Berrettini-Arnaldi, derby storico al Roland Garros: chi vince va in semifinale

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foto credit ©Marta Magni Images

Il derby italiano tra Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi arriva nel punto più alto possibile: un quarto di finale Slam, sulla terra del Roland Garros, con una semifinale da inseguire e una certezza già scritta. L’Italia avrà un suo giocatore tra i migliori quattro a Parigi.

Berrettini e Arnaldi non si sono mai affrontati, e forse anche per questo la partita ha un fascino particolare: due carriere diverse, due modi differenti di stare in campo, due percorsi che si incrociano nel momento più importante. Da una parte Matteo Berrettini, numero 105 del mondo, dall’altra Matteo Arnaldi, numero 104: è il primo derby italiano nei quarti di finale maschili di uno Slam dopo quello vinto da Sinner contro Musetti allo US Open dello scorso anno.

Berrettini è tornato nei quarti di uno Slam per la prima volta dagli US Open 2022. A Parigi mancava dal 2021, quando si spinse proprio fino ai quarti, e il suo torneo ha già dentro una pagina pesante: la vittoria contro Comesana, chiusa dopo 5 ore e 13 minuti salvando anche due match point. Prima aveva battuto Fucsovics e Rinderknech, poi ha superato Juan Manuel Cerundolo per prendersi un posto tra gli ultimi otto.

Il dato che accompagna Berrettini è forte: con una vittoria diventerebbe il 27° uomo dell’Era Open a raggiungere la semifinale in tutti e quattro gli Slam e il quinto giocatore in attività a riuscirci dopo Alcaraz, Cilic, Djokovic e Sinner. Sarebbe anche il terzo italiano di sempre con almeno quattro semifinali Slam, dopo Sinner e Pietrangeli.

Arnaldi, invece, sta vivendo il torneo della vita. È al primo quarto di finale Slam e ci arriva dopo aver passato 17 ore e 42 minuti in campo: è il tempo più lungo mai registrato per raggiungere un quarto di finale Slam da quando l’ATP tiene il dato, dal 1991. Ha battuto Griekspoor, si è preso la rivincita su Tsitsipas, ha piegato Collignon al quinto e poi ha firmato un’altra rimonta durissima contro Tiafoe.

È un derby italiano, ma anche qualcosa di più. Il vincitore entrerà comunque in una pagina storica per il nostro tennis, con la possibilità di diventare il sesto azzurro dell’Era Open in semifinale al Roland Garros. Non è soltanto una partita tra due Matteo: è una porta aperta sulla storia.