Novak Djokovic arriva a Wimbledon con sensazioni decisamente migliori rispetto a quelle vissute prima del Roland Garros. Nella conferenza stampa della vigilia, il sette volte campione dei Championships ha parlato della propria condizione fisica, dell’impatto del caldo sui campi in erba, del ritorno di Serena Williams e del rapporto dei giovani con la tecnologia. Il serbo ha spiegato di sentirsi più pronto rispetto a Parigi e di confidare nella sua grande esperienza sull’erba londinese.
D: Hai detto che i tuoi figli al momento non hanno accesso agli smartphone. Da tennista e da padre, come gestisci il rapporto con la tecnologia e con l’intelligenza artificiale?
Novak Djokovic: “È un tema molto attuale per tutti noi, nella società di oggi e in un mondo in cui la tecnologia evolve continuamente.
Da genitore di bambini piccoli ti chiedi sempre come proteggerli, ma allo stesso tempo anche come soddisfare alcune loro esigenze. Se tutti i loro amici hanno un telefono, è naturale che lo chiedano anche loro. Per me e mia moglie non è semplice.
Siamo però convinti che, prima di una certa età, l’esposizione agli schermi faccia più male che bene. Cerchiamo quindi di mantenere questa linea. Viviamo in un’epoca tecnologica e non possiamo evitarla, ma almeno finché sono piccoli proviamo a proteggerli e a controllare la situazione. Poi arriverà inevitabilmente il momento in cui avranno anche loro i propri dispositivi.”
D: Hai già incontrato Serena Williams? Di cosa avete parlato?
Novak Djokovic: “Sì. La prima cosa che le ho detto è che quello che sta facendo è straordinario e fonte di ispirazione. Ho sempre ammirato la sua carriera, il suo percorso e la sua storia, così come quella di Venus.
Rientrare dopo anni di assenza, con due figli, e impegnarsi così tanto non solo per soddisfazione personale, ma anche per regalare a tutti noi la possibilità di rivederla in campo, in singolare e in doppio, è qualcosa di eccezionale.
Le ho detto che, comunque vada, quello che sta facendo è davvero d’ispirazione per me e per milioni di persone. La vedo in palestra più di quanto la vedessi quando era nel pieno della carriera. Significa che vuole davvero dare il massimo. Merita ogni applauso che riceverà.”
D: Quanto stanno incidendo le temperature elevate sull’erba di Wimbledon?
Novak Djokovic: “Da quello che ho capito il clima dovrebbe diventare più mite quando inizierà il torneo, ma questa è stata una delle settimane più calde che io ricordi in oltre vent’anni a Wimbledon.
Il caldo incide perché l’erba è una superficie viva. Cambiano il terreno, il rimbalzo e anche la risposta delle palline. Quando fa molto caldo e c’è umidità, le palline diventano più pesanti e rallentano il gioco, mentre il campo tende a rendere il rimbalzo più rapido e basso.
Sull’erba bisogna sempre prestare molta attenzione negli spostamenti. Personalmente continuo anche a scivolare su questa superficie, ma devo adattare il lavoro dei piedi in modo diverso rispetto agli altri campi. Spero comunque che durante il torneo le temperature scendano, anche per il bene del pubblico.”
D: Ti preoccupa il fatto che il Mondiale di calcio possa distrarre gli spettatori durante le partite?
Novak Djokovic: “Mi è già capitato qui a Wimbledon durante Europei e Mondiali. Se giochi sul Centrale mentre è in campo l’Inghilterra, senti chiaramente il brusio del pubblico. Le persone seguono contemporaneamente la partita di tennis e quella della loro nazionale.
È normale, è il momento del calcio. Anche a me piace seguirlo. Certo, è meglio guardarlo davanti alla televisione che mentre stai giocando e non tutti sono concentrati sul tuo incontro, ma fa parte della situazione.”
D: Hai un’opinione sulla vicenda che coinvolge Larry Scott?
Novak Djokovic: “No, sinceramente non ho nulla da dire. Non faccio parte della questione e preferisco restare neutrale.”
D: Come hai gestito la preparazione nelle ultime settimane? Ti senti diverso rispetto al Roland Garros?
Novak Djokovic: “Sì, credo di essere molto più preparato dal punto di vista fisico rispetto al Roland Garros.
Sull’erba non è necessario spendere le stesse energie richieste dalla terra battuta e questo mi aiuta. Ho sempre amato giocare su questa superficie e la mia storia a Wimbledon mi dà grande fiducia.
Il Roland Garros è stato molto impegnativo sotto l’aspetto fisico. Le tre partite disputate sono durate quasi quattro ore ciascuna. Sono orgoglioso dell’impegno che ho messo in campo, anche se il risultato non è stato quello che speravo.
Dopo l’infortunio alla spalla sapevo che sarebbe stato molto difficile arrivare direttamente a Parigi senza partite ufficiali. Avevo però programmato di raggiungere il mio miglior livello proprio a Wimbledon e questo periodo mi ha permesso di prepararmi meglio. Spero di disputare un grande torneo.”
D: Qual è l’eredità che Serena e Venus Williams hanno lasciato a Wimbledon e al tennis?
Novak Djokovic: “La loro storia è davvero straordinaria. Molti l’hanno conosciuta meglio grazie al film ‘King Richard’, ma chi segue il tennis la conosce da tempo.
Sono cresciute in un ambiente molto difficile e sono diventate persone incredibilmente resilienti. Si sono sempre sostenute a vicenda. Io ho due fratelli che hanno giocato a tennis e non so nemmeno se sarei riuscito ad affrontarli in una partita ufficiale. Loro invece hanno disputato finali Slam una contro l’altra mantenendo sempre un rapporto speciale.
Hanno vinto tutto quello che si poteva vincere, sia in singolare sia in doppio, e hanno avuto un impatto enorme anche fuori dal tennis, nel mondo degli affari, della moda e come modello per milioni di giovani. Sono un grande fan di entrambe.”

















