Roland Garros, Day 3: Bolelli saluta Parigi. A Wimbledon forse l’ultimo torneo da singolarista. E intanto ringrazia il coach Infantino…

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Da Parigi, Fabrizio Salvi – foto Adelchi Fioriti

Dopo tre turni di qualificazione Simone Bolelli si ferma sulla terra rossa del prestigioso Susanne Lenglen contro il Davis Man francese Lucas Pouille. Tre set che escludono il bolognese dal tabellone: “purtroppo non ho avuto tante possibilità di fargli male, soprattutto mentre lui era al servizio”. Il francese non stava vivendo un momento splendido in singolare dove, in questo anno, vantava solo la vittoria nel Challenger di Bordeaux a fine aprile che, francamente, per il suo livello di gioco è poca cosa. “Oggi non ho visto un avversario titubante” ha detto Bolelli, che sottolinea come Pouille sia stato aggressivo e incisivo su ogni punto.

E per il proseguo della stagione la strada non può che condurre a Wimbledon: “Probabilmente sarà il mio ultimo torneo da singolarista, a meno che non abbia la classifica per entrare agli Us Open”. O grandi tornei oppure niente, è arrivato anche per lui che è un classe ’85 il momento di fare una scelta: “giocherò prevalentemente in doppio e spero di fare bene. Mi piacerebbe avere un compagno fisso, magari italiano.. vedremo”.

Prima di salutare il torneo e i media presenti ci tiene ad un ringraziamento speciale per Edoardo Infantino che ha lavorato con lui e che, a detta dello stesso Bolelli: “non mi ha mai mollato”.

IL RISULTATO

L. Pouille b. S. Bolelli 6-3 6-4 7-5