Parlare di crisi, per una giocatrice seconda in classifica generale, quarta nella race e mai eliminata in stagione prima dei quarti di finale, potrebbe sembrare eccessivo. Se però la tennista in questione, già cinque volte campionessa slam, nonché numero uno del mondo ed a tratti dominante non conquista un titolo da quasi un anno, un campanello d’allarme da qualche parte deve pur essere suonato. Neanche il collega Casper Ruud, sceso poco prima vittoriosamente in campo con Daniil Medvedev, è rimasto indifferente al volto nascosto nell’asciugamano di Iga Swiatek, tanto da sentirsi in dovere di inviarle un incoraggiamento a mezzo social, invitandola a “tenere la testa alta”.
Solo da giovanissima (nel lontano 2019, per mano di Simona Halep a Parigi), la fuoriclasse di Varsavia aveva subito una sconfitta più pesante sull’amata terra rossa di quella ricevuta nella semifinale del Mutua Madrid Open: 6-1 6-1 il punteggio con cui Coco Gauff, estromettendo la detentrice del titolo in poco più di un’ora, per la prima volta ha raggiunto l’ultimo atto del WTA 1000 spagnolo. Undicesima finale in carriera per la ventunenne di Delray Beach, la prima di una stagione fin qui complicata, iniziata bene grazie alla conquista della United Cup con il Team USA ma che, dopo i quarti di finale raggiunti a Melbourne, prima di atterrare in Spagna l’aveva vista uscire sconfitta in cinque degli ultimi dieci match disputati.
A contenderle il titolo sarà la numero uno del mondo Aryna Sabalenka, uscita vittoriosa (per la quinta volta in sei scontri diretti) per 6-3 7-5 dal confronto con una Elina Svitolina reduce da nove vittorie consecutive (undici, considerando anche la Billie Jean King Cup) tra cui il trionfo a Rouen. Sesta finale del 2025 per la campionessa di Minsk, che proverà così a regalarsi il ventesimo titolo della carriera in vista del ventisettesimo compleanno (che, probabilmente già a Roma, festeggerà il 5 maggio) nel torneo che già l’ha vista trionfare in due occasioni (2021, 2023).
Nella prima semifinale, subito concentrata e determinata Gauff ha costretto la campionessa in carica ai vantaggi grazie a due vincenti giocati in lungolinea (il primo di rovescio, l’altro di dritto). Con un ace al centro e la successiva volée ben eseguita dopo aver condotto lo scambio dal lato sinistro, Iga è riuscita però a salvare il turno inaugurale al servizio. Un primo game di buona qualità che sembrava presagire un match di livello, degno del rango delle due protagoniste. In realtà, dopo il cambio di campo, Swiatek ha iniziato rapidamente a sgretolarsi. Nel terzo gioco (nonostante che Gauff l’avesse graziata auto annullandosi la prima chance di break affossando in rete il rovescio su una seconda della polacca), l’ex numero uno del mondo non è riuscita a difendersi a rete da un passante tutt’altro che irresistibile del talento di Delray Beach, perdendo sé stessa prima che la battuta.
Un’inspiegabile rottura prolungata consumatasi sotto gli occhi dell’incredulo pubblico del Manolo Santana Stadium, che ha assistito in silenzio all’ininterrotta serie di errori della cinque volte campionessa slam. Undici game persi consecutivamente in cui la fuoriclasse di Varsavia, in confusione crescente, ha faticato a trovare il campo, senza cercare soluzioni alternative, senza provare ad allungare gli scambi, senza trovare risposte alle inquietudini esternate verso un angolo (il suo, presidiato dal coach Fissette e dalla mental Abramovicz con ruoli sempre più difficili da definire) ammutolito e teso. Sotto 6-1 5-0 Swiatek ha evitato il bagel. Poi, dopo un applauso quasi liberatorio del pubblico, Gauff si è presa la comunque meritata scena, conquistando l’accesso alla finale con una gran prima al centro preceduta da un ace esterno da destra: 6-1 6-1 in appena 64 minuti.
Reduce da due successi consecutivi negli scontri diretti con la polacca classe 2001 (nonostante le undici sconfitte complessive nei quattordici precedenti contro Iga), Coco ha avuto il merito di approcciare il match con aggressività, di tenere sempre salda la presa sulla partita, di gestire con margine quando era più opportuno, di non distrarsi anche quando l’avversaria sembrava non avere altre intenzioni se non quella di rientrare rapidamente negli spogliatoi. Un successo che ne ha sancito la ritrovata competitività su una superficie che forse non sarà mai la sua preferita, ma che è stata in grado di regalarle il secondo titolo nel circuito WTA (Parma, 2021) e la prima finale slam (Parigi, 2022) in carriera.
All’ultimo atto troverà la numero uno del tabellone, con cui è avanti cinque a quattro nei precedenti. Nella seconda semifinale che ha chiuso la giornata del combined event madrileno, pur senza esprimere il suo miglior tennis, Aryna Sabalenka ha avuto ragione in due set di Elina Svitolina con il punteggio di 6-3 7-5 maturato in 1 ora e 32 minuti. Nella superfice a lei più congeniale, la due volte regina di Roma (2017, 2018) originaria di Odessa con la consueta abilità in fase difensiva ha cercato a lungo di restare ancorata al match, riuscendo in entrambi set ad impedire alla leader del circuito WTA di scappare.
Eppure, anche dopo i contro break subiti, quando è stato il momento di accelerare, Sabalenka ha trovato nell’efficacia del servizio e nella potenza e profondità dei propri colpi la soluzione per piegare la resistenza della ex numero tre del mondo. Come quando nella seconda partita, dopo essersi fatta agganciare sul cinque pari nel game in cui stava servendo per il match, di forza ha infilato un parziale di otto punti a due che ha chiuso le ostilità. Nell’ultimo confronto avuto con Gauff (WTA Finals 2024) ad avere ragione era stata l’americana, così come nell’unico precedente giocato su terra (a Roma, nel 2021). Non ci sarà quindi la rivincita con Swiatek che l’aveva sconfitta lo scorso anno. Ma quella di sabato con Coco sarà lo stesso una gran finale.
WTA 1000 Mutua Madrid Open – Semifinali
[4] C. Gauff b. [2] I. Swiatek 6-1 6-1
[1] A. Sabalenka b. [17] E. Svitolina 6-3 7-5


















