Classifiche ATP: l’Italia c’è sempre di più. Ora restiamo nel sogno e viviamolo a lungo

Dopo le gioie (Fognini) e i dolori (Cecchinato) del post-Roland Garros, la partenza col botto della stagione sull’erba ci fa nuovamente volgere lo sguardo alla classifica mondiale per sognare ad occhi aperti. Il successo di Matteo Berrettini a Stoccarda continua il 2019 da sogno del tennis italiano maschile (quarto titolo di stagione con tre giocatori diversi) e ci proietta verso Wimbledon, luglio su terra e l’estate americana fino agli US Open con malcelate aspettative almeno per i nostri due top players. Aspettando lo sbocciare della NextGen italiana e il ritorno di Cecchinato ai livelli di classifica dello scorso anno, se il palermitano si sbloccasse sul duro.

Tacere e rifugiarsi in gesti apotropaici o abbandonare timide scaramanzie e osare pronostici, peraltro corroborati dai numeri? Visti gli effetti benauguranti dell’articolo di inizio aprile su Fabio Fognini, sfidiamo di nuovo la Dea Bendata e proiettiamoci fino all’ultimo Slam americano con analisi e speranze.

Come nello scorso articolo, si analizzerà il ranking attuale (stavolta allargato alla top 30) dopo i tornei ATP 250 di s’Hertogenbosch e Stoccarda e aggiornato decurtando i punti da difendere fino a Wimbledon e agli US Open.

Fognini e la top10

Il precedente articolo è stato foriero di successi per Fabio Fognini: grazie all’exploit di Monte-Carlo e all’oculata gestione della stagione su terra, il ligure si è ripreso il primato italiano, ha centrato la top10 e il primo successo italiano in un Masters 1000, avvicinandosi a un solo titolo dal record assoluto italiano di Adriano Panatta. Alla seconda settimana da top10, Fabio deve assicurare un briciolo di rendimento a Wimbledon per rimanere nell’Olimpo dei migliori. Le cambiali pesanti e le incognite sulla forma di Anderson e Isner (il primo rientrante questa settimana al Queen’s, il secondo ancora fermo ai box dopo la finale di Miami) tengono lontani il finalista e uno dei semifinalisti dello scorso anno a Church Road. Stesso discorso sulla forma fisica riguarda altri due “big” usciti dalla top10, del Potro e Cilic, che da domani saggeranno la loro condizione al Queen’s. Coric, che questa settimana gioca a Halle ma deve scontare i 500 punti della vittoria di un anno fa, rimane a quasi 600 punti da Fabio nella teorica classifica decurtata dei punti fino a Wimbledon. A meno di exploit di Wawrinka (o Raonic?), non dovrebbero esistere altri contendenti in lizza per la top10 a fine Wimbledon. Se Fognini c’è, che batta un colpo e si presenti ancora da top10 alla mini stagione su terra, dove dovrà difendere i 500 punti di Båstad e Los Cabos. Anche qualora racimolasse pochi punti a luglio, Fabio volerà in America con una analoga situazione favorevole per i punti da difendere rispetto ai soliti noti (Anderson, Isner, Cilic e del Potro, in ordine di classifica decurtata dei punti fino agli US Open). I contendenti più pericolosi per la top10 (intendendo le posizioni dalla 8 alla 10) diventano quindi i russi Khachanov e Medvedev – il primo in ripresa (forse), il secondo alla ricerca di risultati dopo l’ottimo inizio anno – e il NextGen Auger-Aliassime per quanto mostrato recentemente su terra. Attendersi Fognini ancora in top10 a metà settembre è un sogno tutt’altro che proibito.

Berrettini, la top20 e… oltre

Molto è stato scritto su Matteo Berrettini in questi ultimi tempi. Se l’allievo di Santopadre continuerà la (velocissima) maturazione mentale di questo anno – fisicamente fa già paura – ne vedremo delle belle. A soli 23 anni e tre titoli su quattro finali, il romano è ai piedi della top20, che rimane il suo obiettivo dell’estate. Osservando le classifiche “decurtate”, la schiera dei contendenti in una situazione simile a Berrettini (cioè con meno di 100 punti da difendere fino a Wimbledon e meno di 400 punti da difendere fino agli US Open) è ampissima. Berrettini ha però mostrato di essere uscito dalla natia terra e sapersi adattare all’erba. Le physique du rôle per esplodere anche sul cemento c’è già: sognare non costa nulla. Obiettivo top20 ma con un occhio lassù, dove volteggiano i Fab3 e i semi-dei greci e teutonici.

Shares