Un nome illustre dopo l’altro. Sono quelli dei protagonisti dell’edizione 2026 del Sardegna Open, l’ATP Challenger 175 organizzato dalla FITP, che ha riportato i campioni della racchetta sui campi in terra battuta del Tennis Club Cagliari. La grande attesa della vigilia, dedicata agli ultimi ritocchi ma coi vialetti del circolo già popolati da appassionati a caccia di selfie e autografi, è stata soddisfatta da un tabellone principale di altissimo livello, da far invidia a tanti appuntamenti del circuito maggiore ATP.
A guidarlo c’è l’ultimo giocatore capace di vincere a Cagliari, l’argentino Mariano Navone (numero 45 del mondo), campione nel 2024 quando superò in finale Lorenzo Musetti. Seguono il francese Adrian Mannarino, il portoghese Nuno Borges, l’argentino Roman Andres Burruchaga e quindi il primo dei big azzurri al via, Lorenzo Sonego. Per il torinese, uno dei tre italiani vincitori della Coppa Davis in gara in Sardegna, subito un derby che promette spettacolo col mancino Mattia Bellucci.
Occhi puntati anche su Matteo Berrettini, arrivato a Monte Urpinu con grande anticipo, per preparare a dovere il suo Sardegna Open. Il romano debutterà contro lo statunitense Patrick Kypson, con un potenziale secondo turno imperdibile contro il favorito numero uno Navone. Usciranno dalle qualificazioni, invece, i primi avversari di Matteo Arnaldi, Andrea Pellegrino e Gianluca Cadenasso, mentre per l’altra wild card Federico Cinà, grande speranza del nostro tennis, ci sarà l’argentino Juan Manuel Cerundolo. Fra gli azzurri, impegnato anche Stefano Travaglia che sfida l’olandese Jesper De Jong, con Mannarino ad attendere il vincitore.
È stato sorteggiato nel quarto di Navone e Berrettini anche un altro dei più attesi a Cagliari, il polacco Hubert Hurkacz, già numero 6 del ranking mondiale e vincitore in carriera dei Masters 1000 di Miami e Shanghai. Il gigante polacco, in gara con una wild card concessagli dagli organizzatori per nobilitare ulteriormente il campo di partecipazione, sfiderà all’esordio lo statunitense Zachary Svajda.
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