Cobolli: “Questa vittoria mi ha dato tante risposte”. Il sogno Wimbledon continua

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Foto ©Roberto Dell'Olivo

Flavio Cobolli conquista i quarti di finale di Wimbledon con una prestazione di altissimo livello contro Alex De Minaur. In conferenza stampa l’azzurro racconta le sensazioni dopo la vittoria, parla dell’atmosfera vissuta sul Centre Court e ripercorre la sua crescita sull’erba.

D: Che significato ha questa vittoria?

Flavio Cobolli: “Per me è stata una partita incredibile. Credo di aver giocato uno dei migliori match della mia carriera. Sono riuscito a mantenere un livello altissimo per tutta la partita e, sinceramente, ha impressionato anche me.

Le sensazioni sul Centre Court sono state incredibili. Mi è piaciuto tutto: giocare lì, l’atmosfera, il rumore del pubblico. È stata una giornata speciale. Adesso però bisogna recuperare per la prossima partita.”

D: In campo hai detto che non sapevi nemmeno dove avresti dormito questa sera. Hai trovato una sistemazione?

Flavio Cobolli: “Sì, l’ho trovata.”

D: Ci racconti qualcosa in più?

Flavio Cobolli: “Mio nonno ci ha messo a disposizione la sua casa. In queste settimane cambiamo spesso sistemazione perché cerchiamo sempre la soluzione migliore, ma da oggi siamo sistemati e va benissimo così.”

D: Quanto pesa una vittoria come questa anche rispetto alle difficoltà che avevi avuto in passato?

Flavio Cobolli: “Credo che questa sia la partita migliore che abbia giocato contro di lui. Le altre volte che ci avevo perso non avevo espresso questo livello. Forse c’entravano anche la Coppa Davis, la pressione, tutte le persone che parlavano della partita.

Oggi invece sono semplicemente sceso in campo per divertirmi. Mi piace il modo in cui lui vive il campo, mi piace la sua esultanza, mi piace il suo atteggiamento, ma quando sono in campo penso soltanto a me.

Stasera tiferò Portogallo perché c’è Cristiano Ronaldo, ma se perderanno non sarà certo colpa mia.” (sorride).

“Continuerò sempre a guardare le sue partite. Per quanto riguarda me, l’anno scorso ho avuto problemi, quest’anno pure, ma cercheremo di trovare la soluzione migliore anche per il futuro.”

D: Sapevi che sarebbe stata una partita molto intensa da fondo campo. Hai cercato di cambiare qualcosa oppure hai deciso di affrontarla sul suo terreno?

Flavio Cobolli: “Mi sono trovato molto bene. Mi piace giocare scambi lunghi e intensi e oggi mi sono sentito davvero a mio agio nel confrontare il mio tennis con il suo.”

D: Tre anni fa dicevi che odiavi l’erba. È cambiato il tuo rapporto con questa superficie oppure è Wimbledon ad avere qualcosa di speciale? E poi: da dove nasce il termine “cafuddare” che hai usato?

Flavio Cobolli: “Credo che a qualsiasi italiano piacerebbe giocare bene qui. Le settimane passate sull’erba mi sono servite tantissimo. Se fossi arrivato direttamente a Wimbledon probabilmente avrei affrontato il torneo in maniera diversa.

Per quanto riguarda “cafuddare”, deriva dalle mie origini siciliane. È una parola che usano spesso i miei parenti siciliani e mi è rimasta.”

D: Oggi eri sotto 5-2 nel secondo set e poi 2-0 nel terzo. Dove hai trovato le risorse per rimontare?

Flavio Cobolli: “Nel secondo set ho provato semplicemente a continuare a spingere. Poi siamo arrivati al tie-break e secondo me lui ha giocato molto bene.

Sapevo però che la partita era lunga. In incontri come questi ci stanno momenti in cui vai sotto 6-6 oppure perdi due o tre game consecutivi. L’importante era restare lì e continuare a crederci.”

D: Come sarà la tua serata? La classica pasta, partita e gelato? E soprattutto: quali gusti?

Flavio Cobolli: “Cenerò, cucina papà, poi guarderò Portogallo-Spagna e infine gelato: pera e cioccolato bianco.”

D: Lo trovi qui a Wimbledon?

Flavio Cobolli: “Sì, ormai è diventata una tradizione. Abbiamo iniziato così e abbiamo deciso di continuare.” (sorride).

D: Ti senti pronto per traguardi ancora più importanti? E il fatto che tutta l’attenzione sia spesso su Jannik Sinner ti fa sentire un po’ sottovalutato per il percorso che stai facendo?

Flavio Cobolli: “Intanto Alex credo sia un giocatore straordinario. Batterlo oggi mi fa sentire pronto. Vincere in tre set contro un giocatore del suo livello mi ha dato tante risposte e credo le abbia date anche ai miei avversari.

Penso che oggi quasi nessuno si aspettasse una mia vittoria e questa cosa, quando entro in campo, mi dà tantissima forza e tantissima grinta. Sapere di essere considerato così sfavorito mi carica ancora di più.

Alex è un giocatore fortissimo, il livello ormai è altissimo e il margine tra i giocatori è sempre più piccolo. Ho tantissimo rispetto per lui.

Per quanto riguarda Jannik, sì, forse un po’. Però, allo stesso tempo, tutta l’attenzione che c’è su di lui toglie pressione a me e questo mi ha aiutato tanto a stare tranquillo e a concentrarmi solo sul mio percorso, senza sentirmi continuamente giudicato.

Da questo punto di vista è stato un vantaggio. Certo, magari mi piacerebbe che ogni tanto venisse riconosciuto anche qualche merito in più per quello che sto facendo.”