Roland Garros 2026, le parole di Jannik Sinner: “È stato un periodo molto lungo e molto positivo. Sono fortunato a essere in questa posizione”

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Photo Credit - ©Adelchi Fioriti

Da ParigiJannik Sinner arriva al Roland Garros dopo settimane intense, con la necessità di ricaricare le energie ma anche con la consapevolezza di vivere un momento straordinario contornato da tanti successi, inclusi quelli sulla terra di Monte-Carlo, Madrid e Roma. Qualche giorno a casa, poi il ritorno a Parigi per ritrovare ritmo e sensazioni. “Sì, sono stato a casa dei miei genitori per un paio di giorni, sono rimasto lì e sono arrivato (a Parigi, ndr) ieri durante la giornata, quindi ho cercato di recuperare un po’. E sì, sto ancora cercando di recuperare e spero di essere pronto per la prima partita.” 

Sul sentirsi pronto a fare qualcosa di grande anche al French Open: “Sì, voglio dire, spero di sì. È stato un periodo molto lungo ma molto positivo e sono fortunato a essere in questa posizione.” Meglio così che il contrario: “Penso che sia sempre meglio essere nella posizione in cui vinci e inizi a sentirti stanco ma stai comunque molto bene, piuttosto che perdere presto.” Ora serve gestione: Cerco di avere un buon equilibrio negli allenamenti, capire quando spingere e quando no, e sperare di essere pronto per le partite del primo turno.”

Gli avversari, intanto, studiano soluzioni per metterlo in difficoltà. “Sì, tutti cercano di batterti, ma è la cosa più normale, devi essere pronto.” Nei match al meglio dei cinque set cambia tutto: Le partite al meglio dei cinque set sono diverse, ti danno più tempo per capire come battere un giocatore. Anche dopo un inizio complicato si può rientrare: “Anche se parti male, puoi comunque trovare una soluzione.”

Il suo tennis resta guidato dalle sensazioni. “Penso di essere un giocatore che si basa molto sull’istinto e su quello che sente in quel momento. Se sento un colpo, lo gioco.” Senza esitazioni: “Non ci penso due volte.” È così che costruisce le sue scelte, anche quelle più rischiose nei momenti chiave.

Parigi resta un luogo speciale, anche per ciò che ha rappresentato negli anni. “Sì, una sensazione speciale. Come ho detto, è un torneo molto speciale per me ed è migliorato anno dopo anno.” Il legame con il pubblico si sente: Le sensazioni e la connessione con il pubblico sono state molto belle.” Un’energia che può fare la differenza nel corso del torneo.

Infine, il calendario e la gestione delle energie. “Se non giochi un torneo, non è solo una settimana. In pratica stai fermo due settimane ed è tantissimo.” Per questo è importante arrivare pronti: “Devi arrivare qui con un buon numero di partite e con il ritmo gara.” Il resto verrà strada facendo, con un approccio che non cambia: attenzione al presente e zero distrazioni.