Roland Garros 2026, day 3: Medvedev dopo la sconfitta “Non ho giocato il mio miglior tennis”

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Photo Credit - ©Adelchi Fioriti

Una sconfitta difficile da spiegare nella sua continuità, ma piuttosto chiara nei contenuti. Daniil Medvedev esce al primo turno del Roland Garros al termine di una partita a strappi, in cui non è mai riuscito a trovare un livello stabile. Il match contro Walton è stato caratterizzato da forti oscillazioni, con set dominati e altri completamente lasciati andare. Una dinamica che il russo riconosce senza esitazioni, sottolineando come il vero limite sia stato quello di non riuscire a fare il salto di qualità nei momenti decisivi.

“Non è stata una partita facile. Non ho giocato il mio miglior tennis. Ci sono stati momenti in cui lui ha giocato bene e altri meno, e io sono riuscito a prendere il controllo quando lui calava. Ma non sono riuscito ad alzare il livello abbastanza per vincere la partita, ed è per questo che ho perso.” 

In una giornata segnata dal caldo intenso, Medvedev sceglie una linea chiara: nessun alibi. Le condizioni erano difficili, ma uguali per entrambi, e non hanno inciso realmente sull’esito dell’incontro. No, non penso che il caldo abbia avuto un ruolo. Mi sentivo bene. Non è facile per nessuno giocare in queste condizioni, ma stavo bene. Anche nel quinto set correvamo entrambi, nessuno aveva crampi. Non credo che il caldo abbia inciso, se non per il fatto che è semplicemente diverso giocare sulla terra con queste temperature.” 

Il punto, piuttosto, resta l’adattamento. Tema ricorrente nel percorso del russo, soprattutto sulla terra battuta, dove le condizioni cambiano sensibilmente da torneo a torneo. “Ogni torneo è diverso: campi, palle… nel tennis devi adattarti, e a volte non sono abbastanza bravo a farlo, mentre altre volte sì.” 

Nel confronto con i migliori del circuito emergono anche differenze strutturali. In particolare, il riferimento a Jannik Sinner chiarisce bene il concetto: capacità di trovare soluzioni anche quando le condizioni non aiutano. “Il mio tennis dipende da alcune cose che non posso controllare. Se la palla non viaggia, io non ho la potenza per farla viaggiare come Jannik. Se la palla non va, non va.” 

Nonostante l’eliminazione, resta la convinzione di poter essere ancora competitivo nei grandi tornei. Più che una crisi, Medvedev sembra leggere questa sconfitta come una difficoltà legata al contesto attuale del gioco. Penso di essere ancora un giocatore da Slam. Sì, posso perdere anche al primo turno, ma non credo di aver perso la capacità di performare negli Slam. Può tornare in qualsiasi momento.” 

E proprio il contesto, negli Slam moderni, è uno degli aspetti che più incidono sul suo rendimento. “Penso che se confrontiamo tutti e quattro gli Slam con cinque anni fa, il gioco è diverso e non penso che si adatti bene a me. È difficile trovare il ritmo, e il primo turno è sempre il più complicato.” 

Nessun dubbio, infine, sulla volontà di continuare a competere a Parigi, con uno sguardo già rivolto al futuro e a possibili aggiustamenti nella preparazione. “Voglio giocare gli Slam. So di essere in buona forma e posso giocare bene anche al Roland Garros. Posso farlo.”

“Forse dovrei considerare di giocare un torneo prima, cosa che di solito non faccio prima degli Slam. Quando le cose non funzionano, perché no?”