US Open 2019, finale da pazzi: Nadal batte un fenomenale Medvedev in 5 set e dopo quasi 5 ore. Quarto titolo a New York, 19esimo Slam a meno uno da Federer.

Us Open 2019, la finale – 19 come le cifre di quest’anno segnato ancora dalla diarchia Rafa-Nole, 19 come gli Slam dello spagnolo, 19 come gli anni che aveva quando vinse il primo Slam nel lontano 2005.

Pochi se non nessuno, dopo quella sorprendente vittoria al Roland Garros su Mariano Puerta, avrebbero potuto prevedere che quel ragazzino tredici anni dopo avrebbe celebrato il suo 19esimo Major e il suo quarto US Open.

Di cose sorprendenti Nadal nella sua carriera ne ha fatte un’infinità e la partita di oggi è da ascriversi a questa lista. Dopo un tabellone agevole -ma del resto non è colpa sua se tutti i possibili spauracchi presenti sulla sua strada (Kokkinakis ritirato senza giocare, Verdasco rimontato da Chung, Zverev scherzato da Schwartzman, Kyrgios sorpreso da Rublev e Rublev sorpreso da Berrettini) si siano dissolti nel vento- la finale è stato lo scoglio più grande.

Un match strepitoso ed emozionante, pieno di alti e bassi, che se da una parte aggiunge ulteriore prestigio alla carriera di un campione assoluto, dall’altra battezza un fenomeno che nei prossimi anni potrebbe diventare davvero dominante. 7-5 6-3 5-7 4-6 6-4 dopo quattro ore e cinquantuno minuti di gioco il risultato finale.

Daniil Medvedev, 23 anni da Mosca, ha un gioco tutto suo, personalità da vendere e un QI di gran lunga superiore alla media dei suoi colleghi; ma non solo: oggi ha dimostrato una volontà di ferro, un fisico da iron-man e una resilienza fuori dal comune. Sotto di due set e un break non si è arreso, ha rimontato e ha deposto le armi solo quando le forze e la lucidità sono venute meno, ovvero solo dopo quattro ore e mezza di gioco intensissimo.

Arrivava dopo un’estate da protagonista e un torneo incredibile che lo aveva visto vincere partite già perse, litigare col pubblico americano e sciorinare un tennis eccezionale. Oggi non era il beniamino dell’Arthur Ashe, ma si è guadagnato il rispetto e l’ammirazione di tutto il mondo del tennis.

Lottatissimo il primo parziale, durato più di un’ora e giocatosi sul filo del rasoio. Il russo ha provato a mischiare le carte, prima provando a giocare il suo tennis difensivo, poi tentando un gioco più aggressivo e vario. Rafa si è trovato davvero in ambasce, ma sul 6-5 la spuntava lavorando ai fianchi il russo che sul secondo set point contro veniva chiamato a rete e superato con un lob.

Medvedev dapprima sembrava non accusare il colpo, ma vistosi annullare una palla break in apertura di secondo set, cedeva il servizio sul 3-2 dopo che aveva già sofferto le pene dell’inferno per mantenere i due turni di battuta precedenti. Bastava questo break a Nadal per incamerare anche il secondo parziale.

Nel terzo Rafa andava ancora avanti di un break e sembrava il prodromo ad una rapida conclusione, ma Medvedev non si dava per vinto, riequilibrava la situazione e sul 4-4 salvava due palle break esiziali con coraggio e una resistenza commovente. E come se non bastasse, entrava in una sorta di trance agonistica in cui decideva di tirare ogni palla a tutto braccio sulle righe e grazie a questa tattica riusciva strappare il servizio a Nadal e vincere il set per 7 giochi a 5.

Nel quarto Medvedev continuava a sparigliare le carte per confondere l’avversario e far fronte all’inevitabile stanchezza, giocando un tennis istintivo ed aggressivo, condito da parecchi serve and volley, tattica usualmente aliena al russo.

Sul 5-4, da 40-15 Nadal si faceva rimontare e concedeva un set point al moscovita che si inventava una strepitosa risposta di rovescio all’incrocio delle righe. Incredibile ma vero, si andava al quinto.

Rafa nel primo game riusciva ad annullare tre palle break e sul 2-2 era lui a togliere il servizio ad un sempre più stremato Medvedev, che perdeva anche il turno di battuta successivo. 5-2 e Rafa che serviva per il match: finita? Macché, Daniil giocava a tutto braccio e otteneva il break grazie ad un doppio fallo di Nadal, arrivato dopo un time violation fischiato sonoramente dal pubblico. Sul 5-3 Medvedev annullava due match point, uno con un rovescio lungolinea, il secondo con un servizio vincente.

Tutto rimandato al 5-4: Rafa non metteva una prima e si trova 30-40. Annullava la palla break spingendo col diritto, poi si inventava un drop shot imprendibile. Lo spagnolo serviva quindi una prima sul diritto di Medvedev che spediva la risposta fuori di metri. Dopo 4 ore e 51 minuti di gioco Nadal è campione degli Us Open 2019.

Partita strepitosa, sia per qualità di gioco che per pathos. Si sono visti scambi lunghi e duri, serve and volley, recuperi eccezionali e strategie di gioco che sono mutate più volte nel corso del match, sia da una parte che dall’altra.

Rafa ha vinto di esperienza, di testa, di fisico e di grinta. L’impressione è che a Medvedev basti ancora pochissimo per vincere partite come questa e primeggiare a lungo.

Per stasera però a sollevare il trofeo è Rafa Nada. Si porta a meno uno nel computo Slam da Federer, che forse stasera rimpiangerà ancora di più quei due match point sprecati a Wimbledon.

La lotta tra i più forti giocatori della storia continua.

 

US OPEN 2019 FINALE UOMINI

[2] R. Nadal b. [5] D. Medvedev 7-5 6-3 5-7 4-6 6-4

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