Almanacco del Tennis 2017, chi non lo sfoglia non sa cosa si perde

Di Fabrizio Salvi

 

Un libro è un’esperienza unica, dietro ogni singola pubblicazione ci sono ore di sonno perse, dubbi, correzioni e tanto, tanto, amore per quello che si fa. Una volta inviato in stampa la sensazione è quella di aver scalato la cima Coppi al Giro d’Italia o di aver vinto un personalissimo mondiale di Formula 1.

 

Matteo Lumia, l’autore del libro, è un appassionato sia di motori sia di Tennis e il suo “Almanacco del Tennis” sprigiona tutto questo. Nell’epoca delle informazioni digitali, della convivenza tra e-book e carta, nell’epoca in cui si legge sempre meno e vengono preferite notizie “pronte all’uso”, ecco che un’impresa come questa è ancora più da rimarcare.

 

L’Almanacco del Tennis 2017. Quinta edizione di un libro che somiglia molto ad un manuale, una sorta di enciclopedia che racconta di tennis, fa la gioia degli amanti dei numeri e delle statistiche, rinfresca la memoria degli smemorati ed è uno strumento cruciale per i giornalisti. Un parallelo, vogliate perdonarlo, con la Media Guide Atp è doveroso farlo, poiché quest’ultima, a mio giudizio, non è esaustiva quanto il libro uscito dalla penna appassionata di Matteo. Uno sguardo allargato sulla stagione che è stata, non escludendo praticamente nulla, dagli Slam ai Challenger, passando per Coppa Davis e Olimpiadi. Chi non lo legge non può capire quanto è ben strutturato.

 

La presentazione, la ciliegina. Il Virtus Tennis Bologna è stato il teatro della presentazione che ha avuto come ospite, tra gli altri, Raffaella Reggi. Felicissima di rispondere alle domande e visibilmente soddisfatta del lavoro al quale ha partecipato con passione, Raffaella ha parlato del libro in termini entusiastici, per poi finire col raccontare ad ampio respiro di tennis, con gli occhi dell’auditorium incollati addosso.

 

I contributi all’interno del libro provengono da firme illustri di questo sport e, proprio per non far torto a nessuno, è preferibile citarle in ordine alfabetico: Luca Baldissera, Paolo Bertolucci, Luca Boschetto, Steve Flink, Antonio Garofalo, Laura Garrone, Vanni Gibertini, Laura Golarsa, Laura Guidobaldi, Marco Lauria, Luca Marianantoni, Stefano Meloccaro, Claudio Mezzadri, Pietro Nicolodi, Elena Pero, Raffaella Reggi, Ben Rothenberg, Roberto Salerno, Ubaldo Scannagatta, Stefano Semeraro, Stefano Tarantino e Ilvio Vidovich. Un parterre di esperti che pochi sarebbero riusciti a mettere insieme, un altro plauso a chi ha creduto di poterlo fare.

 

Il valore aggiunto. Qui c’è poco da dibattere, è lui il motore di tutto che già dalla dialettica e dal suo sguardo trasmette quello che tutti vorrebbero vedere da chi sta presentando il proprio lavoro. Passione e volontà. Una fatica partita da lontano con delle email speranzose inviate ai giornalisti che hanno trovato riscontro nei destinatari. Non un compiacimento, ripetiamo, ma un volume davvero esaustivo ed efficace del quale si fa fatica a privarsene.

 

In bocca al lupo da tutta la redazione di Tiebreaktennis.it

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