sentito la sua energia?

Jannik Sinner: “Sì, sicuramente. Oggi il pubblico mi ha aiutato tanto, soprattutto nei momenti di difficoltà. C’erano anche tanti italiani sugli spalti ed è stato davvero bello sentirli vicini.

Anche dal punto di vista fisico è stata una partita impegnativa e, in queste situazioni, il sostegno del pubblico ti dà una grande mano. Alla fine giochiamo anche per questo, perché ci piace scendere in campo davanti a tante persone e vivere emozioni come quelle di oggi.”

D: In una giornata così particolare, tra la caduta, la ferita e le difficoltà incontrate, qual è l’aspetto più positivo che ti porti dietro? E, cambiando argomento, saresti pronto un giorno a raccontarti in una serie tv?

Jannik Sinner: “No, ho ventiquattro anni… ho altre cose da fare.” (sorride).

“Oggi, però, è stata una giornata molto positiva. Ci sono state tante difficoltà e anche qualche dubbio che siamo riusciti a mettere da parte. È stata una partita importante proprio per questo.

Ovviamente ci sono ancora aspetti da migliorare. Non credo che oggi si sia vista la mia versione migliore, ma la cosa più importante era portare a casa la vittoria e ci siamo riusciti. Abbiamo anche chiarito qualche dubbio che avevamo e adesso vedremo come andrà la prossima partita.”

D: Rimontare dopo aver perso il terzo set nel modo in cui è successo non era semplice. Hai pensato anche al fatto che i quinti set non sono sempre stati il tuo punto di forza? E quando il piede ha iniziato a sanguinare ti sei davvero preoccupato?

Jannik Sinner: “No, oggi ero molto tranquillo dal punto di vista mentale. Mi sentivo bene e sapevo che la partita poteva anche prendere una direzione diversa. Fa parte dello sport.

Nel terzo set ho avuto tante occasioni che non sono riuscito a sfruttare, ma ho continuato a restare positivo perché sentivo che il momento giusto sarebbe arrivato.

Sull’erba hai forse un po’ meno controllo nei momenti importanti e la partita può scapparti via molto rapidamente. Però credo che siamo riusciti a gestire bene la situazione e questo è sicuramente un aspetto positivo.”