Alina Charaeva è la prima vincitrice del WTA 125 Valle d’Aosta Ladies Open. L’armena, 24 anni, ha conquistato il titolo a Courmayeur superando in finale la tedesca Noma Noha Akugue, al termine di una settimana nella quale ha mostrato continuità, potenza e una notevole capacità di gestire i momenti decisivi. Un successo che arriva in una fase importante della sua carriera, dopo aver già attirato l’attenzione nel circuito internazionale.
Charaeva regina di Courmayeur, Akugue battuta in finale
La finale si è risolta in un’ora e 34 minuti, con Charaeva capace di conquistare un break in ciascun set e di amministrare il vantaggio fino alla vittoria. L’armena ha fatto la differenza grazie alle accelerazioni da fondo campo e a un repertorio di variazioni che ha tolto ritmo e tempo alla tedesca, dotata a sua volta di colpi potenti.
Una prestazione concreta e convincente, in linea con quanto mostrato durante tutta la settimana valdostana. Charaeva ha lasciato per strada soltanto due set: uno negli ottavi contro la ceca Gabriela Knutson e l’altro in semifinale contro la francese Elsa Jacquemot, nella riedizione della finale juniores del Roland Garros 2020.
Il titolo di Courmayeur rappresenta un risultato significativo per la giocatrice armena, che nelle ultime settimane aveva già fatto parlare di sé battendo Elena Rybakina, numero uno del mondo, al China Open. A seguirla in Valle d’Aosta c’era il suo allenatore, lo spagnolo Carlos Martinez Comet, già al fianco di campionesse del calibro di Simona Halep e Svetlana Kuznetsova.
Charaeva guarda avanti: «Una vittoria importante per la prossima stagione»
Durante la cerimonia di premiazione, la campionessa ha espresso soddisfazione per il livello raggiunto nel corso del torneo e per i progressi compiuti anche sul piano della classifica.
«Sono davvero contenta di come ho giocato qui a Courmayeur. Abbiamo fatto dei passi in avanti importanti anche a livello di classifica. Ci voleva davvero questa vittoria, soprattutto in vista dell’inizio della prossima stagione».
Il successo in Valle d’Aosta offre a Charaeva una spinta importante in vista dei prossimi appuntamenti. L’obiettivo è dare continuità ai progressi mostrati nelle ultime settimane e consolidare la propria posizione nel circuito, sfruttando la fiducia conquistata con il titolo.
Una premiazione tra sport, tradizione e ospiti olimpici
La cerimonia conclusiva ha riunito rappresentanti delle istituzioni, partner dell’evento e numerosi appassionati. Sono intervenuti Paola Bergamo, presidente del Centro Studi MB2, Simone Giramondi, responsabile eventi marketing del gruppo Kia Italia, il sindaco di Courmayeur Roberto Rota e l’assessore regionale al Turismo, Sport e Commercio Giulio Grosjacques, che ha consegnato i premi alle finaliste.
Particolarmente originali i riconoscimenti destinati alle due protagoniste: due mucche tatà in ceramica, ispirate ai tradizionali giochi valdostani con rotelle di legno, decorate con fiori sul muso e con la targhetta del torneo. Un omaggio al territorio che ha accompagnato una finale seguita da un pubblico numeroso.
Tra gli spettatori erano presenti anche i campioni olimpici Marco Albarello e Federico Pellegrino, insieme a Lisa Francesca Borrai, giovane atleta che ha partecipato alla sua prima Olimpiade a Livigno nella specialità dello snowboard. Prima dell’ingresso in campo delle giocatrici, spazio anche all’inno di Mameli, interpretato in chiave country da Mikol Frascei, cantante originaria di Saint-Vincent.
Doppio, trionfano Harrison e Hewitt
Il torneo di doppio si è concluso con il successo della coppia statunitense formata da Catherine Harrison e Dalayna Hewitt, che ha superato in due set il duo composto dalla svedese Lisa Zaar e dalla britannica Maia Lumsden.
Si chiude così la prima edizione del WTA 125 Valle d’Aosta Ladies Open, che ha portato a Courmayeur una settimana di tennis internazionale e un tabellone ricco di giocatrici provenienti da diversi Paesi. L’appuntamento è già rinnovato per il prossimo anno, con l’ambizione di consolidare il torneo nel calendario del tennis femminile e rafforzare il legame tra sport e territorio.


















