Jannik Sinner, un 2026 dalle tre facce: stagione finita

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©photo Patrick Boren

Jannik Sinner chiude anticipatamente un 2026 dalle tre facce. La prima è quella che aveva lasciato qualche dubbio proprio in avvio di stagione, con la sconfitta contro Novak Djokovic nella semifinale degli Australian Open e quella nei quarti di finale a Doha contro Jakub Mensik. Due passi falsi che avevano alimentato qualche interrogativo sulla sua condizione e sulla possibilità di ritrovare immediatamente il rendimento delle stagioni precedenti.

Poi, però, l’azzurro aveva dato risposte a tutti. Sinner aveva infatti inanellato cinque Masters 1000 consecutivi, vincendo Indian Wells, Miami, Monte-Carlo, Madrid e Roma e diventando il primo giocatore nella storia della categoria a riuscirci. A Parigi arrivava dunque con 29 vittorie consecutive e con la sensazione di essere l’uomo da battere.

Il Roland Garros aveva però riservato uno dei più clamorosi colpi di scena dell’intera stagione. Sinner, numero uno del mondo e prima testa di serie, si era trovato avanti 6-3 6-2 5-1 contro Juan Manuel Cerundolo al secondo turno, prima di subire una rimonta incredibile e perdere al quinto set. Una sconfitta ancora più difficile da spiegare considerando l’assenza di Carlos Alcaraz dal torneo e le aspettative che circondavano il cammino dell’azzurro.

Dopo quella battuta d’arresto, Sinner si era ripresentato a Londra nel migliore dei modi. A Wimbledon aveva infatti difeso il titolo conquistato nel 2025, battendo Alexander Zverev in finale e conquistando il quinto Slam della carriera. La risposta di Sinner a Parigi era stata ancora una volta immediata, tanto da lasciare pensare che anche lo swing americano potesse rappresentare una nuova occasione per proseguire la sua stagione ad altissimo livello.

Sono arrivate invece le rinunce, gli stop e una gestione sempre più prudente del fisico, fino all’annuncio di questa mattina. Il problema al ginocchio ha convinto Sinner e il suo team a interrompere definitivamente la stagione 2026, così da dedicarsi alle cure e avere il tempo necessario per preparare il ritorno nel 2027.

Una stagione memorabile per certi versi e che gli farà scuola per altri. Sinner la chiude con sei titoli, tra cui Wimbledon e i cinque Masters 1000 di Indian Wells, Miami, Monte-Carlo, Madrid e Roma. Un bilancio straordinario, anche se accompagnato dalla sensazione che questa stagione avrebbe potuto raccontare ancora molto prima di essere costretta a fermarsi.