US Open, day 5: laNext Gen prova il colpaccio, Nadal ed Anderson respingono la minaccia.

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di Adelchi Fioriti

Quinta giornata agli Us Open 2018 e match di terzo turno nella parte alta del tabellone. Tutti i favoriti passano il turno ma i riflettori sono tutti per il russo classe ’96 Karen Khachanov e per il canadese, classe ’99, Denis Shapovalov.

Il primo, in un incontro bellissimo ed emozionante ha sfiorato l’impresa di battere Rafael Nadal, testa di serie n.ro 1 e detentore del titolo. Quattro set intensissimi in 4 ore e 22 di gioco come riassume in conferenza stampa il giocatore spagnolo: “E’ stata davvero una partita difficile, sia mentalmente che fisicamente  – ammette Nadal -. Khachanov ha giocato davvero bene, è un giocatore giovane e sta migliorando ogni volta che lo vedo. Devo fargli i complimenti, perché per più di quattro ore ha giocato una grandissima partita mettendomi in difficoltà. Per me è stata una partita impegnativa, ma penso che incontri del genere servano a farti entrare più nella mentalità del torneo, che ti preparino ai match successivi. Per me questo è importante, perché non ho giocato a Cincinnati e sono arrivato qui con meno preparazione. Cosa ho pensato quando ho perso il primo set? Che dovevo vincerne subito tre.

In contemporanea, sul Luis Armstrong Stadium, toccava al sudafricano Kevin Anderson, testa di serie n.ro 5, rintuzzare gli attacchi del mancino canadese Shapovalov. Una partita lottata in cui si è vista davvero tanta qualità. 5 set e 3 ore e 43 minuti per un match nel quale ha avuto la meglio il giocatore sudafricano che ha giocato con più continuità. Shapovalov ha mostrato a tratti un tennis illuminante, che fa sognare i fans di questo sport e che ricorda in alcuni momenti il miglior McEnroe ma deve lavorare sui numerosi passaggi a vuoto che caratterizzano le sue partite e che distinguono un fuoriclasse da un buon giocatore. Il NextGen era partito bene, propositivo e fluido col suo gioco. Al 6-4 iniziale però è seguito un parziale favorevole ad Anderson che nel secondo set allunga sul 5-2 e chiude agevolmente il set per 6-3. Nel terzo l’equilibrio si spezza nel settimo gioco. Break importantissimo e incontro che gira in favore del sudafricano. Shapovalov, nel quarto set, alza ancora il livello del suo gioco ed ottiene il break nel decimo gioco. Nel quinto la solidità del sudafricano ed un calo fisico del giovane canadese decidono il match a favore di Anderson.

Negli altri incontri Juan Martin Del Potro batte Fernando Verdasco col punteggio di 7-5 7-6(6) 6-3. Nel primo set fondamentale per Del Potro il break a zero nell’undicesimo game, a cui segue un turno di battuta dove l’argentino non sbaglia e chiude il parziale. Molto combattuto anche il secondo set, che l’argentino conquista solo al tiebreak, terminato 8-6. Nel terzo set Verdasco non riesce più a mantenere il ritmo di prima.  Agli ottavi di finale del Potro se la vedrà con Borna Coric, che ha sconfitto in tre set Daniil Medvedev.

Vince anche Milos Raonic, che elimina Stan Wawrinka in ripresa ma ancora lontano dai livelli desiderati. Il canadese si impone col punteggio di 7-6(6) 6-4 6-3, e agli ottavi trova il padrone di casa John Isner.

In quattro set le vittorie di Basilashvili e Thiem rispettivamente su Pella e Fritz.

 [1] Nadal b. [27] Khachanov 5-7 7-5 7-6 7-6

Basilashvili b. Pella 6-3 6-4 1-6 7-6

[9] Thiem  b. Fritz 3-6 6-3 7-6 6-4

[5] Anderson b. [28] Shapovalov 4-6 6-3 6-4 4-6 6-4

[3] Del Potro b. [31] Verdasco 7-5 7-6 6-3

[20] Coric b. Medvedev 6-3 7-5 6-2

[11] Isner b. Lajovic 7-6 6-7 6-3 7-5

[25] Raonic b. Wawrinka 7-6 6-4 6-3

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