Paolini: “Mi sono divertita in campo”. L’azzurra ritrova fiducia e vola agli ottavi di Wimbledon

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Nella foto Jasmine Paolini - ©photo credit Patrick Boren

Jasmine Paolini conquista gli ottavi di finale di Wimbledon con una prestazione convincente e ritrova sensazioni che negli ultimi mesi erano mancate. In conferenza stampa l’azzurra ha parlato della crescita mostrata nel torneo, del prossimo confronto con Alex Eala, del recupero dall’infortunio e della serenità ritrovata in campo.

D: Hai seguito le sorprese che ci sono state oggi nella tua parte di tabellone e, guardando al prossimo match con Alex Eala, come valuti questa sfida?

Jasmine Paolini: “Non guardo il tabellone. So che giocherò contro Eala. Ho visto un po’ della sua ultima partita. Penso che il suo gioco si adatti molto bene all’erba. Ha mostrato un grande livello anche a Berlino e credo che qui sia una giocatrice molto pericolosa. Vedremo come prepareremo il match. L’ho già affrontata a Dubai quest’anno e penso che sarà una partita dura perché, come ho detto, credo che qui possa giocare davvero bene.”

D: È stato bello vederti giocare così oggi e sembrava che ti stessi godendo di nuovo il processo di giocare a quel livello. Gli ultimi mesi non sono stati semplicissimi: come ti sei sentita in questo periodo e come hai fatto a ritrovare la forma?

Jasmine Paolini: “Penso di aver avuto qualche dubbio negli ultimi mesi e questo non mi ha aiutata a esprimermi in campo. Mi sono dovuta fermare un po’ dopo il Roland Garros per recuperare da un infortunio. Sono arrivata qui senza troppe aspettative, ma sono contenta di come ho giocato queste tre partite, perché credo siano state partite difficili e sono riuscita a giocare bene i punti importanti. Oggi ho fatto davvero pochi errori e mi stavo divertendo in campo. È una sensazione bellissima, quando fai la tennista e giochi così.”

D: Una mia amica, guardandoti da lontano, ha detto che le hai ricordato Evonne Goolagong. Hai mai pensato a giocatrici del passato che univano estro e gioia nel giocare?

Jasmine Paolini: “Cerco di giocare con gioia e, quando non ci riesco, il mio tennis ne risente un po’. Però non è facile divertirsi ogni volta che si entra in campo. Credo che la chiave, oggi ma anche nelle ultime due partite, sia stata restare positiva a prescindere dal punteggio, punto dopo punto e game dopo game, ed essere più fiduciosa nel mio gioco.

Questa sensazione di essere sempre presente, sempre concentrata, qualunque fosse il punteggio, mi rende più rilassata e anche più lucida su quello che devo fare tatticamente, sia con il diritto sia con il rovescio. Credo che questo sia il punto.”

D: Non stai giocando il doppio, ti sei ritirata all’ultimo momento. È stata una precauzione legata al piede?

Jasmine Paolini: “Avevo bisogno di un giorno in più per recuperare. Negli ultimi mesi è stata dura con il piede e il mio corpo stava facendo un po’ fatica. Ieri ne abbiamo parlato con il mio team e con Sara e questa è stata la decisione migliore. È stato difficile, perché tengo molto al doppio, ma per oggi era la scelta giusta.”

D: Quando alcune giocatrici cercano di coinvolgere il pubblico dopo un punto, per te è una strategia? Che effetto ti fa?

Jasmine Paolini: “Penso che sia bello che ci siano giocatrici che lo fanno e altre che non lo fanno. Mi piace che ci siano personalità diverse nel circuito. Credo che sia una cosa positiva e che, a volte, anche il pubblico abbia bisogno di questo per sentirsi coinvolto nel match.

Mi piace, purché non sia eccessivo. Penso che faccia bene alle persone, allo sport e qualche volta anche alla giocatrice stessa. Quando sei più nervosa può venirti naturale, senza pensarci troppo. È bello vedere giocatrici diverse che vivono il campo in modo diverso.”

D: Hai giocato contro Eala a Dubai, in una partita molto particolare anche per il fattore pubblico. Quanto valore dai a quel precedente per preparare il prossimo turno? Sei una giocatrice che ama rivedere i vecchi match contro le avversarie?

Jasmine Paolini: “Penso che sia utile averla già affrontata una volta, ma qui è un’altra superficie, anche se Dubai era molto veloce. Credo che guarderò qualche sua partita qui, perché ormai sono passati cinque o sei mesi e lei sta giocando benissimo. Ha un grande sostegno del pubblico. Anche oggi, sul ponte, gridavano il suo nome.

Penso che sia molto bello per il nostro sport coinvolgere sempre più persone nel mondo e credo che lei sia una sorta di stella del nostro sport. Sarà una battaglia dura. Il pubblico ci sarà su ogni punto, ma questo è lo sport. Mi piace molto giocare anche in situazioni del genere e spero che ci saranno anche tanti italiani.”

D: Prima dell’inizio del torneo, raggiungere la seconda settimana, gli ottavi di finale, era un sogno, un obiettivo che ritenevi possibile o cos’altro?

Jasmine Paolini: “Non ci pensavo molto ed ero molto concentrata sul primo turno, che già mi sembrava difficile. Vengo da mesi complicati e la scorsa settimana a Eastbourne non avevo giocato una buona partita. Per questo ero molto focalizzata sull’esordio, che secondo me poteva essere già una sfida difficile.

Adesso sono arrivate tre vittorie e sono contenta, anche perché sono state tre partite molto diverse tra loro. Però non era un obiettivo a cui stessi pensando in modo particolare prima del torneo.”

D: Dalla tribuna ho visto due cose: il diritto e il sorriso. Li hai sentiti anche tu in campo?

Jasmine Paolini: “Sì, oggi è andata bene. Oggi, se non sorrido oggi… Il diritto è frutto del lavoro. Credo che stare qui da qualche giorno e aver già vinto due partite aiuti a trovare le giuste sensazioni.

Oggi mi sentivo bene in campo, ho sbagliato poche palle, ero presente mentalmente e mi sono divertita. Quando succede tutto questo è normale divertirsi. È stata davvero una buonissima partita.”

D: È il primo torneo dell’anno in cui vinci tre partite consecutive. Al di là delle sensazioni positive, senti che sia cambiato qualcosa?

Jasmine Paolini: “Ho la sensazione che, quando sto così mentalmente e fisicamente, le cose buone possano arrivare. Poi possono anche non arrivare, perché ci sono le avversarie e non tutti i giorni sono uguali. Oggi è stato un giorno particolarmente positivo, domani chissà.

Però questo è il modo giusto di stare in campo e farò di tutto per mantenerlo. Se riesco a conservare questo atteggiamento, so che le opportunità arriveranno. Se invece perdo questo livello di attenzione e questo approccio, tutto diventa più difficile.

L’obiettivo è proprio questo: scendere in campo con questo stato d’animo e con questo focus. Poi il resto può arrivare di conseguenza.”

D: Per gli ottavi arriveranno i tuoi genitori o qualcuno della famiglia?

Jasmine Paolini: “Non lo so, non credo. Non ho ancora sentito nessuno, quindi non saprei.”

D: Le WTA Finals si giocheranno a Indian Wells. Tu hai disputato le ultime due edizioni in Arabia Saudita. Che messaggio dà, secondo te, questo cambiamento? E cosa significa per le giocatrici tornare negli Stati Uniti dopo la tournée asiatica?

Jasmine Paolini: “Secondo me ci sono state ragioni più importanti. Per quello che è successo in Medio Oriente all’inizio dell’anno, la WTA ha preso questa decisione perché la situazione era diventata piuttosto delicata.

Indian Wells, dall’altra parte, ospita già uno dei tornei migliori del circuito e l’organizzazione sarà sicuramente all’altezza. Per quanto mi riguarda, al momento siamo ancora lontane dalla qualificazione sia in singolare sia in doppio, ma penso che Indian Wells sia un posto molto bello dove disputare le WTA Finals.

Al di là del fatto che le giocatrici arriveranno dalla tournée asiatica, credo che Indian Wells sia una sede che piace praticamente a tutte.”