La partita che cambia il volto del Roland Garros 2026 passa anche dalle parole del dopo. Joao Fonseca batte Novak Djokovic in cinque set, 4-6 4-6 6-3 7-5 7-5, e firma una rimonta che il serbo accetta con grande lucidità. Djokovic non cerca alibi, non scarica la sconfitta su un dettaglio e riconosce subito il valore dell’avversario: “È stata una partita incredibile da giocare. Ovviamente per me è dura perdere dopo essere stato avanti due set a zero, ma grande merito a Joao: ha davvero meritato di vincere”. Secondo Novak, il brasiliano è stato superiore proprio dove la partita pesava di più: “È stato il giocatore migliore nei momenti importanti, nel quarto e nel quinto set. Ha trovato colpi incredibili, sulle righe. È stato straordinario da parte sua”.
Djokovic, però, non considera la sua prestazione negativa. Anzi, dopo tre mesi segnati dall’infortunio e con un rientro praticamente diretto su una superficie esigente come la terra battuta, il serbo rivendica un livello alto: “Non credo di aver fatto troppe cose sbagliate nel mio gioco. È solo che lui è stato migliore”. Il passaggio più duro arriva quando Novak parla della condizione fisica nel finale: “Sarebbe stato bello se fosse stata al meglio dei tre set, ma non lo è. Ho finito la benzina, a essere onesto. Non mi sentivo affatto bene in campo nei set successivi”.
La grande occasione, per Djokovic, è stata sul 4-3 del quarto set, con due palle break: “Quella è stata la mia chance migliore. Lui però ha giocato punti davvero buoni, attaccando e servendo forte”. Anche nel quinto Novak individua un momento preciso, il servizio perso sul 3-1, ma continua a dare merito a Fonseca: “Ogni volta che c’era un momento decisivo, lui ci andava. Ha giocato un tennis ‘lights-out’”. E sulle tre ace del brasiliano nel game che lo ha riportato dentro la partita, Djokovic si arrende all’evidenza: “Cosa puoi fare? L’unica cosa che puoi dire è: bravo. Tutto qui”.
Il serbo ha anche raccontato il saluto a rete: “Mi sono congratulato con lui, gli ho detto che meritava di vincere, che aveva giocato una partita incredibile e che doveva essere orgoglioso”. Poi il giudizio sul futuro del brasiliano: “Ha potenziale, talento, potenza. Ha l’intera nazione brasiliana che lo sostiene. Spero possa essere la prossima grande cosa e vincere Slam”. Sul proprio futuro al Roland Garros, invece, Djokovic lascia tutto sospeso. Alla domanda se tornerà il prossimo anno risponde soltanto: “Non lo so”.
Fonseca, dall’altra parte, vive la serata come un passaggio enorme della sua giovane carriera. Anche lui parte dal rispetto per Djokovic: “Per me condividere il campo con lui è stata un’esperienza incredibile”. A fine partita Novak gli ha fatto i complimenti anche in portoghese: “Mi ha detto qualcosa come ‘parabéns’, che significa congratulazioni. Mi ha detto di continuare così e buona fortuna”.
Il brasiliano è sincero nel raccontare i primi due set: “In realtà non credevo nemmeno in me stesso. Era dura giocare contro di lui con quel caldo. Mi stava distruggendo”. Fonseca spiega che ogni soluzione sembrava inutile: se tirava forte, la palla tornava più forte; se alzava la traiettoria, Djokovic rispondeva con smorzate e aggressività. La chiave è stata restare lì, senza guardare troppo lontano: “Sono rimasto concentrato punto dopo punto. Non pensavo che avrei dovuto vincere altri tre set. Mi dicevo solo: resta lì, resta lì”.
Dal terzo set cambia qualcosa. Fonseca sente Djokovic più stanco e trova speranza: “Quando ho vinto il terzo set ho iniziato a crederci un po’”. A livello tattico, il brasiliano racconta di aver risposto più profondo, di essere stato più aggressivo ma con margine, costruendo meglio i punti. Ha capito che contro Djokovic non basta colpire forte: serve reggere il ritmo, scegliere meglio e non uscire mentalmente dalla partita.
Il quinto set, però, non è più solo tennis. Fonseca lo dice senza cercare frasi perfette: “Il quinto set è stato tutto cuore. Non riuscivo nemmeno a pensare, cercavo solo di andare avanti”. E in quel cuore c’è anche il pubblico brasiliano, presente, rumoroso, decisivo nel tenerlo dentro alla battaglia: “Il loro supporto ha significato molto per me, per continuare a credere e a lottare”. Per ora Joao non guarda oltre: è il suo primo ottavo di finale in carriera e vuole godersi il momento. Ma dopo una notte così, il Roland Garros ha un nome nuovo da seguire con occhi diversi.

















