Coppa Davis 2005: il sogno infranto della Slovacchia, a un passo dalla storia

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Photo by Daviscup.com

Il 20 settembre 2026 la Slovacchia è riuscita nell’impresa di sconfiggere la Grecia di Stefanos Tsitsipas in Coppa Davis, regalando ai propri tifosi una delle vittorie più belle della sua storia nella competizione. La storia della nazionale slovacca è affascinante e merita di essere ripercorsa, tornando a quel 2005 in cui la squadra arrivò a un passo dalla conquista dell’Insalatiera, accarezzando un sogno destinato a infrangersi soltanto nell’ultimo incontro della finale.

Nel 1993, dopo la dissoluzione della Cecoslovacchia, nacquero due nazioni distinte: la Repubblica Ceca e la Slovacchia. La prima aveva dato i natali a illustri tennisti come Ivan Lendl, Martina Navratilova, Jan Kodes, Jaroslav Drobny, Hana Mandlikova e Petr Korda, continuando a esprimere giocatori molto promettenti. La Slovacchia, invece, dovette attendere alcuni anni prima di poter contare su tennisti capaci di raggiungere grandi risultati nel circuito internazionale.

Nel 1998 arrivò un successo inaspettato in Hopman Cup, quando la coppia slovacca formata da Karol Kucera e Karina Habsudova sconfisse la Francia in finale con il punteggio di 2-1, regalando al proprio Paese la prima vittoria in una competizione internazionale. Quattro anni più tardi, la nazionale femminile composta da Daniela Hantuchova e Janette Husarova superò la Spagna per 3-1, conquistando la prima Fed Cup della storia slovacca.

Quel successo segnò anche l’ascesa di Hantuchova, che raggiunse la Top 10 mondiale. Nel 2005, la tennista slovacca contribuì inoltre alla seconda vittoria del suo Paese in Hopman Cup, insieme al compagno di squadra Dominik Hrbaty, al termine di un torneo eccezionale concluso con il successo sull’Argentina. Nel 2000 era arrivata anche l’affermazione della nazionale maschile nella World Team Cup, con la Slovacchia capace di imporsi sulla Russia.

Restava un solo grande obiettivo da raggiungere: la Coppa Davis. La nazionale slovacca, allenata da Miroslav Mecir, vincitore della medaglia d’oro olimpica a Seul nel 1988, si presentò alla competizione nel 2005 con una squadra competitiva. Poteva contare su Dominik Hrbaty, vincitore di sei titoli ATP, oltre che su Karol Kucera, Karol Beck e Michal Mertinak. A Bratislava venne inaugurata la Sibamac Arena, il nuovo impianto destinato a ospitare gli incontri casalinghi della nazionale.

Al primo turno di Coppa Davis, la Slovacchia affrontò la Spagna campione in carica, che schierava Rafael Nadal, Fernando Verdasco, Feliciano Lopez e Albert Costa. Nella partita inaugurale, Beck sconfisse Lopez in tre set per 6-4 7-6 6-3, portando in vantaggio la formazione di casa. Nel secondo incontro, Hrbaty ebbe la meglio su Verdasco in quattro set, avvicinando ulteriormente la squadra alla qualificazione.

Nel terzo e decisivo incontro, Beck e Mertinak conquistarono il punto decisivo dominando il doppio contro Costa e Nadal. La coppia slovacca si impose in tre set, trascinata dal tifo incessante della Sibamac Arena, che faticava a contenere l’entusiasmo per un successo tanto importante quanto inatteso. La Slovacchia aveva eliminato i campioni in carica e poteva continuare a inseguire il proprio sogno.

Nei quarti di finale, i tennisti slovacchi affrontarono l’Olanda in una sfida complicata. Dopo la vittoria di Hrbaty su Sluiter, gli olandesi riuscirono a pareggiare il confronto grazie al successo di Wessels contro Beck. Nel doppio, Mecir schierò nuovamente la coppia formata da Beck e Mertinak, chiamata a contrastare la formazione olandese composta da Haarhuis e Van Gemerden.

Dopo aver perso il primo set, i due slovacchi riuscirono a rimontare, vincendo l’incontro in quattro set. Nella quarta e decisiva partita, Hrbaty completò il capolavoro superando Wessels in tre set e regalando alla Slovacchia la qualificazione alle semifinali. La nazionale continuava così un percorso straordinario, alimentando le speranze di un intero Paese.

Due mesi più tardi, la Sibamac Arena ospitò la semifinale contro l’Argentina di David Nalbandian, Guillermo Coria e Mariano Puerta, una squadra considerata tra le favorite per la conquista del titolo. Lo stadio, completamente esaurito, accompagnò fin dai primi scambi i propri beniamini, spingendoli verso un’impresa che avrebbe avuto un significato storico.

Nella prima partita, contro ogni pronostico, Beck liquidò Coria con il punteggio di 7-5 6-4 6-4, disputando una delle migliori partite della sua carriera e facendo esplodere il pubblico di Bratislava. L’Argentina si affidò allora a Nalbandian, che dopo aver perso il primo set riuscì a vincere i tre successivi con il punteggio di 7-5 7-5 6-3, infliggendo a Hrbaty la sua prima sconfitta in quella edizione della competizione.

Nel doppio, la collaudata coppia Beck-Mertinak riuscì nell’impresa di conquistare un punto fondamentale, imponendosi per 7-6 7-5 7-6 e senza concedere alcuna palla break. I due slovacchi seppero gestire con freddezza i momenti decisivi, vincendo anche i tie-break sul filo del rasoio. Nella quarta partita, Hrbaty fece impazzire i tifosi grazie al successo in tre set su Coria, regalando alla Slovacchia una storica qualificazione alla finale di Coppa Davis.

I tifosi slovacchi non riuscirono a contenere la gioia e i festeggiamenti proseguirono fino a notte fonda per le strade di Bratislava. La nazionale aveva raggiunto un traguardo che, fino a pochi mesi prima, sembrava difficilmente immaginabile. Adesso restava soltanto l’ultimo ostacolo: la finale contro la Croazia.

Ai primi di dicembre, l’inno slovacco risuonò sugli spalti della Sibamac Arena durante la cerimonia d’apertura della finale di Coppa Davis, insieme a quello croato. La Croazia, guidata da Niki Pilic, era anch’essa alla ricerca della sua prima Insalatiera e poteva schierare giocatori del calibro di Goran Ivanisevic, vincitore di Wimbledon nel 2001, Ivo Karlovic, Ivan Ljubicic e Mario Ancic.

Nella partita inaugurale, Ljubicic sconfisse Kucera in tre set con il punteggio di 6-3 6-4 6-3, disputando un incontro impeccabile ed esprimendo il suo miglior tennis. Nel secondo match, Hrbaty non si lasciò condizionare dallo svantaggio e, sostenuto dal pubblico, riuscì a vincere una partita molto combattuta in quattro set, riportando il confronto in parità e infiammando gli spalti della Sibamac Arena.

Nel doppio, Mecir schierò Hrbaty e Mertinak contro Ljubicic e Ancic, coppia che l’anno precedente aveva conquistato la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene. La Croazia riuscì a imporsi per 7-6 6-3 7-6, portandosi nuovamente in vantaggio e mettendo la Slovacchia con le spalle al muro. A quel punto, la quarta partita sarebbe diventata decisiva per mantenere vive le speranze dei padroni di casa.

Hrbaty affrontò Ljubicic consapevole di non poter sbagliare. Lottando per la propria nazione e realizzando punti spettacolari, non risparmiò energie e riuscì a trascinare l’incontro fino al quinto set. Sfruttando una palla break decisiva, il tennista slovacco si aggiudicò la partita con il punteggio di 6-4, riportando il confronto in parità e facendo esplodere ancora una volta l’Arena.

La Slovacchia era a un solo incontro dalla conquista della Coppa Davis. Il pubblico incitò i propri connazionali a completare l’impresa, ma il destino riservò un’amara sorpresa ai padroni di casa. Ancic sconfisse Mertinak con il punteggio di 7-6 6-3 6-4, infrangendo il sogno di tutti i tifosi slovacchi e consegnando alla Croazia la sua prima storica Insalatiera.

L’esito finale non impedì ai tennisti slovacchi di ricevere il giusto tributo per la dedizione e la passione dimostrate durante il loro percorso. La squadra aveva scritto una delle pagine più importanti della propria storia sportiva, portando un’intera nazione a un passo da un traguardo straordinario. La sconfitta in finale non cancellò il valore di un’impresa che rimane ancora oggi un riferimento per il tennis slovacco.

La Slovacchia tornò a vincere una competizione a squadre grazie al successo ottenuto da Hrbaty e Dominika Cibulkova contro la Russia di Marat Safin e Dinara Safina. Per Cibulkova sarebbe arrivato in seguito anche il titolo alle WTA Finals. Quella vittoria rappresentò però, in un certo senso, il canto del cigno della nazionale slovacca, che negli anni successivi non riuscì a ripetere risultati di pari prestigio. Il successo contro la Grecia nel 2026 riaccende ora l’attenzione su una squadra che, forse, potrebbe tornare a far parlare di sé.