Roland Garros 2026, Flavio Cobolli: “Contro Sinner e Alcaraz bisogna iniziare ad avere un po’ più di convinzione”. E applaude Pellegrino e Cinà

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foto credit ©Marta Magni Images

Da Parigi – Flavio Cobolli si presenta al Roland Garros con lucidità e una consapevolezza nuova, figlia di un percorso in crescita ma ancora in costruzione. Il tema è sempre lo stesso: talento evidente, ma da rendere continuo. Ad ogni modo si presenta da numero 12 del mondo.

“E’ vero che sono migliorato molto, quando si parla di alti e bassi c’è sempre un margine che va comunque anche visto dall’altra parte, perché è vero che ci sono tanti alti e bassi, ma credo più alti che bassi. Quindi, in una carriera di un tennista credo che sia la normalità.”

Il romano non si nasconde, anzi rivendica il lavoro fatto e quello ancora da completare: “Però è vero anche che sto lavorando per aumentare questa distanza per tutto l’anno, cosa che è molto difficile a costruire.” La chiave, oggi, è la continuità, soprattutto nei grandi appuntamenti.

Parigi, intanto, regala anche emozioni particolari. Cobolli si è concesso un momento sul Centrale, davanti al tributo a Rafael Nadal: “Era la prima volta che giocavo sul centrale che non fosse un riscaldamento, quindi ho avuto il mio tempo per vedere… e quella era una cosa che mi piaceva fare.

Fuori dal campo, la crescita è evidente anche nel modo di vivere il circuito: “Adesso, quando sono al torneo, anche se perdo, mi va di stare lì. Comunque credo di vivere questo circuito nella maniera più professionistica possibile.Sul piano tecnico, invece, il servizio resta croce e delizia: “È il colpo che ho migliorato di più ma anche il colpo che poi perdo quando magari serve davvero.” Ed è proprio da lì che passa il salto di qualità.

Infine, uno sguardo al torneo e ai suoi protagonisti. Cobolli non accetta gerarchie scritte prima ancora di entrare in campo: Partiamo un po’ troppo prevenuti nel giocare contro loro due (Sinner e Alcaraz, ndr)… bisogna iniziare ad avere anche un po’ più di convinzione, perché sennò parti già sconfitto.”

C’è poi spazio anche per uno sguardo agli altri italiani. Cobolli sorride parlando dei primi passi Slam di Andrea Pellegrino e Federico Cinà, che ieri hanno vinto il loro match raggiungendo il main draw: “Lo faccio anche in privato quindi le ho già spese con Andrea. Ancora Federico non l’ho visto ma appena lo vedo due “pacchi” glieli do.” Poi entra più nel dettaglio: “Il primo (Ciná, ndr) è un giocatore giovane, in fase di lancio. È un grande prospetto per il nostro tennis… me lo aspettavo che arrivasse così in fretta.”

E su Pellegrino aggiunge parole di stima: “È più un giocatore con cui sono cresciuto nello Challenger… sono contentissimo e felicissimo per lui, per la famiglia, per il team.

Con il caldo in arrivo e le partite al meglio dei cinque set, servirà resistenza e testa: “È un torneo ovviamente molto molto faticoso. Ma siamo pronti ad affrontare tutto.” Cobolli c’è. Tra alti e bassi, sì. Ma con la certezza che la direzione sia quella giusta.