Mark Philippoussis: virtuosismi di gioco

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L’Australia è una delle nazioni che ha dato i natali ai più grandi tennisti di sempre. Gli anni ’50 e ’60 sono stati dominati da Ken Rosewall, da Roy Emerson e dal mancino Rod Laver e agli inizi degli anni ’70 John Newcombe ha vinto numerosi Us Open, Australian Open e Wimbledon sia in singolare che in doppio.

Nel 1987 Pat Cash sorprese tutti a Wimbledon sconfiggendo in finale Ivan Lendl, impedendo al tennista ceco di conquistare l’unico grande trofeo mancante nel suo palmares. Dopo quasi dieci anni di digiuno di vittorie, nel 1997, un altro australiano tornò a vincere un torneo del grande slam. Infatti Pat Rafter conquistò lo Us Open grazie al suo amabile serve and volley. Sicuramente il pubblico australiano non si sarebbe mai immaginato di vedere come  protagonisti della finale dello Us Open dell’anno successivo due compatrioti. Uno dei protagonisti della finale del 1998 era Pat Rafter, il campione in carica, mentre il suo avversario era un giovane ventiduenne di nome Mark Philippoussis, nato a Melbourne da padre greco e da madre italiana.

Philippoussis aveva precedentemente vinto cinque tornei Atp ed era conosciuto per il suo potente servizio e per il suo spettacolare dritto con cui riusciva a chiudere il punto dopo intensi scambi da fondo campo. Il raggiungimento della finale da parte di Philippoussis era più che meritato se analizziamo le partite giocate nel corso di quel torneo. Nel primo turno non aveva concesso neanche un set al tennista norvegese Ruud, padre del giovane promettente Casper Ruud. Philippoussis aveva dimostrato una grande forza mentale e solidità anche negli incontri successivi, sconfiggendo Laureau e Arnold Ker. 

Gli appassionati di tennis cominciarono ad amarlo nel quarto turno, dove nonostante la sconfitta nel secondo set per 6-0, sconfisse Tim Henman in quattro set. I quarti di finale furono ancora più emozionanti e lo videro coinvolto in una partita molto combattuta contro Thomas Johansson, culminata al tie break del quinto set, conclusosi 12-10 a favore del tennista australiano.

In semifinale Mark Philippoussis fu autore di un’altra impresa, eliminando Carlos Moya, il vincitore del Roland Garros. Philippoussis avrebbe affrontato in finale il detentore del titolo, Pat Rafter.  Gli australiani furono indecisi su quale dei due tennisti sostenere. La prima parte del match fu molto equilibrata. Dopo che Rafter si aggiudicò il primo set per 6-3, Philippoussis replicò immediatamente, vincendo il secondo set con lo stesso punteggio, dimostrando che la partita era ancora aperta.

Sfortunatamente per Philippoussis fu il canto del cigno, perché nei successivi due set conquistò solo due games, assistendo al trionfo del suo connazionale, incensato dal pubblico. Un anno più tardi però gli australiani acclameranno il nome di Philippoussis nella finale di Coppa Davis tenutasi a Nizza. Il giovane infatti sconfisse Grosjean e Pioline in entrambi i singolari, consegnando di fatto la coppa alla sua nazione, che aspettava quel trofeo da molti anni.

Nel periodo successivo Philippoussis non riuscì a raggiungere gli alti livelli che tutti i tifosi si aspettavano a causa degli innumerevoli infortuni al ginocchio. Ormai la sua carriera sembrava compromessa e tutti si aspettavano il suo ritiro dal tennis. Il pubblico australiano sembrò averlo dimenticato dopo aver assistito alle vittorie di Hewitt allo Us Open nel 2001 e a Wimbledon nel 2002.

Secondo molti australiani il ritiro di Philippoussis sarebbe potuto avvenire nel 2003, ma furono costretti a cambiare idea assistendo all’edizione di Wimbledon di quell’anno. Nei primi turni del torneo il tennista australiano non sembrò trovare difficoltà, sconfiggendo Zabaleta, Saulnier e Stepanek. L’operazione al ginocchio sembrava riuscita e il tennista non sentiva alcun dolore. 

Negli ottavi di finale c’era Andre Agassi ad attenderlo. Il tennista americano aveva vinto quell’anno l’Australian Open e sembrava aver ritrovato la grinta e il talento che avevano contrassegnato la sua carriera. Nessuno avrebbe mai creduto che Philippoussis, appena rientrato dall’infortunio, avrebbe potuto sconfiggere Agassi. Contro ogni pronostico il tennista australiano, dopo aver perso il terzo set al tie break, riuscì a riprendersi e a strappare due breaks decisivi nei successivi due set, vincendo l’incontro al quinto set.  Un’altra epica rimonta fu effettuata da Philippoussis nei quarti di finale ai danni di Alexander Popp. 

Dopo aver perso i primi due set, il tennista australiano mantenne il suo sangue freddo e vinse i tre set successivi, l’ultimo col punteggio di 8-6. Il pubblico cominciava ad entusiasmarsi e a credere in una possibile vittoria di Philippoussis. Nella semifinale contro Grosjean non lasciò alcun margine al suo avversario, poiché era semplicemente impossibile strappargli il servizio. 

Il talento di Melbourne vinse in tre set, di cui solo uno fu combattuto e si concluse al tie -break. Il nome di Philippoussis echeggiava sugli spalti in attesa della finale che lo avrebbe visto contrapposto a un giovane tennista svizzero: Roger Federer. Il primo set fu molto equilibrato, poiché ciascun giocatore mantenne il proprio turno di servizio fino al tie-break. Il tennista australiano dopo aver effettuato il suo servizio scendeva a rete e chiudeva il punto con delle volèe molto angolate o con lo smash. Nonostante Philippoussis coprisse molto bene il campo quando scendeva a rete, Federer riusciva a passarlo col suo rovescio a una mano o con uno dei suoi dritti molto stretti in diagonale.

Celebre fu il punto durante il tie break in cui Philippoussis, dopo aver colpito violentemente la palla nella diagonale di dritto, rispose al dritto di Federer e al termine del lungo scambio, assistette impassibile al dritto vincente anomalo dello svizzero, imprendibile per chiunque. Fu un minibreak decisivo, che consentì a Federer di servire sul punteggio di 6-5. Il tennista australiano, non potendo più contare sul suo servizio decisivo, rispose molto forte sulla seconda di servizio di Federer cercando un vincente, ma tirò fuori dal campo, consegnando di fatto il set allo svizzero. Philippoussis, deluso dalla conclusione del  tie-break, conquistò appena  due games nel set successivo. Nel terzo set il gigante di Melbourne trascinò l’avversario fino al tie-break, illudendo il pubblico di assistere a un’altra delle sue rimonte.

Il tennista australiano, una volta conquistata la rete, parava i potenti colpi dello svizzero, conquistando il punto, ma la maggior parte delle volte realizzava aces, effettuando servizi molto potenti e angolati, imprendibili perfino per Federer. Nel tie-break  Mark conquistò solo tre punti, assistendo ancora una volta al trionfo dell’avversario. L’edizione di Wimbledon del 2003 fu il primo di una lunga serie di successi della leggenda del tennis svizzera. Sarebbe stato un finale commovente la vittoria di Philippoussis a Wimbledon dopo la sua operazione al ginocchio.

L’Australia si consolò con la vittoria in Coppa Davis in quell’anno, dove Philippoussis fu ancora una volta il protagonista, sconfiggendo Juan Carlos Ferrero al quinto set col punteggio di 6-0. L’Atp decise di premiarlo a fine stagione nella categoria “miglior ritorno dell’anno” . Dopo tre anni vinse il suo undicesimo torneo Atp al “Tennis Hall of Fame” di Newport, la dimora delle leggende del tennis, dove senz’altro  anche il suo nome meriterebbe di comparire