Roland Garros 2026, Jasmine Paolini parla ai microfoni in vista dell’esordio

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jasmine paolini
©photo Patrick Boren

Da ParigiJasmine Paolini si riaffaccia al Roland Garros con sensazioni contrastanti, tra una stagione su terra non del tutto convincente e la volontà di alzare il livello proprio nel momento che conta di più. Gli ultimi tornei hanno lasciato segnali incoraggianti, ma serve continuità. “Sì, però sono contenta… alla fine sono stati gli ultimi due tornei, Madrid e Roma, ha giocato meglio e… Ho perso che secondo me contro avversari che possono giocare veramente bene e credo che devo comunque alzare il livello” e proprio da qui riparte la sua Parigi. “Spero di avere la possibilità di farlo qua e il primo turno non sarà un turno facile, perchè la mia avversaria è una vista molto ostica”, riferendosi a Dayana Yastremska che ha di recente vinto il WTA a Parma.

Il momento non è semplice e anche la gestione di ciò che arriva dall’esterno diventa un fattore. Tra critiche e aspettative, Paolini sceglie una linea chiara. Ho smesso di leggere! una frase che racconta più di tante spiegazioni. “No, credo che sia normale che alla fine penso che purtroppo o per fortuna sui social si parla tanto di tennis, no? Quindi a volte positivo, a volte negativo e noi forse non dovremmo essere partecipi a queste discussioni ma avendoci social a volte uno legge e quindi…” Un equilibrio non facile da trovare, soprattutto quando il livello richiesto è sempre più alto.

La consapevolezza però non manca, così come la capacità di analizzare il momento con lucidità. Parla di alzare il livello Jasmine, ma da quale punto di vista ce lo spiega lei. “Secondo me sotto tutti gli aspetti, credo anche mentale. Di tecnico, mentale, fisico anche perché è fondamentale star bene” e il messaggio è chiaro: serve crescita globale. “Secondo me il tennis femminile sta alzando molto il livello e c’è da stare dietro, c’è da stare al passo” con un lavoro quotidiano che deve diventare sempre più preciso e costante.

Il nodo resta quello delle aspettative, cambiate inevitabilmente dopo i risultati importanti. Il 2024 probabilmente l’ho vissuto sempre come una sorpresa stupita delle cose che stavo facendo mentre forse ho iniziato nel 2026 con un po’ più di aspettative e da lì sono arrivate anche qualche difficoltà. “Però è fondamentale, secondo me, capire che può succedere… Ma anche confidare nel proprio livello” perché è proprio da questa fiducia che passa il rilancio.

Infine, anche la gestione del calendario diventa parte del processo di crescita. Mi piace giocare il doppio” ma “se non… non sono in grado di farlo, non lo faccio segno di una giocatrice che oggi sa scegliere. L’obiettivo resta uno: arrivare nelle migliori condizioni possibili, senza forzature, per ritrovare quella continuità che può fare la differenza.